: Scheda dell’alboTex · 497-499IT-TX-497-499
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Tex · 497-499
La grande invasione
- Uscita
- marzo 2002
- Testi (soggetto e sceneg.)
- Mauro Boselli
- Disegni (matite e chine)
- Carlo Raffaele Marcello
01In due parole
Ufficio dello sceriffo di Wackett, Texas. Dolcemente abbracciato dalla dea Memoria, Tex narra un importante episodio del proprio passato. E nella notte, silente si spande l'essenza dei giorni in cui un manipolo di eroi salvò il Texas dalla grande invasione comanche
02Note e citazioni
- Dinamite, Arkansas Joe, il maggiore Herbert Marshall: rivediamo sulle pagine di Tex personaggi che hanno contribuito a costruirne la leggenda. Apparvero per la prima volta nel lontano ottobre del 1958, nel mitico n.1, "La Mano Rossa"
- Dopo aver ambientato la splendida "Matador!" nei territori a sud del Rio Grande, Boselli guada il fiume e sceglie il Texas come scenario de "La grande invasione"
- Pag.34, n.497, vign.3, Tex incontra una "chain-gang" ovvero "una squadra di prigionieri incatenati tra loro e costretti ai lavori forzati"
- Pag.58, n.497, vign.6, vignetta disegnata da Monti che tenta di imitare lo stile di Marcello
- Pag.82, n.497, vign.4-5 e pag.113, n.499, vign.2, l'autore sembra strizzare l'occhio al lettore, anticipando due possibili soggetti di future storie texiane
- Pag.105, n.497, la morte, in una delle numerose pagine non scritte del "codice della prateria"
- Pag.4, n.498, Sergio Bonelli dà notizia della prematura scomparsa di Vincenzo Monti, una delle colonne portanti del ristretto staff dei disegnatori di Tex
- Davvero interessante la terza di copertina del n.499: preannunziando una "indimenticabile" estate per "gli amici di Aquila della Notte", presenta, sia pure in bianco e nero, la cover della prima parte dell'attesissima storia che segnerà il ritorno di Mefisto!
03Incongruenze
- Pag.8-9, n.497, nella prima vignetta di entrambe le tavole si assiste al divertente mutare della forma del naso dell'uomo con la pipa. Quando si dice "avere naso"
- Pag.14, n.497, vign.5, Kit afferma di cominciare ad essere curioso e chiede al padre informazioni su Glenn Corbett. E' quantomeno strano che non lo abbia fatto in precedenza, durante il viaggio dall'Arizona a Wackett
- Pagg.7-12, n.498, stazione di posta sul Rio Concho. Passando in rassegna le possibili destinazioni, Tex dice che per raggiungere Fort Davis, distante trenta miglia, occorre un giorno e mezzo di viaggio. Lo stesso tempo che, poco dopo, il sergente Houck reputa necessario per arrivare a Fort Quitman, lontano una "cinquantina di miglia"
- Pagg.18-21, n.498, duecento metri da percorrere allo scoperto: una manovra delicata, da compiere in silenzio: così Terence Carradine. Stupisce, quindi, che Beresford e Wayne urlino per incitare i cavalli. Un bel rischio che Tex accetta senza battere ciglio
- Pag.28, n.498, vign.2, Howard Carradine, caduto da cavallo, ha il braccio destro fratturato. Pag.46, n.499, vign.1 e pag.65, n.499, vign.6, l'arto spezzato è il sinistro
- Pag.39, n.498, vign.3, il grido di dolore proviene dall'uomo sbagliato: quello colpito, infatti, è il Comanche sulla destra
- Pagg.87-88, n.498, il suono della tromba militare mette in fuga i Comanche che assediano Tex, Kirby e Glenn. Non convince il fatto che gli indiani, sebbene spaventati dall'idea di un imminente arrivo delle giacche azzurre, indietreggino senza nemmeno tentare di colpire i nostri eroi
- Pag.95, n.499, vign.2, Pat Wayne e Jamie si scambiano le battute