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Il nuovo corso bonelliano

pubblicato
06.05.2001
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5 minuti
Copia anastatica dell’originale

Salve a tutti, questa volta "riprendo la tastiera" per alcune considerazioni sul cosiddetto "nuovo corso" Bonelli, ovverosia con le nuove serie uscite a partire da Magico Vento in avanti. Premetto di essere un collezionista fanatico, uno di quelli che prima di smettere di comprare una serie, ce ne deve passare... e al momento seguo proprio tutte le uscite bonelliane. Ma non sono sicuro di continuare in questa non indifferente spesa.

Partendo dalla più "vecchia" delle serie, Magico Vento... beh, questo è un caso particolare. Dopo i primi quindici numeri, incredibile ma vero, mi ero rotto... Un protagonista francamente insopportabile, una spalla patetica, storie noiose e con una continua sensazione di dejà vu, un "politically correct" di maniera (TUTTI gli indiani devono essere buoni e innocenti, TUTTI i bianchi stronzi e cattivi?): fatto sta che ho abbandonato l'acquisto, nonostante i disegnatori fossero eccellenti. Per "colpa vostra", con le vostre entusiastiche recensioni di alcune storie successive, mi sono riaccostato alla serie da qualche mese, e... avevate ragione, maledizione! Ned resta spocchioso e supponente (non ride mai...) ma la trama congegnata da Manfredi è perfetta, un meccanismo ad incastro quale non si vedeva da tempo in Bonelli (e l'acquisto degli arretrati me lo ha confermato), un parco disegnatori tra i più validi: che dire? speriamo che duri!

Napoleone: all'inizio, mi aveva lasciato quanto meno perplesso: che diavolo è, un Dylan Dog noir? Un giallo? Un romanzo kafkiano a fumetti? Le perplessità sono durate in compenso pochissimo. Magari non raggiungerà mai vette eccelse, o non darà emozioni elevatissime con le sue storie, ma il detective di Ginevra (ecco, magari si poteva scegliere anche un'altra ambientazione: non che la cittadina svizzera brilli per fascino...) non delude mai. Ambrosini le sa scrivere, le storie: personaggi simpatici, umani e ben caratterizzati (anche se introdurrei più comprimari), buoni disegni, trame coerenti (nonostante gli excursus nella psiche di Napoleone) e chiare, e non è poco: una serie che magari non lascerà mai il segno, ma ben fatta e ben curata.

Brendon: ahi, qui i punti dolenti sono di più. A parte dei disegnatori stratosferici, meravigliosi... beh, non che il resto sia memorabile. Le trame sono confuse, si sente la mancanza di una spalla del nostro cacciatore di taglie (e non ditemi che la squallida marionetta assolve a questo compito!), spesso bisogna rileggere un paio di volte l'albo per capire dove si va a parare, ci sono troppe incoerenze anche per una serie fantasy, l'ambientazione è desolante e disperata SEMPRE... mai possibile che tutto sia così nero? Boh, non fosse per i disegni, avrei già mollato...ma ancora gli dò fiducia, vediamo.

Julia: che delusione. Da Berardi mi aspettavo grandi cose, e i primi numeri erano esaltanti. Poi però...tutte le storie sono uguali. Julia è il protagonista più insopportabile che sia mai comparso in un fumetto, una zitella spocchiosa e saccente che si caccia nei guai regolarmente, piena di sè e che non sbaglia mai un'analisi (le capiterà ogni tanto di non azzeccarci sul profilo di un serial killer? Che è, un misto tra Holmes e un veggente?). Emily, presunta spalla comica, è da sopprimere; i due poliziotti sono poco più che macchiette (se nel mondo reale due agenti di polizia dovessero ricorrere sempre a una professoressa per acciuffare i delinquenti, sarebbero stati licenziati dopo 2 mesi!), ed infine il diario di Julia è patetico: un misto di Donna Letizia e una rivista di psicologia. Peccato, i disegni sono anche buoni (anche se sono sempre un po' troppo uniformi) e Berardi le sa anche scrivere, le storie...chiare, senza fronzoli stupidi, con comprimari ben definiti...io gli dò ancora fiducia, ma non è eterna!

Jonathan Steele: beh, qui invece siamo quasi al capolavoro. La migliore serie Bonelli di questi tempi, assieme a Zagor. Memola è un genio, i disegnatori sono bravi (non eccelsi, a parte Giardo): che sorpresa piacevole. Il primo numero, come penso a molti, non mi era piaciuto sto granchè: sì, avventura senza troppi casini intorno, ma insomma... Invece strada facendo le storie si sono legate ed intrecciate in una trama entusiasmante, i tre protagonisti sono perfetti (ben definiti, simpatici, carini), le trame dei singoli episodi sono chiare e godibili, l'ambientazione, pur fantastica, mantiene una certa logica e coerenza senza scivolare nell'assurdo. Senza dubbio un vero e proprio exploit, che spero sia apprezzato da un numero sempre crescente di lettori.

Gea: mah, che dire, di una serie di cui sono usciti 4 numeri? Enoch ci sa fare, non ci piove: ottimo disegnatore, buon soggettista. Ma è dura da giudicare: forse un po' troppo politically correct (anche se le idee di Enoch sono assolutamente giuste), comunque godibile.

Dampyr: beh, qui non ci siamo proprio. l'inizio folgorante mi ha fatto gridare al miracolo (Boselli sa scrivere, non c'è dubbio). Ma poi: tutte uguali. Harlan arriva in un posto, trova qualcuno che gli dice che ci sono dei vampiri, li sconfigge... etc etc. Mai possibile che ci siano tutti sti vampiri al mondo? Non sarebbe il caso di fargli vivere qualche avventura un pochino diversa ogni tanto? E cosa fa per vivere? Lo pagano per sparare ai vampiri? E a forza di autoprelievi per riempire i proiettili del suo sangue, non è che ci resta prima o poi? Le trame sono confuse (vedi gli episodi praghesi e quello africano), i comprimari poco definiti: e poi, è mai possibile che ogni volta che Draka si sposta, si imbatta in un'orgia di sangue? L'Interpol deve avere un dossier di qualche migliaio di pagine sul buon Dampyr! I disegni non sarebbero nemmeno malaccio, ma la mia pazienza sta per arrivare alla fine: anche perchè, nel caso di un mutamento di rotta, temo si trasformerebbe in una copia di Dylan Dog.

Infine,due parole su Gregory Hunter: ok, è uscito un solo numero, è presto per parlare. Ma mi pare che rasentiamo la boiata. Vediamo: certo che le premesse non sono davvero buone (in particolare, che scemenza la faccenda delle pile Coleman!)

Concludo questo lungo intervento rinnovandovi ancora una volta i miei complimenti per il vostro sito, il migliore sito fumettistico della rete: continuate così!

AP
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