dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Giro giro tondo. . .

Dylan Dog M4B “Il cristallo arcobaleno”

pubblicato
28.10.2001
lettura
2 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto4/7
Sceneggiatura4/7
Disegni4/7
globale50%
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Testi

Questa storia assomiglia un po' a quei piatti che si mettono insieme all'indomani di un pranzo di festa. Un po' di roba avanzata, qualcosa rimasto nel frigo, e alla fine se il cuoco è sufficientemente abile l'insieme magari farebbe inorridire Raspelli, ma risulta tutto sommato sufficiente a saziare l'appetito. L'esperto chef Mignacco ha raccolto un po' di ingredienti esotici, condito il tutto con un trito di intrighi classici da dime novel, insaporito con due o tre belle figliole che non guastano mai, mescolato bene e passato in forno.

Il risultato è un girotondo abbastanza divertente, con tanto di simpatica morale incorporata (una sana presa in giro della new age). Mignacco ha la mano per la commedia brillante, e alcuni personaggi (la vivace Geena, il pittore Kean) entrano immediatamente in simpatia al lettore. Divertente e perfettamente coerente con il personaggio la gag di Dylan terrorizzato all'idea di dormire all'aperto in mezzo alla campagna.

Disegni

Lo ammetto: ero partito con l'idea di affibbiare una bella stroncatura al diabolico duo tanto contestato da molti lettori. E invece, dopo la lettura dell'intero balenottero, mi sono trovato a correggere parzialmente il tiro. Il fatto è che M&G sono come certi vecchi B-movie in bianco e nero, tirati via finché si vuole, ma con una inesorabile capacità di intrattenere. Siamo di fronte a un disegno pulito e privo di sbavature, con un discreto story telling (la lunga esperienza si vede).

Certo, al di là di questa che è comunque la condizione minima per un buon fumetto, non ci si spinge molto: poca espressività, scarsa atmosfera e una sostanziale legnosità condizionano le vignette del diabolico duo, popolate da figurette che spesso non riescono a staccarsi dalla carta e a diventare vive. Eppure la lettura procede scorrevole, anche se dopo si sente l'esigenza di rifarsi la vista con un Mignola o con un Giardino. Diciamo che Montanari e Grassani vanno presi a piccole dosi, una volta all'anno, magari in spiaggia o sul terrazzo dopo un bel gelato. In più, alle prese con storie di impianto brillante e convenzionale come questa, il duo si trova più a suo agio e dà il meglio di sé.

Globale

Tutto sommato l'impatto con il balenottero quest'anno è stato migliore del solito. Questa seconda storia è gradevole, pur senza riservare grosse sorprese.

AL