in questa pagina · 8 sezioni
La nuova ristampa della Ballata prattiana è l'ennesima occasione per rileggere la storia, e quindi anche quella che per me “ la pi” emozionante singola sequenza - tavola - di fumetto che mai abbia letto. E forse la più perfetta.
Gli addii
E' il momento degli addii, siamo alla penultima tavola della storia, ed entriamo nel vivo con un'introduzione nell'ultima vignetta della centosessantatreesima tavola. La barca con la quale Corto Maltese sta per partire alla ventura si accosta alla nave su cui sta Pandora Groosvenore, la vignetta mostra la scena come se le due imbarcazioni dialogassero, e la piccola barca saluta: "Ehi, romantica Bijou!". Sin da qui la scena “ carica di significato, ancora una volta Corto fa uso della sua ironia; sin da qui il suo sentimento su come finir” la vicenda è ambivalente, e forse (forse??) interiormente si appresta a sentirsi sollevato: È ancora troppo presto per fermarsi, perfino per Pandora Groosvenore. Quel che segue “ un confronto psicologico, antropologico, culturale. In poche scene e battute due mondi si sfiorano, si attraggono, riconoscono l'impossibilit” della loro convivenza l'uno - Corto - e l'impossibilità della loro convivenza nella situazione contingente l'altro - Pandora.
Noi infatti sappiamo sin dalla prima pagina della Ballata quale sia il destino di Corto e Pandora. Quel che segue è una scansione di momenti e discorsi millimetricamente soppesati e rappresentati. Momenti segnati dalla profonda differenza tra Corto e Pandora: di indole, di genere, di formazione culturale, di risultato di millenni di selezione naturale combinata con quest'ultima. Sciovinisticamente, Pratt pare riassumere in Corto il modello del genere maschile, da sempre romantico e votato alla poesia - nei millenni l'uomo parte per la guerra e per la caccia, e per queste "necessità" deve fornirsi necessaria giustificazione; in Pandora quello del genere femminile, razionale e attento alla gestione della realtà quotidiana - la donna nei millenni governa la casa ed “ stabile, e per queste finalit” progetta e sviluppa l'attitudine a dedurre ciò che avverrà, e a comprendere i moventi umani. E così il minuetto tra Corto e Pandora mostra la romantica cecità del figlio della Ni’a de Gibraltar che "sacrifica" sull'altare della sua libertà romanticamente intesa il suo amore per Pandora; e la rinuncia dolente e ragionata della figlia del Monaco (sempre che si possa dar credito ai deliri del Monaco) che - ella sé, davvero - sacrifica il tourbillon del presente (ed un fallimento certo) per un futuro che non potrà che essere lontano ed eventuale.
"Ehi, romantica Bijou!"; l'occhio si sposta sulla pagina a fianco, in alto e si susseguono dunque le vignette, con il loro ritmo lento oppure repentino.
La prima
- "Buongiorno, Corto Maltese!".
Voltata per tre quarti di fronte al lettore, come affacciata ad un balcone, vestita in modo maschile senza che questo ne scalfisca la femminilità - con Corto voltato per tre quarti di schiena, come se il lettore fosse sulla sua piccola barca, dietro di lui, a guardarla su in alto - Pandora segna la prima differenza: al (forzatamente?) giocoso saluto del Maltese oppone un piano, corretto eppure caloroso, buongiorno. Se Corto sogna la romantica Bijou, Pandora ne ha ben chiaro il significato reale dietro l'entusiasmo, l'ironia, il balen’o dell'avventura.
La seconda:
- "Eh, ma che bella! Chissà perché mi fai ricordare un tango di Arola, che ascoltai nel cabaret della "Parda Flora" in Buenos Aires."
- "Forse c'era qualcuna che mi assomigliava?"
Inquadrati di profilo, uno di fronte all'altro, Pandora i lunghi capelli a farle vezzosamente schermo sul lato del volto non rivolto al lettore, troviamo Corto che insiste nel registro poetico, quasi sdolcinato nella ricerca dell'immagine bella, ad effetto, capace di catturare l'attenzione della fanciulla e farla sognare insieme a lui. La risposta di Pandora “ semplice, ragionevolmente inquisitiva, verrebbe da dire che esterna una garbata curiosit” salottiera, senza minimamente lasciarsi incantare dalla manfrina di Corto; eppure sotto l'apparente civetteria svagata c'’ l'intento di far scoprire definitivamente le carte al suo interlocutore. Ciò che puntualmente avviene.
La terza:
- "No! Proprio perché non assomigli a nessuna avrei voluto incontrarti sempre... in qualsiasi posto..."
E così Corto si scopre, indifeso si consegna a Pandora, le mostra la labilità romantica del suo sogno: "sempre", in qualsiasi posto". Ovvero non in un posto determinato, dove poter mettere radici, non ora e per tutta la vita. Non è se stesso che Corto offre, ma l'alea dell'avventura, del bel gesto, della parola accoppiata al sospirare del poeta.
Intensità:
Seguono le due vignette più intense - tra le più intense che ricordi -, anche se non le più strategicamente importanti. In muta successione Pratt inquadra in primo piano Corto Maltese e poi Pandora a mezzo busto. Qui il disegno di Pratt non “ ancora quello tanto impalpabile da apparire inesistente delle ultime opere, e neppure la sintesi pressoch” perfetta di Corte Sconta, il tratteggio “ vigoroso, e dona al volto di Corto una intensit” ferina, che lo rende umano in modo molto terreno: inquadrato di fronte al lettore, Corto fissa ieraticamente assorto lo sguardo su un punto lontano, sperduto all'orizzonte. Continua a sognare romantiche impossibilità, Corto. Pandora “ inquadrata di tre quarti, non meno assorta di Corto, il suo sguardo ci appare per” conficcato nel volto di lui, come fosse alla ricerca dell'ultima conferma, come volesse fugare l'ultimo dubbio residuo dettatole dal suo amore. Quel che vede deve toglierle ogni dubbio, perché alla
Sesta vignetta:
"Non verrà con lei, Corto Maltese!"
Ecco, è detto! L'inevitabile conclusione è giunta: sarebbe bello, ma non durerebbe. Non ora, non qui. Forse Corto sarebbe anche disposto (ma “ da vedere, e la sua libert”?) a bruciare tutto e subito, ma chi da millenni “ costretta ad inseguire e a costruire per il futuro su fondamenta le pi” solide possibili certamente non si contenta di una manciata di avventure ai quattro angoli del globo. In quelle poche parole, risposta ad una muta domanda, sono riassunte le differenze tra i due: caratteriali e quant'altro. E qui pesa anche il non detto, ma lo si capirà solo nell'ultima vignetta della tavola.
Settima vignetta:
- "Lo so!"
Immaginiamo che Corto esali le due parole con un misto di sollievo e malinconia. Immaginiamo che sarebbe stato disposto a rischiare tutto, compreso il dolore della fine in cambio di una girandola di emozioni che soddisfacesse il suo spirito romantico, e che questo gli renda doloroso il distacco. Ma immaginiamo anche il suo sollievo nel non dover rischiare, e forse ancor di più nel non dover rinunciare neppure a una frazione della sua libertà.
L'ottava vignetta, muta, prepara il finale delle vignette nona e decima: Corto fa l'atto di sfilarsi dal collo la ghirlanda di fiori intrecciata che metterà al collo di Pandora nella vignetta successiva.
Nona e decima vignetta:
- - "Addio, Pandora!"
- - "Arrivederci, Corto Maltese!..."
Una tavola perfetta si chiude in modo perfetto. Nella nona vignetta Pandora e Corto sono praticamente nella stessa posizione della seconda vignetta, nella decima e ultima torna il dialogo tra le imbarcazioni della vignetta introduttiva nella centosessantatreesima tavola. E' drammatico, teatrale Corto nel proclamare il suo addio: lo fa come ha condotto tutta la scena, teso al bel gesto romantico del cavaliere di ventura che immola il suo sentimento al destino avverso. La risposta di Pandora sarebbe velenosa se non fosse, per il lettore, non tanto consolatoria quanto semplicemente equilibratrice: il lettore ha letto la lettera che apre la Ballata. Pandora sa (sa ragionevolmente) che il loro non “ un addio, ma un arrivederci. A quando il destino non sar” più avverso. A quando (e chissà che non pensi proprio in questi termini) un bambino di nome Corto Maltese si sarà saziato di avventure in ogni dove, di donne di ogni colore, e sarà pronto per - orrore! - mettere radici. Ora “ pi” chiara la sua affermazione nella sesta vignetta: "Non verrà con lei *ora*, Corto Maltese!".
Il lettore perdoni la mia fissazione per questa tavola, ma per me “ la pi” bella storia d'amore che ho letto a fumetti, con la sola possibile eccezione di "Zio Paperone e la Stella del Polo": riuscire a far innamorare il vecchio Scrooge poteva riuscire solo al genio di Barks.


