Va bè, il fumetto gli vogliamo tutti bene, ci mancherebbe.
Ma perchè non si deve avere il coraggio (vedi sig.Gallerani) di dire che il "personaggio" Julia è il più odioso, antipatico, "falso" mai uscito da casa Bonelli? (almeno dai tampi della Betty del Comandante Mark e della Claretta del Piccolo Ranger).
Julia è la "raccolta" dei tutte quelle caratteristiche della donna che non vorremmo mai avere come compagna, nè di banco nè di altro (a meno che a qualcuno non interessi un clichè da spot pubblicitario).
Possibile che questa Julia sia così "perfettina"?: è carina, ma non figa. E' intelligente, ma non abbastanza da darci fastidio. Ha qualche difetto, ma non troppo grave da svalutarne l'immagine. Insomma, è una che se ti fa una scoreggina poi la psicanalizza. Sembra che Berardi si sia divertito a rovesciare tutto ciò che attraeva in Ken (se lo ha fatto di proposito è un genio, comunque dovrebbe spiegare perchè ospita quelle melensissime, odiosissime e - con licenza scrivendo - stronzissime lettere di adulti regrediti, che neanche in Selezione del Reader Digest... E poi dovrebbe aver capito che gli incubi ed il diario personale non si amalgamano sempre come si deve con la storia, sembrano delle appendici, anzi delle gonadi, sempre con licenza parlando).
In Julia, comunque, i topoi della narrativa - che può essere buona anche se seriale - ci sono tutti (trama, introspettiva dei personaggi, colpi di scena, la ricerca di un'originalità che non divenga soluzione eccentrica, come in tanti nuovi Bonelli). Probabilmente non eravamo abituati a vederli espressi con questa naturalezza. Insomma Julia è un buonissimo fumetto, nonostante... Julia.
Resta da capire se Berardi, che è ligure (e questo può voler dire molto) sta cinicamente prendendo per il culo la saccarina che alberga negli animi più sciocchi (e farebbe benissimo), oppure se, col tempo, il lupo ha mantenuto il vizio delle belle storie, ma perso il pelo del feroce sarcasmo di Giuli Bai. Scusate la logorrea.
risponde Fabrizio Gallerani
Caro Pier Luigi,
malgrado la libera coloritura del linguaggio :-) (e la garbata ironia di fondo), il tuo messaggio è chiaro: perché Julia è un fumetto con una protagonista antipatica, e soprattutto, perché non avere il coraggio di ammetterlo?
Ebbene, forse non ti sorprenderà sapere che non ho nessuna paura a riconoscere la legittimità della tua affermazione: Julia, non solo è antipatica, ma ritengo che questa sia una delle caratteristiche che, prescindendo dalla qualità intrinseca della collana, più la allontana dai canoni classici del fumetto seriale e fa di lei un personaggio assolutamente atipico nell'attuale panorama fumettistico italiano.
Permettimi però una precisazione: come già scrissi in tempi ormai non sospetti (cfr. la mia recensione al primo numero) Julia non è semplicemente antipatica, ma bensì doppia (anzi tripla): sostenuta e distaccata con gli estranei (Manetti nella recensione del n.17 usa il caustico "fighetta snob repressa"), iraconda e collaborativa con Webb e soci, e complice e compagna con Leo ed Emily.
Credo siano sfumature da non sottovalutare nel tracciare un giudizio sul personaggio di Berardi: nemmeno il tanto acclamato Ken Parker (ma neppure l'attualmente osannato Magico Vento) penso si siano mai concessi tanto.
A risentirci presto.

