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The elegy of "X"

pubblicato
04.06.2000
lettura
4 minuti
Copia anastatica dell’originale

Salve a tutti, sono qui di nuovo per recitare, ad un anno dalla sua scomparsa, una sorta di elogio funebre di Zona X, dettatomi dalla lettura completa della serie che ho appena terminato. Innanzitutto vorrei ribadire una cosa: ZX non meritava di morire, alcune delle serie che pubblicava sì...

Io credo che il principale difetto della rivista fosse anche la sua principale innovazione, ossia l'alternarsi delle miniserie: infatti io non ho avuto alcuna difficoltà a seguire le serie leggendo tutti i numeri di ZX di seguito, ma mi ricordo bene la frustrante attesa che mi accompagnava quando per seguire le avventure di Elan ero costretto ad aspettare dei mesi (per non parlare di Legione stellare): insomma, 3 o 4 mesi tra un capitolo e l'altro erano veramente eccessivi; meglio sarebbe stato alternare meno miniserie e terminarle più rapidamente, per poi dare spazio ad altre di nuove, e così via... non ci si può quindi sorprendere della disaffezione che il pubblico dei non-fanatici finiva per dimostrare.

disegno di G.Alessandrini, colori di G.Gentili

(c) 1999-2000 SBE

Passando poi ad una disamina delle varie serie, devo dire che io personalmente preferivo il primissimo formato di ZX, quello in cui Castelli usava il BVZM per introdurre storie alla "Twilight zone", serie di cui ero e sono un nostalgico ammiratore... ma devo anche dire che non ho faticato ad appassionarmi al nuovo corso subentrato dal numero 10. Magic Patrol era e resta la migliore di queste, godibile anche e forse soprattutto grazie alla scarsa concatenazione dei vari episodi: a parte che al suo interno si trova quel piccolo capolavoro fumettistico di Alessandrini nel numero 32 ("Il segreto del re degli elfi"), è la serie meglio definita, con i disegnatori più validi e i personaggi più avvincenti: unici appunti da muoverle riguardano l'eccessiva presenza di ambientazioni poco o nulla "mysteriose", la personale antipatia di una delle protagoniste (Christine Lambert) e, ma penso sia dovuta alla sua chiusura, una scarsa analisi della vita quotidiana all'interno della base di Altrove. Resta comunque di gran lunga la migliore produzione di Zona X.

Parlando di Legione stellare, non si può fare a meno di sottolinearne il fascino, dovuto anche all'uniformità delle sceneggiature e dei disegni (che bravo Giardo!), ma non si può nemmeno mancare di sottolineare il fatto che una serie di cui siano usciti 5 episodi in 4 anni si possa a stento definire "serie"... peccato davvero, perchè forse era quella con le potenzialità più elevate: e poi, che spreco farla morire proprio quando i personaggi acquisivano un loro spessore, quando Temis e Rei si facevano un po' più umani... tanto valeva non accennarvi nemmeno.

La Stirpe di Elan ha avuto una partenza davvero al fulmicotone, rispetto alle due precedenti, ma purtroppo non ha saputo mantenere le aspettative che aveva creato: la conclusione, tirata via e sconclusionata, è davvero mal fatta. Io poi personalmente non sono un fanatico del fantasy (a meno che non sia disegnato da Alessandrini ;-)), e per volervi trovare altri difetti non si possono non menzionare l'eccessivo numero di personaggi (a volte un po' piantati lì, senza un'effettiva funzione all'interno della serie) che rendeva difficile la lettura, e la presenza di numerosi spunti (vedi il caso dei due detective di San Francisco che indagano su Jessica Hammond) che poi scompaiono di punto in bianco: ma che fine hanno fatto?

I punti dolenti arrivano quando si parla di Robinson Hart, la peggiore delle miniserie: a parte l'inizio discreto, le storie si trascinano via tutte uguali, sempre con la solita tavola in cui Robinson viaggia nel tempo (con l'immancabile presenza di un soldato della Wehrmacht o di Hitler...), con spiegazioni pseudoscientifiche da far rabbrividire (vortici spaziotemporali? fulmini neri? elfi? mah...), con un protagonista insulso e antipatico, che cambia mysteriosamente taglio dei capelli a serie in corso... forse perchè coi capelli lunghi sembrava un clone di Magico Vento-Daniel Day Lewis? L'idea di base era buona, ma lo sviluppo davvero insufficiente: peccato, perchè Mignacco saprebbe anche scriverle, le storie...

Per concludere, i classici. Ora, a parte che non capisco per cosa li chiamassero classici, visto che dello ZX prima versione non avevano più nulla, é mai possibile che tutte le storie dovessero essere di fantascienza o fantasy? (e quelle di fantascienza tutte in un futuro alla Nathan Never?) Per carità, qualche spunto discreto a volte c'era anche, ma sinceramente la maggior parte di essi non valeva davvero nulla... peccato anche qui, perchè avrebbero potuto sì essere un'interessante palestra per i nuovi autori, ma i soggetti avrebbero dovuto essere un po' più vari, magari ambientati in diverse epoche storiche: senza avere limiti imposti di nessun tipo, si potevano abilmente saccheggiare tutti i generi della fiction fumettistica senza doversi sempre ridurre al solito detective privato nella solita megalopoli del solito futuro piovoso alle prese con le solite macchinazioni delle solite multinazionali...

Per concludere, dico soltanto che forse la migliore eredità che Zona X ha lasciato alla Bonelli è proprio la sua "eredità ufficiale", ovverosia Jonathan Steele (e il suo curatore, Memola): senza dubbio la migliore delle "ultime nate" in casa Bonelli: ma di JS mi riservo di parlare in una prossima mail...

Un saluto e un "continuate così" a tutto lo staff di uBC.

AP
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