dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Un'avventura per Diana

Zona X 30B “Figli di un mondo perduto”

pubblicato
25.03.1998
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2 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto5/7
Sceneggiatura5/7
Disegni5/7
globale71%
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Testi

Ed ecco la tanto annunciata storia con Diana protagonista, coinvolta, per un volta senza Martin, in una complessa vicenda dove si troverà faccia a faccia addirittura con il discendente di una razza guerriera Atlantidea...

Ma veniamo alla trama, con Diana, che con il suo impegno come assistente sociale, si ritrova a prendersi cura di un ragazzo che si dimostrerà ben più disadattato di quanto lei possa inizialmente immaginare... La storia è un po' particolare, poichè ad un certo punto si inteccia nella trama principale un secondo racconto, che potremmo definire "in un altro tempo", che serve a chiarire certi punti oscuri della vicenda.

I soliti cattivi , proprietari di una multinazionale, cercheranno così di strappare il segreto di una razza così forte e longeva, e sarà Diana a doversi esporre in prima persona (rischiando la vita) per salvare il ragazzo da lei protetto. In realtà, il fatto che le due storie che si intecciano, quella "in tempo reale" e quella su Atlantide, siano state fatte da due sgeneggatori diversi, Memola e Vietti, ci fa pensare che forse quella ambientata ad Atlantide possa fare parte di quella miniserie , ormai (pare) accantonata, che doveva riguardare gli ultimi giorni di Atlantide, staremo quindi a vedere se ci saranno ulteriori sviluppi...

La storia è interessante e coinvolgente, certo forse più vicina al lettore di Martin Mystère, con tutti quei riferimenti alle guerre tra Mu e Atlantide, con qualche colpo di scena e spunti interessanti per il futuro, anche se questi uomini-gatto paiono un po' troppo sanguinari... Il fatto poi che si tratti di due storie che si susseguono colpisce e interessa di più, senza causare attriti interni alla trama.

Disegni

Ben riuscito il lavoro dei due disegnatori, che pur avendo due tratti essenzialmente diversi sono riusciti ad integrarsi e a rendere il contrasto tra ciò che accade nel "presente" e nel "passato", riuscendo a dare un buon prodotto globale. Si può dire che il tratto di Romanini sia, così stilizzato, soprattutto per i primi piani e le espressioni, un po' di marca Mysteriana, mentre quello di Marco Milano è assai più dettagliato e caratterizzato, con splendide chine, e tante belle ombreggiature tratteggiate fatte a mano.

Globale

Un albo da tanto annunciato, con Diana nella insolita veste di protagonista, legato in realtà all'idea di una "saga Atlantidea"; Leggibile e gradevole, nonostante sia stato fatto "a quattro mani", anzi fose ciò aiuta quando si tratta di dover separare e far capire al lettore i tempi diversi di svolgimento della trama.

GA
Gabriella Anzalonetutti i suoi articoli