Carissima redazione,
ho acquistato e letto con grande interesse Il Martin Mystère Extra n.20, "L'ultimo concerto". Pur trovandolo interessante e avvincente come sempre, ho constatato con dispiacere che alcuni errori dell'edizione originale non sono stati corretti, nonostante nelle pagine finali si sostenga che, dopo gli aggiustamenti fatti in seguito alla lettera inviatavi dal musicologo Carrera, "questo albo potra' essere adottato come libro di testo nei migliori Conservatori".
Be', io non frequento il conservatorio, ma mi sia concesso, sempre col piu' grande rispetto e ammirazione per le pubblicazioni bonelliane, segnalarvi qualche altra svista. Cominciamo dal piu' grossolano: a pag.51, Martin cita fra i discepoli di Schoenberg "Webern e BORG" (con la O!). Credo che il bravo Alban Berg (con la E, 1885-1935) non abbia mai giocato a tennis.
A pag.44, il personaggio Verpoorten dice testualmente: "le scale prendono il nome da uno dei tasti bianchi del pianoforte", con tasti bianchi in grassetto. Sicche', per lui, esistono solo le scale che prendono il nome dalle note (non dai tasti) "naturali"? Be', se non ha mai ascoltato (per fare un piccolo esempio) il meraviglioso valzer in do diesis minore, op.64 n.2, di Chopin, ha senza dubbio perduto qualcosa di bello. In ogni caso, esistono scale per ciascuna delle dodici tonalita', ciascuna in maggiore e minore (gli unici "modi" sopravvissuti nella musica europea, prima del rilancio della modalita' avvenuto nel '900). Una scala non e' che una successione ordinata di suoni disposti secondo intervalli stabiliti.
A pag.133 vediamo i ritratti di alcuni musicisti che in qualche modo "entrano" nel racconto; ebbene, uno di questi, Bix Beiderbecke, dovrebbe essere identificabile nel ragazzino con la tromba testimone di uno strano incidente... spaziale, di cui si parla nelle prime pagine. Pero', come citato nello stesso albo, Bix nacque nel 1903: com'e' possibile che fosse presente all'incidente, avvenuto, secondo il racconto, nel 1897, come si ricorda fra l'altro alla fine, quando gli spaziali notano che son passati 99 anni dai fatti?
Infine, non conosco il tedesco, ma per quel che ne so, sospetto che il pezzo di Schönberg citato a pag.41 col nome "Dritte Klavierstücke", dovrebbe essere "dritte Klavierstuck", singolare di stücke, tratto dai "drei Klavierstücke" (cioe' tre pezzi per piano di cui e' il terzo) o addirittura dai "6 kleine Klavierstücke" op.19 del 1911 (e non op.11). Ma qui posso ben sbagliare.
Vi ringrazio per l'attenzione, spero di non essere stato troppo pedante (il buon MM mi capira'). Ritengo, per concludere, che Martin, nella sua posizione di uomo di cultura :-), non faccia una bella figura a dire che la musica dodecafonica e' insopportabile. Passi che lo dicano Angie e Brody!
Comunque, anche a me fa effetto soporifero.
Saluti, Luigi

