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Anteprima
Ho-lan
il fantasy sbarca a Reggio Emilia
I Piccoli Eroi di Ho Lan
anteprima della miniserie fantasy in stile umoristico-deformed
I Piccoli Eroi di Ho Lan
anteprima della miniserie fantasy in stile umoristico-deformed
La saga di Ho-lan
nuovo fantasy Made in Italy
Than Dai
l'indiano bianco, da Salvatore Taormina
Recensione
Il ritorno degli squinternati
torna la tribù dei matti, però...
Intervista
Intervista a Elena Mirulla
l'autrice di Crazy Tribe
Laggiù nell’Ovestà
detto anche West dagli appassionati di John Ford e di Tex Willer, vivono, assieme alla tribù dei Zighi Wichy, Than Dai e Lin Sei che, già di conto proprio, non ci stanno tanto con la testa. Come se non bastasse tale disgrazia, arriva anche Belle, biondina ribelle e capricciosa, che scompagina la paciosa vita della tribù “dal nome stupido”. Tutto intorno bazzica un manipolo di comprimari che più assurdi non “ possibile immaginare. Insomma quanto di pi” dissennato la mente umana possa escogitare si incontra e si scontra nelle pagine di "Crazy Tribe". Il fatto è che da questo miscuglio assurdo ne esce fuori una storia divertentissima, dal ritmo serrato, in cui ogni pagina “ segnata da almeno una trovata, a tal punto demenziale che non pu” evitare uno scoppio di riso (i più seri non potranno comunque risparmiarsi un sorriso).
La storia vuole essere la versione deformed dei personaggi pubblicati da Salvatore Taormina nella saga western "Than Dai".
Il riferimento letterario sono senz’altro i manga demenziali giapponesi che, in verità, avevano già trovato un degno epigono in Guglielmo Signora, nei suoi Crazy Mecha (1 e 2, edizioni Free Books).
Ma con Elena Mirulla troviamo altri echi, lontani eppure vicini, di una cultura fumettistica che ci appartiene. Le sue pagine riportano, per l’ambientazione demenziale della parodia western, a "Umpah-Pah" (della coppia Goscinny e Uderzo), a "Lucky Luke" (di Morris e Goscinny ), ma anche a personaggi ancora più vicini, come Legs (ricordiamo i divertenti siparietti con May e/o il draghetto parlante Harvey), Sprayliz, Gea.
Questo non vuol dire, però, che l’autrice si ispiri deliberatamente ad altri, semplicemente si serve, più o meno consapevolmente, del patrimonio comune a tutti quelli che amano il fumetto (il buon fumetto) e lo fa proprio per reinventarlo e, rimpastandolo, realizza qualcosa di originale ed assolutamente creativo. Il risultato è pregevole: le trentadue pagine dell’albo scorrono veloci e offrono al lettore, anche il più distratto, una vera gioia per gli occhi e lo spirito.
Esordiente ma non tanto
Elena Mirulla, giovane fumettara genovese, perfeziona, con questo suo "Crazy Tribe" il suo primo lavoro di largo respiro. Anche se questa non è la prima pubblicazione della giovane, è con "Crazy Tribe" che l’artista, alla ancor verde età di ventitré anni, raggiunge pregevoli e incontestabili risultati sia nel tratto, sia nei dialoghi, sia nella sceneggiatura.
L’autrice, sempre per Cronaca di Topolinia, aveva infatti già dato alle stampe una miniserie di tre numeri: “I piccoli Eroi di Ho-Lan” (versione demenziale della serie fantasy La Saga di Ho-Lan, sempre pubblicata da Salvatore Taormina). I tre albi, usciti nel giro di poco più di un anno, avevano visto un grande progresso sopratutto nel tratto, il quale, se nel primo numero appariva elementare e scarno, anche se gradevole, nel terzo acquistava complessità seppure mantenendo linee di contorno ingrossate. Sia il tratto che la storia però mantenevano una caratterizzazione molto infantile coerentemente, in effetti, con il target cui erano destinati.
In "Crazy Tribe" “ evidente il passaggio a una grande maturit” artistica. Il disegno è spigliato e gradevole e non soffre di incertezze dilettantesche. L’unica cosa che si potrebbe osservare è un certo adeguamento agli stilemi del manga commerciale del tipo “Hello Kitty” (per intenderci) che va a scapito di una assoluta originalità.
L’appariscente evoluzione di cui possiamo prendere atto in "Crazy Tribe", ovviamente, non è determinabile esclusivamente dall’utente cui è destinato il fumetto, ma, soprattutto, dalla maturazione dell’artista, che può essere collocata, a buon diritto, tra le più belle sorprese del mondo dei fumetti italiano.
Una particolare ammirazione suscita la stupenda colorazione di alcune tavole che aggiunge dimensione e poesia alla composizione.
Fumetto popolare (ma chi lo leggerà?)
Insomma il lavoro di Elena Mirulla ha tutte le caratteristiche per piacere ai grandi e ai piccini (come si diceva un tempo).
L’unica riserva va dunque al tipo di distribuzione (sarebbe meglio dire: “assenza di distribuzione”), derivante dalla scelta dell’editore, di riservare le (peraltro splendide) pubblicazioni della collana “Cronaca di Topolinia” praticamente solo ai soci dell’associazione “Alex Raymond”.
Comprendiamo bene che il fumetto si trova in un momento di dura sopravvivenza e cerca di resistere all’estinzione percorrendo tutte le strade possibili. Ma “ questa una strada che pu” portare in qualche luogo? Non “ ora il momento per fornire risposte a domande di tal genere complesse, ma ci sar” sicuramente tempo e modo per dedicare maggiore attenzione anche a questo aspetto.
Crazy Tribe n.1 - Giglio di fuoco - testi, disegni e copertina di Elena Mirulla - 21x29,7 cm, 32 pp. a colori, Collana Cronaca di Topolinia, – 9,90.



