dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Toh, un'altra leggenda che parla di me!

Zona X 20A “La vera storia di Re Artu'”

pubblicato
09.01.1997
lettura
2 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto6/7
Sceneggiatura5/7
Disegni6/7
globale74%
in questa pagina · 4 sezioni
  1. Soggetto · 6/7 — Luigi Mignacco
  2. Sceneggiatura · 5/7 — Luigi Mignacco
  3. Disegni · 6/7 — Fabrizio Russo
  4. Copertina · 2/3 — Giancarlo Alessandrini

Soggetto · 6/7 — Luigi Mignacco

Il secondo episodio di Robinson Hart e' molto piu' interessante del primo: molti particolari acquistano spessore nell'evolversi della saga e molti personaggi si rivelano piu' versatili e misteriosi che non nel primo episodio. C'e' da chiedersi pero' se questi aspetti siano stati progettati gia' dall'inizio o se siano solo un'aggiunta posticcia. Robinson Hart doveva essere infatti una miniserie che si sarebbe conclusa in pochi episodi, poi i progetti si sono modificati ed il nostro naufrago del tempo pare essere destinato ad essere proiettato ancora in molte epoche, negli episodi futuri. Vedremo.

Sceneggiatura · 5/7 — Luigi Mignacco

La storia e' godibile e si legge volentieri, anzi, fa venire voglia di rileggere pure il primo episodio (sul n.16), che peraltro era assai poco stimolante. Peccato che Mignacco, forse con l'idea di non appesantire troppo la trama, non abbia sviluppato abbastanza quello che, a mio giudizio, sarebbe dovuto essere il filo conduttore della serie, e cioe' il rigore storico della narrazione, unito all'enfasi sui paradossi temporali e le loro conseguenze. Robinson fa di tutto per non modificare la storia (ad esempio getta la pistola nel lago, nel primo episodio), e non si rende conto che il continuum temporale era gia' scritto prima che lui partisse per il suo viaggio. Infatti la pistola era gia' stata ritrovata: da qui dovrebbe essere possibile dedurre che niente del passato potra' essere cambiato (e, in fondo, se anche fosse possibile cambiare qualcosa, perche' preoccuparsene? E' forse la sindrome di "Ritorno al futuro"?).

Una nota: a pag.35 il messo del governatore dice: "anno 1238 dalla fondazione dell'urbe, anno del signore 484". La seconda datazione è ovviamente impossibile, visto che la datazione a.C/d.C risale al VI secolo d.C (e oltretutto e' sbagliata di qualche anno).

Disegni · 6/7 — Fabrizio Russo

Lo stile di Russo non e' esattamente uno stile "pulito". Tuttavia, il risultato non dispiace, soprattutto perche' non presenta mai gli errori anatomici che a volte si ritrovano anche nelle opere di disegnatori meno "d'impatto". Belli gli esterni e le scene con il fumo durante l'assalto al castello.

Copertina · 2/3 — Giancarlo Alessandrini

Rimango del parere espresso nella recensione del n.19: il tratto di Alessandrini e' stupendo per il bianco e nero o per la colorazione "classica" delle copertine di Martin Mystere. La colorazione "dipinta", peraltro molto bella, non si addice al suo tratto, ed anche il dinamismo del disegno ne risente molto.

Overall

2/3

Forse il modo migliore per salvare la miniserie di Robinson Hart dopo il brutto esordio nel n.16. C'e' ancora qualcosa da migliorare, pero'. Soprattutto c'e' da rivedere la concezione di Robinson Hart come il "prezzemolo" della storia, visto che l'impostazione fino a questo punto e' del tipo "tutte le leggende di questo periodo parlano di me, e presto lo faranno anche quelle delle altre epoche della storia". Meglio rendere il tutto un poco piu' credibile.