Testi
Ho aperto quest'albo con grandi aspettative: se il buon giorno si vede dal mattino, la splendida e dissacrante copertina di Stano predispone il lettore a qualcosa di altrettanto originale e spiazzante. Bene, vediamo cosa ci aspetta all'interno.
Già dalle prime pagine l'autore ci presenta il tema dell'albo: la bellezza esteriore, certezza e poi rimpianto per pochi, sogno e poi rassegnazione per i rimanenti. Così, passando da ex pop star fatali a bruttoni congeniti (però moolto ricchi), Ruju ci mostra le motivazioni che portano i suoi personaggi ad affrontare una delicata e costosissima operazione che dovrebbe apparare il loro aspetto esteriore alla loro interiore idea di bellezza. Tutto ciò con l'aiuto di tecniche scientifico-paranormali che mettono i soggetti in grado di modificare il proprio corpo . Con gli effetti dylandoghiani del caso, naturalmente: la Natura, ahiloro, notoriamente mal sopporta intrusioni nella sua peculiare sfera di competenza e punisce i malcapitati con una morte orribile (e personalizzata).
Questo, dicevamo il tema; ma passiamo allo svolgimento. L'autore non si concede licenze poetiche, costruendo una sceneggiatura che monotonamente parte dalla creazione del mistero per arrivare alla sua soluzione, senza picchi di sorta.
Disegni
Discreta prova per Freghieri, come al solito ottimo nella costruzione e nel disegno degli ambienti e meno in quelle dei volti. Ai primi, ottimamente chiaroscurati e disegnati con tratto preciso e dettagliato, si contrappone il disegno dei visi, poco profondi e poco sfumati, e per questo spesse volte inespressivi. Questi difetti però quasi scompaiono delle ambientazioni in penombra, come per esempio durante la sequenza dell'uccisione del dottore (pagg. 26-30), in cui il disegnatore dà la giusta luce alle fisionomie dei personaggi.
Globale
Una delle copertine più brillanti della serie, non solo per i quattro Dylan caricaturati quanto per le loro espressioni, davvero impagabili :^)
Tema interessante ma svolto in modo arido e con troppi "errori d'ortografia", viste le sbavature di sceneggiatura e lo stessa troppo implausibile metodo di imbellimento, cardine della storia.





