dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Gamba di legno, cuore di pietra

Tex Willer M1 “I cacciatori di fossili”

pubblicato
01.12.1997
lettura
5 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto7/7
Sceneggiatura5/7
Disegni5/7
globale80%
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  1. Testi
  2. Disegni
  3. Globale

Testi

Dire che questo soggetto e' un capolavoro, e' senza dubbio esagerato. Pero'.. pero' nel western in generale, e nel mondo di Tex in particolare, Segura ha tirato fuori una ottima idea, che gli consente di fare girare un gran numero di personaggi e un Tex che deve continuamente rincorrere l'avversario.

Se plaudo all'idea guida di Segura, il mio giudizio e' leggermente meno positivo per la realizzazione: ritmo serrato, gran succedersi di eventi che restano spesso confusi agli occhi dei pards, ma incompleto rispetto del personaggio.

A criticare questo aspetto, mi sento un po' colpevole: ma come, si sente il bisogno in molti di un cambiamento in Tex (che per certi versi sta avvenendo in questi anni con Boselli), e quando lo stesso cambia si critica?

Il fatto e' che il Tex qui rappresentato, peraltro tutt'altro che irriconoscibile, presenta alcune modifiche (a mio avviso) che me lo farebbero apprezzare di meno in una storia della serie regolare.

viene uccisa una donna, la figlia dello sceriffo, senza alcuna motivazione alla G.L.Bonelli, tipo caricare di spirito di vendetta un uomo o lo stesso Tex per estremizzare la storia in seguito. molto piu' praticamente in questo caso, serve allo sceneggiatore per fare muovere due personaggi "minori".

Tex e' meno gradasso del solito, e spesso giunge anche al punto di lasciar parlare gli altri :-).

Tex lascia Baxter ad affogare nei fumi dell'alcool: in altri tempi, lo avrebbe preso e rovesciato nell'abbeveratoio dei cavalli per scuoterlo dal suo dolore. e' un Tex piu' fatalista del solito.

due tavole (pag.133 e 134) interamente dedicate alla motivazione della psicologia del personaggio e del suo odio. per quanto non certo originali, e' un fatto inconsueto in Tex.

battutine tra i due pard ridotte al minimo e spazio ad un Carson estremamente brillante, capace di recuperare le forze dopo la ferita come un ventenne, e abile a districarsi con la "vecchia babbiona" come un esperto "sessantenne" (e forse qualcosa di piu' ;-).

perfino le didascalie mi sembrano anomale (ma saro' io puntiglioso?), molto piu' precise del solito.

la scena finale tra Tex e il gamba di legno, assomiglia molto ad un omicidio a sangue freddo; non del tutto assurda, ma nemmeno nella linea che la casa editrice ha imposta da molti anni con le sue censure, lievi e meno lievi.

In se questi punti non sono del tutto negativi, anzi certi sono positivi, come il diverso sfruttamento del vecchio cammello. E comunque, non sono un grosso problema in una storia fuori serie, che permette allo sceneggiatore una certa liberta' nell'uso del personaggio e del suo ambiente.

Tuttavia, a mio avviso un giudizio equanime deve anche tener conto del rispetto del personaggio (a meno che venga cambiato in meglio nel qual caso e' scusabile :-), e quindi mi sembra inferiore la sceneggiatura rispetto all'idea base.

Per il resto, c'e' solo da sottolineare la particolare cura che Segura pone nei personaggi, muovendoli fin dall'inizio in contesti diversi, ma tutti finalizzati con buona abilita' al riunirsi nella strada percorsa da Four Bears e Tex.

Decisamente da lodare quindi la caratterizzazione dei personaggi, con uno di questi sopra tutti nonostante lo scarso numero di pagine in cui appare: Charles Sutter veramente capace di colpire l'attenzione del lettore, non solo a causa di un uso spropositato della violenza. Il personaggio meno riuscito e' invece forse Iron, che mi sembrava un soggetto interessante dalla presentazione, e che invece viene trascurato in seguito. Peccati veniali comunque.

Disegni

A mio avviso Jose Ortiz e' un grande disegnatore. Eppure il suo Tex, per quanto buono, non mi convince del tutto.

In una fiera Manfredi, parlando di Magico Vento, giustamente diceva che Ortiz lo aveva colpito per la capacita' di realizzare un disegno "sporco", capace di far sentire al lettore il sudore dei cavalli, e la polvere delle piste.

Tutto questo in Tex si sposa pero' male: Ortiz ci disegna un Tex meno solare del solito, in cui anche i paesaggi verdi del Wyoming e del Montana (nella nostra immaginazione), si trasformano in intricati canyon, foreste cupe e piene di rovi e un deserto polveroso da attraversare. Tutti elementi che si sposano bene con la sceneggiatura di Segura,

Le scene di movimento o quelle in cui i personaggi risultano piu' piccoli, ci mostrano un Tex decisamente diverso da quello, personale ma nella tradizione, dei primi piani. La differenza sta nelle caratteristiche quasi "spigolose" attribuite al Tex al centro dell'azione.

Insomma, magari sbagliero' per voler essere troppo pignolo, ma non ho potuto fare a meno di chiedermi quanto e' stato corretto Ortiz prima della stesura finale. A mio avviso le tracce di correzione ci sono e numerose, ma in ogni caso il risultato concreto (quello che possiamo vedere noi) e' piu' che soddisfacente.

Un solo punto finale: Ortiz ci mostra un Ken abbastanza buono, in cui le caratteristiche del suo disegno possono far emergere certi lati cupi del mondo "reale" di Ken, e' quasi perfetto per Magico Vento, ma non e' il disegnatore ideale di Tex. Per questo ci sono i Villa, i Ticci, i Civitelli.. e sinceramente non possiamo proprio lamentarci.

Globale

Copertina nella media, non particolarmente significativa per Villa. Da notare che come soggetto si e' preso il protagonista della storia forse meno presente, ma probabilmente quello caratterizzato nel modo piu' incisivo.

Quel poco che ho tolto dalla sceneggiatura, lo rimetto qui perche' dopo tutto si tratta di un albo fuoriserie, in cui la libera interpretazione di Tex, e' non solo ammessa (entro certi limiti :-), ma anche obbligatoria. E del resto la storia non puo' certo dirsi brutta, anzi..

Chissa' che ci sara' dopo Segura? ..magari Gino d'Antonio e dopo di nuovo Berardi? La mia e' una speranza..

MM