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La dama in ghiaccio

pubblicato
22.04.1999
lettura
3 minuti
Copia anastatica dell’originale

Ho in mano il numero 94 di Nathan Never. Sono mesi che continuo a comprarlo più per abitudine che per interesse. Le ultime storie sono state tutte men che mediocri, ma questa "La dama di ghiaccio" sfiora il ridicolo.

Cominciamo dall'inizio, dai pensieri della bambola. Un trovata del genere non è poetica, è semplicemente risibile. Andiamo avanti citando un po' di cose che ho trovato offensive per un lettore che, come me, si aspetta un prodotto di qualità.

Pag.8: Quand'è che gli autori di Nathan capiranno che nessuna astronave, in nessun modo, con nessuna manovra può schivare un raggio laser o anche un fascio di particelle accelerate? Si decidano ad usare armi più convenzionali o si inventino degli scudi alla Star Trek, perchè sono stanco di vedere virate che, per essere plausibili, dovrebbero avvenire a velocità prossime o superiori a quella della luce.

Pag.13: Hanno avvisato il disegnatore che Nathan non usa quella macchina dai tempi di "fanteria dello spazio"?

Pag.24: I computer di una nave mandata da una compagnia potentissima a raccogliere qualcosa di segretissimo e preziosissimo ovviamente non hanno alcuna forma di protezione. Basta un cavetto e si possono addirittura usare le armi della nave. Wow!

Pag.33: Il capolavoro dell'ignoranza. Parlando dell'asteroide una didascalia recita testualmente: "La sua velocità di rotazione e le sue dimensioni garantiscono una certa forza di gravità sulla sua superficie...". Pasquale Ruju manifesta un'incompetenza disarmante. Si presume che un autore che si cimenta con una storia di fantascienza abbia almeno un'infarinatura di fisica. La velocità di rotazione ovviamente non ha nulla a che fare con la gravità, dipendendo essa solo dalla massa del corpo in esame, ed escludendo che quell'asteroide fosse grande quasi quanto la Terra, tutte le vignette che si svolgono sulla sua superficie sono semplicemente assurde. Ma smettiamola!

Pag.34: La bambola dell'inizio è resistita al rientro nell'atmosfera, ovviamente doveva essere rivestita con i materiali ceramici dello scudo termico dello shuttle. Ma rismettiamola!

Pag.56: Le didascalie continuano a regalarci emozioni. "L'oggetto sembra refrattario a tutti i nostri tentativi di analisi chimico-elettroniche. Appare incredibilmente antico. Probabilmente vecchio quanto l'universo stesso." Se appare refrattario a tutte le analisi, come hanno stabilito l'età? Ad occhio?

Pag.66: La spiegazione della natura della dama di ghiaccio. Anche qui il tutto appare ridicolo ed approssimativo. La materia che diede origine al big bang doveva avere per forza di cose una densità spaventosa, a rigore infinita, particolare ovviamente ignorato. I diamanti poi non c'entrano nulla, quelli sono solo un particolare tipo di aggregazione del carbonio puro. Avrebbero potuto dire "cristallo" risparmiandosi almeno questa figura da caciottari.

Pag.98: La bambola non solo ha resistito all'attrito con l'atmosfera, hanno resistito anche i suoi vestiti ed i suoi capelli. Affascinante.

Allora, il soggetto è debole e paradossale, costruito su una serie di assurdità inenarrabili. La fantascienza non è scrivere favole per bambini. I disegni non sarebbero la parte peggiore, ma sono comunque bruttini. I dialoghi sono al solito scritti come se si dovesse spiegare tutto a degli idioti. Insomma, inaccettabile.

Un altro albo così e smetto di comprare Nathan, non ha più senso. La qualità è scaduta ad un livello troppo basso. Un commento rapido sul gigante numero 4: Levate la penna a Medda e la matita a Casini. Ma che fine hanno fatto storie come "Agente Speciale Alfa", "Fanteria dello spazio/L'ultima battaglia", "Demoni", "L'enigma di Gabriel" etc. etc.? Non sembra nemmeno lo stesso fumetto, il primo gigante era un capolavoro, l'ultimo non ricordo nemmeno di che parla.

Non posso spendere tremila e cinque solo per guardare le copertine di De Angelis. Cordialmente vostro.

LF
Luigi Faragallitutti i suoi articoli