dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

La cosa della palude

Zagor SP15 “Palude mortale”

pubblicato
29.04.2003
lettura
2 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto2/7
Sceneggiatura5/7
Disegni5/7
globale49%

Cari amici zagoriani, mi auguro che i vostri interessi fumettistici spazino un po' al di là dei confini di Darkwood, e anche dell'universo bonelliano. Un grande autore di fumetti, che sicuramente merita la vostra attenzione, è l'inglese Alan Moore. Famoso soprattutto per il suo celebratissimo "Watchmen", e per il più recente "From Hell" (da cui è stato tratto anche un film), Moore è salito alla ribalta del mondo dei comics una ventina di anni fa, quando ha preso in mano le redini di uno dei personaggi minori della DC Comics: Swamp Thing. In questo fumetto si narrano le cupe storie di Alec Holland, uno scienziato che, vittima di un'esplosione di sostanze chimiche, viene scaraventato in una palude nelle vicinanze del suo laboratorio. Qui non muore, ma il suo essere si fonde con lo spirito elementale del pianeta Terra, e Holland diviene l'eroico, ma fisicamente mostruoso, Swamp Thing, baluardo della Natura contro l'ignorante arroganza della moderna civiltà industrializzata.

Provate ora a immaginare che cosa sarebbe potuto accadere se lo spirito della Natura si fosse impadronito non di uomo buono, come era Alec Holland, ma di un cattivo fino al midollo, come ad esempio il Sauk Unico Occhio. E' quello che deve aver immaginato anche Moreno Burattini, a cui riconosciamo il chiaro intento di aver voluto omaggiare un autore che ha fatto la storia del fumetto mondiale, proprio quando ricorre il suo cinquantesimo compleanno (vedi su uBCFumetti l'anteprima di "Alan Moore: ritratto di uno straordinario gentleman"). Un omaggio sfortunato, per molti versi. Burattini fa sua un'idea di Moore senza una sufficiente rielaborazione, producendo una storia abbastanza banale, nei suoi tipici cliché zagoriani, implausibile, nelle assurde aggressioni di piante mutanti e semoventi ai danni di esseri umani (erba che si allunga? tronchi che si piegano? spine che partono come dardi? mah!), e fondata su una coerenza interna praticamente inesistente, dato che si parla di un fantomatico "spirito" del male su cui assolutamente nulla ci è dato sapere. Se cogliamo la strizzata d'occhio a Swamp Thing, tutto acquista un po' più di senso, ma non ci pare corretto che una storia dello Spirito con la Scure possa trovare una spiegazione solo se rapportata all'opera di un autore che i lettori zagoriani non sono affatto tenuti a conoscere.

Poiché siamo più buoni solo a Natale, e ora è Pasqua, non possiamo esimerci dal dare una valutazione di insufficienza al soggetto, mentre premiamo invece la solida sceneggiatura, scritta da Burattini con il consueto mestiere di autore esperto e competente. Chiarolla non è Bernie Wrightson, ma ci è piaciuto.

P.S.

Se, nonostante tutto, avete apprezzato "Palude mortale", provate a leggere l'originale Swamp Thing di Alan Moore: mi ringrazierete.

DA
Daniele Alfonsotutti i suoi articoli