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Soggetto · 6/7 — Alberto Lisiero Gabriella Cordone
Una storia di ordinaria disperazione nel mondo (e City in particolare) di Nathan. Non una storia completamente "intimista", ma comunque un soggetto che ricorre al passato e alla solitudine della protagonista (tema classico di Nathan) senza "farlo pesare". Il voto e' cosi' alto anche per la temporanea (e da me auspicata) messa in disparte di Janine. Ma proprio la sostituzione di Janine rimarca una volta di piu' il lato per cosi' dire "fragile" del carattere di Nathan, perennemente alla ricerca di una donna che possa fargli espiare il senso di colpa che prova ancora per la morte della moglie.
Gli sceneggiatori di questo numero (il cui curriculum potete scoprire qui) hanno anche realizzato il numero 42 e aiutato Serra nella stesura della cronologia di Nathan.
A proposito di cronologia, dall'eta' di Ann dichiarata nell'albo, si deduce che la vicenda si svolge nel 2096 (2174 nuovo calendario), come del resto dichiarato nella rubrica "Cronache del futuro" dei numeri 63 e 64 a cui questo e' strettamente legato in ordine temporale. Ho segnalato la cosa per evidenziare la cura con cui si affrontano (quasi sempre ;-) questi aspetti.
Sceneggiatura · 5/7 — Alberto Lisiero Gabriella Cordone
Un pelo inferiore la sceneggiatura: senz'altro ben condotta e la lettura scorre via liscia fin dalle prime battute senza cadere di tono nel seguito. Ma la solita allegoria del mostro (rappresentante l'incubo che ritorna) e le motivazioni della protagonista non mi sono sembrati sviluppate completamente. Forse anche per non insistire troppo sul lato cupo della storia.
Certo che Nathan deve essere un personaggio ben strano se Hadija, di fronte ad un normale tentativo di attaccar bottone in pochi istanti di ascensore, si accorge della sua diversita' e pensa a lui anche durante il lavoro :-).
Nathan predilige le donne tormentate, non del tutto normali (basti pensare a Janine e alla sua posta ;-) e insicure: donne che necessitano di un "eroe", piu' che di un uomo. Penso che qualche volta si potrebbe stare piu' sul "leggero" nel raccontare le relazioni di Nathan.
Disegni · 6/7 — Ivan Calcaterra
Ottimi da cima a fondo. Semplicemente splendida la protagonista: qualche inquadratura potrei arrischiarmi a definirla un piccolo capolavoro. Allo stesso livello le ambientazioni della villa in campagna. Per finire, con questo numero riscopriamo un ottimo disegnatore di Nathan che non viene da Hammer.
Dunque dunque, il disegnatore (il cui curriculum potete scoprire qui) e' una vecchia conoscenza di Nathan avendo firmato i numeri 33, 46/47 e l'albetto di Legs "Le mura di Blackwall".
Non sono un campione degli scacchi, ma le figure di pag.50 hanno attratto la mia attenzione e ho cercato (inutilmente) di capire la situazione sulla scacchiera. Sono io che non ci arrivo o e' Calcaterra che (come Nathan) non e' un gran giocatore di scacchi?
Non capisco assolutamente la prospettiva dell'ultima vignetta di pag.6.
Notare il marchio Sony scritto in maniera semi-trasparente sulla telecamera dell'operatore di pag.10. Pubblicita' occulta? ;-)
Copertina · 3/3 — Roberto de Angelis
Per la prima volta, De Angelis ricorre al primo piano di Nathan, ottenendo una copertina di grande effetto. Se non fosse per i colori non del tutto soddisfacenti, sarebbe la migliore da lui prodotta finora.
3/3
Aprendo l'albo, mi sono preoccupato leggendo i nomi degli sceneggiatori: essendo socio dello STIC (Star Trek Italian Club), mi sarebbe dispiaciuto dover stroncare una realizzazione dei gran capi del Club (Lisiero e' l'Ammiraglio). Cosi' non e' stato e la lettura di questo numero si e' rivelata decisamente piacevole. Quindi - pur sapendo che e' impossibile per i loro numerosi impegni nello Stic e altro - auspico una maggior presenza di questi due sceneggiatori.
Da fonte affidabile, so che Lisiero e Cordone stanno lavorando ad una storia incentrata sui templari: li spostano su Martin Mystere o avremo un altra "ingerenza" del BVZM in Nathan Never?





