dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

(De)general Hospital

Mister No n.260 “Uccidete Esse-Esse”

pubblicato
24.01.1997
lettura
4 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto4/7
Sceneggiatura5/7
Disegni4/7
globale65%
in questa pagina · 5 sezioni
  1. Soggetto · 4/7 — Luigi Mignacco
  2. Sceneggiatura · 5/7 — Luigi Mignacco
  3. Disegni · 4/7 — Domenico e Stefano Di Vitto
  4. Copertina · 3/3 — Roberto Diso
  5. Overall · 3/3

Soggetto · 4/7 — Luigi Mignacco

Un soggetto discontinuo, questo "Uccidete Esse-Esse". Partenza che mi lascia un po' perplesso con i legami Jerry-Cia e Jerry-Mafia che si sciolgono come per incanto in quattro e quattr'otto. Bastano quattro battute di un Hiden insolitamente accomodante e una vignetta di Mister No per accantonare due filoni che pensavo invece appetibili per i mesi a venire. Mai dire mai comunque... A casa di Patricia Rowlands si entra nel vivo di questa puntata e dall'incontro con Ronny "Runner" Stark iniziano ad affastellarsi i dubbi:

possibile che i Buoni Samaritani ora viaggino in TIR? Ronny è troppo gentile e apprensivo nei confronti di un tizio incontrato in evidente stato di confusione mentale (almeno secondo le parole del suo racconto).

possibile che Mister No si beva tutto come un giuggiolone qualsiasi?

possibile che, combinazione, Ronny non sia solo un camionista, ma anche un veterano di Corea, sensibile ai problemi di tutti gli ex-combattenti di ogni razza, età, sesso e religione?

possibile che, combinazione delle combinazioni , Ronny abbia amici camionisti che anch'essi tutti veterani di guerra, anch'essi uniti contro il mondo intero che odia i reduci?

possibile che, madre di tutte le combinazioni, ognuno dei suddetti colleghi sia un genio militare, specializzato per di più in un settore diverso da quello degli altri e che uno di loro se ne vada in giro con un arsenale nel camion

possibile, soprattutto, che Jerry prosegua imperterrito nel suo piano ignaro del milione di coincidenze?

Questo mi chiedevo fino a pag.61, quando, finalmente, Mr.No manifesta la sua incredulità per il più efficiente dei commandos "volontari" della storia. Così l'albo prende un'altra piega: si concede la sua buona dose d'azione, poi pian piano svela i segreti nascosti dietro a Stark e alla prigiona di Esse-Esse. Il tutto fino alla conclusione, classica come risoluzione, con la punizione che si abbatte sul cattivo di turno e il successo che arride ai buoni. Ma Mignacco regala solo una vittoria di Pirro a Jerry & co., mostrando ancora una volta il nostro non come un deus ex machina, bensì come un sassolino in una macchina ben più grande di lui. Giudizio: a dispetto di una struttura non eccelsa per originalità, il plot fa il suo lavoro, tenuto conto di come mi ha preso per il naso nel corso della lettura. C'è un segreto da svelare, e lo svelamento è attentamente occultato per 2/3 dell'albo: questo è l'essenziale. Comunque le lunghe (forse troppo) spiegazioni finali non chiariscono del tutto alcuni dubbi circa il sequestro di Kruger e all'intervento dell'FBI "postumo": il tutto a causa di un intrigo molto macchinoso (un intrigo intricato, anzi intricatissimo ;-).

Sceneggiatura · 5/7 — Luigi Mignacco

Mignacco sulla base del suo soggetto, deve lavorare sui rapporti di amicizia e affetto all'interno del trio Mister No/Esse-Esse/Patricia. E tutto sommato lavora bene: gradevole e frizzante la prima parte, in cui si intravede (meglio si intuisce) "qualcosa" in una serie decisamente molto castigata. Di classe alcuni giochi di contrasto tra disegni e testi: a pag.22, quando Jerry si dichiara sicuro della sanità mentale di Esse-Esse mentre ripensa a tutte le volte che l'ha apostrofato con "Sei proprio matto!"; nel finale quando tra Kruger e il Gen. Rainer ci svela chi è morto e chi è vivo solo dopo averci fatto pensare il contrario di quel che è. Cose da notare:

a pag.40 si risente il vecchio jingle della serie: "When the Saints go marching in"

a pag. 44 una didascalia ci svela che il prossimo speciale parlerà di come Jerry non è finito in Corea

nel finale appare un altro personaggio "vero", l'ennesimo del nuovo corso: il potentissimo e corrotto capo dell'FBI, il famigerato Edgar J. Hoover

una imprecisione di Mignacco: a pag.39 Jerry dice: "(...)ero convinto che il mio amico tedesco fosse davvero in Australia (...)". Quindi Jerry aveva creduto alla falsa lettera del crucco: era convinto. A pag.16, del n.259 Jerry dice, dopo aver letto lo scritto del compare: "Sangue di Giuda! Esse-Esse in Australia?! Non sarebbe la prima volta che il crucco mi painta in asso sul più bello...Eppure in questa faccenda c'è qualcosa che non mi convince!(...)". Quindi Jerry subodorava qualcosa: non era convinto . E dire che le puntate sono entrambe di Mignacco. Mah...

Disegni · 4/7 — Domenico e Stefano Di Vitto

Deve essere enormemente rassicurante per chi cura una testata poter contare su una coppia come i Di Vitto. Macinano immarcescibili una storia dopo l'altra, ostentando senza posa i loro pregi: affidabilità e continuità. Non ho mai adorato il loro tratto, che mi ricorda un Diso meno pulito e personale, ma neanche posso dirmi insoddisfatto di chi sa rendere con professionalità volti e anatomie. Buona la caratterizzazione di Esse-Esse: emaciato nel volto, ora inebetito dagli psicofarmaci, ora sconvolto dagli incubi. Una prova nella loro media.

Copertina · 3/3 — Roberto Diso

Finalmente una colorazione raffinata (suppongo realizzata con l'ausilio del computer) rende pieno merito alle matite di Roberto Diso. Efficace la simmetria tra il titolo dell'albo e il mirino che inquadra la giugulare del nostro crucco lungocrinito.

Overall · 3/3

L'albo in sé non vale il massimo punteggio: puntata lineare, di transizione tra il ciclo-Ishikawa e le nuove avventure full-New York. Però, nella posta di Sergio Bonelli, c'è la segnalazione di questo sito: "http:\\www.sinfor.it\ubc\"... A me ricorda qualcosa, ma non so bene che cosa...;-))) Grazie, Michele :-)!

PO