dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Inutile sacrificio

Julia n.11 “L'eterno riposo”

pubblicato
22.09.1999
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3 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto6/7
Sceneggiatura5/7
Disegni6/7
globale78%
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  1. Testi
  2. Disegni
  3. Globale

Testi

Con questo episodio, dietro un apparente semplicità formale, Berardi introduce nella serie un tema assai delicato (e dal carattere prettamente "minimalista"), come quello dell'abbandono degli anziani, facendolo però entrare non dall'ingresso principale, ma, per così dire, dalla porta di servizio.

Il vero protagonista dell'albo è infatti il Saint George, casa di riposo dal destino segnato dalla imminente chiusura, vista quasi come metafora del destino che attende gli anziani ospiti, condannati dalla vita a finire i propri giorni nell'indifferenza generale. Questa soluzione narrativa non è affatto casuale, infatti, malgrado il rischio di cadere nella retorica sia sempre dietro l'angolo quando si affrontano temi come questo (ormai universalmente omologati anche se così poco frequentati dal fumetto seriale) è proprio grazie al parallelismo di cui sopra che Berardi, con consumata abilità, riesce ad scongiurarne il pericolo.

Disegni

Inevitabile.

Inevitabile che l'incontro di due autori dagli stili così personali come Toppi e Berardi, potesse avvenire esclusivamente al prezzo di qualche compromesso da parte di una delle due rispettive "filosofie" creative.

Infatti, il caratteristico stile narrativo che, coniugato alla sofisticata abilità artistica, fa di Toppi uno dei più grandi autori italiani, si colloca esattamente agli antipodi rispetto a quello di Berardi. Osando un paragone azzardato, si potrebbe rilevare come, nei fumetti da lui sceneggiati, Toppi usi la messa in tavola quasi alla stregua di una scenografia teatrale: anche quando racconta una vicenda con una precisa sequenza temporale, lo fa spesso eliminando la netta suddivisione in vignette, mescolandole in una specie di continua dissolvenza incrociata.

La ormai famosa "closure" (famosa almeno da quando Scott McLoud ne ha adottato ufficialmente il termine nel fondamentale Understanding Comics) orfana degli spazi bianchi fra una vignetta e l'altra, viene così ad essere inglobata nella pagina stessa, garantendo quindi l'efficacia narrativa, ma, allo stesso tempo, restituendo la senzazione di una generale unità di tempo e di luogo, proprio come a teatro. Ed anche la sua regia, in accordo al personale stile di disegno, accentua in maniera evidente i contrasti visivi, affiancando campi lunghi a piani molto ravvicinati, con l'occhio attento più alla composizione globale che al ritmo narrativo.

La tecnica di Berardi (a partire dal Ken Parker della maturità, passare per le altre sue creazioni, e arrivare infine a Julia, dove l'attenzione alla forma è, per quanto possibile, ancora più sentita), invece, è proprio all'opposto: la pagina è importante soprattutto per la sequenzialità che suggerisce.

La dimensione delle vignette, così come i campi lunghi e i piani ravvicinati, non svolgono affatto una funziona scenografica, ma servono a sostenere il ritmo del racconto, ad accelerarlo o a rallentarlo, quando serve.

Nel suo approccio alla serie, Toppi, con estrema professionalità, ha compreso alla perfezione queste esigenze, "limitando" di conseguenza il suo intervento a quello che restava fuori dalla diretta influenza di Berardi. Il risultato è un eccellente lavoro di caratterizzazione di ambienti e personaggi: i suoi netti bianchi e neri, mitigati solo dall'inconfondibile tratteggio, ben si adattano alle angosciose atmosfere della storia, mentre le rughe sui visi degli anziani ospiti del Saint George, ci raccontano i loro sentimenti in maniera molto più efficace di quanto non potrebbero mai fare le sole parole.

Globale

Vecchietti disperati, cinici ed assassini... l'agosto bonelliano appena trascorso rischia di essere ricordato proprio per questa ondata di rivendicazione della cattiveria senile. Infatti, in barba all'imperante buonismo, oltre a Julia anche Dylan Dog si è trovato nello stesso mese alle prese con un gruppo di spietati assassini della terza età: nientemeno che gli invecchiati "Bimbi Smarriti", un tempo allegri compagni delle avventure di Peter Pan, ed oggi crudeli strupratori di Campanellino, in Il battito del tempo, bell'episodio scritto da un ispirato Medda per la testata dell'indagatore dell'incubo. Dopo i precedenti occorsi al povero Tex, speriamo soltanto che stavolta non sia l'associazione pensionati a rivolgersi al Codacons. :-)

Molto suggestivo il soggetto realizzato da Soldi per la copertina di questo numero, anche se desta curiosità la scelta di rappresentare un episodio della storia assolutamente marginale rispetto al tema dell'albo.

FG
Fabrizio Galleranitutti i suoi articoli