dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Fecondazione assistita

Dylan Dog n.168 “Il fiume dell'oblio”

pubblicato
12.11.2000
lettura
2 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto2/7
Sceneggiatura3/7
Disegni4/7
globale29%

Disegni

I disegni di Di Vincenzo presentano, in questo albo, un tratto più marcato del solito e un'inchiostrazione molto intensa, con forte prevalenza, in numerose vignette, di masse scure. Un tentativo, a più di due anni dall'ingresso di Di Vincenzo nello staff dei disegnatori di Dylan Dog, di aderire maggiormente alle atmosfere della serie? O sono le caratteristiche di questo specifico albo ad aver spinto questo disegnatore a modificare un poco il proprio stile?

Mi pare inoltre di notare, qua e là, una certa rassomiglianza con lo stile di Casertano... Senza, peraltro, che Di Vincenzo riesca ad eguagliarne i risultati: l'espressività dei personaggi è abbastanza monotona, le scene di violenza e di azione non sono mai coinvolgenti...

In ogni caso, la qualità complessiva dei disegni resta più che apprezzabile.

Globale

"Il fiume dell'oblio" è un albo decisamente anomalo nell'ambito della produzione di Medda. Ben lontano dall'essere un capolavoro come gli altri due suoi albi realizzati per questa serie, non riesce neppure ad essere un albo mediocre, un albo "leggi-e-getta" al pari della maggior parte dei numeri di Dylan Dog pubblicati negli ultimi tempi.

Non c'e' però di che strapparsi le vesti. Con che faccia, infatti, si può criticare chi, nell'ultimo anno e mezzo, ci ha comunque regalato capolavori come "Il battito del tempo" e "Una canzone per Sara" NN 102 o albi in ogni caso godibili, già solo per la qualità della sceneggiatura, come "Il nemico nell'ombra" NN 104 o "Le belve"?

Neppure scrivendo un solo albo l'anno si potrebbe garantire il livello qualitativo che, dai suoi primi Martin Mystère realizzati con Serra e Vigna fino agli albi più recenti, Medda è riuscito a garantire. Metto quindi questo albo in una delle seconde file della mia libreria e aspetto fiducioso l'uscita di un prossimo Nathan Never o Dylan Dog firmato Medda, certo del fatto che ben difficilmente mi accadrà di rimanere nuovamente deluso...

FM
Francesco Manettitutti i suoi articoli