dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Un uomo scorretto

Awild n.5 “La terza luna” · magnifici i disegni di Antonio Lucchi

pubblicato
01.03.2015
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  1. Conosci te stesso
  2. Quando tace l'Oscura Signora
  3. Una prova magistrale

Seduto nella stazione commerciale, la barba lunga e le gambe fiaccate dalla gran quantità di miglia percorse nella foresta, Adam pensa di aver trovato la soluzione per i suoi problemi: lì, ne è certo, reperirà una barca, dei viveri e dei rematori per raggiungere il lago Tanganyika e quindi Ujiji, dove lo attende Narciso Molfetta. Fuori, sul pennone di uno degli edifici in legno costruiti a pochi passi da un corso d’acqua, si agita pigramente nella notte africana una bandiera degli Stati Uniti d’America; nella stanza, di fronte a lui, illuminato dalla luce di una lampada a petrolio, un uomo gli versa del whisky: si chiama Chuck Anderson ed è lui che comanda in quel posto. E’ simpatico, robusto, sulla sessantina e non ha alcuna fretta di far sapere all’ospite che non potrà soddisfare le sue richieste. Ma quando il silenzio e il sonno vengono sopraffatti dalla lugubre voce di tamburi di guerra nascosti nel buio della vegetazione circostante, egli non esita a far cantare la Gatling per ristabilire l’ordine e a sciogliere la lingua, portando l’esploratore al corrente della grave minaccia che incombe su quei luoghi: la sua vita, quella di suo figlio Jerry e dei Kuba - indigeni da cui acquista avorio in cambio di sale - rifugiatisi presso di lui, sono messe in serio pericolo da una feroce tribù di cannibali, gli Zappo Zap. Malumba, il loro capo, è al servizio del Belgio di re Leopoldo II: in cambio di armi, fornisce i Kuba necessari allo Stato europeo per l’estrazione del caucciù.

Una situazione complicata, una matassa non semplice da dipanare.

Adam Wild, tuttavia, è un uomo pratico, che non si perde d’animo: assorbito con stile il colpo ricevuto per aver appreso del mancato rispetto da parte dei belgi dell’accordo di Berlino del 1885 - che attribuiva loro la sovranità sullo Stato Libero del Congo obbligandoli a eliminare la tratta degli schiavi -, lo scozzese ha da subito le idee ben chiare: «Mi avete convinto, Chuck, ammazzerò Malumba. Ma, a lavoro compiuto, mi darete ciò che vi ho chiesto: barca, rematori e viveri».

Uomo pratico e di parola: coadiuvato dai valorosi Kuba, la Gatling tra le braccia come una scintillante dispensatrice di confetti di piombo, l’esploratore - in uno scontro in cui Chuck rimane sul campo - annienta Malumba e buona parte dei suoi uomini e infligge a Dufour, comandante dei soldati belgi, una umiliante lezione.

“Adam Wild conferma di essere davvero un gran bel personaggio, che tra la sue doti ha la consapevolezza”

Il canto della morte · Tavola di Antonio Lucchi, pag.68 · (c) 2015 Sergio Bonelli editore

Conosci te stesso

“Una storia molto bella, avvincente, cruda, commovente, che danza sui ritmi tambureggianti di una sceneggiatura superba, cadenzata da dialoghi spettacolari affidati a personaggi tridimensionali, da ricordare”

Una storia molto bella, avvincente, cruda, commovente, che danza sui ritmi tambureggianti di una sceneggiatura superba, cadenzata da dialoghi spettacolari affidati a personaggi tridimensionali, da ricordare: come Chuck Anderson - ex combattente nelle fila dell’Unione nella Guerra civile americana - che, travolto e guidato dall'energia e dall'inestinguibile sete d’avventura di Adam, sente divampare in sé le fiamme di una nuova giovinezza, il desiderio di lottare faccia a faccia col nemico al fine di conquistare, ancora una volta con le sue mani, la propria e l’altrui libertà: fino alla morte, incontrata da eroe per salvare Jerry; come Dufour, eccellente incassatore di ferite e umiliazioni, baffetti ricurvi e tenacia da vendere: non un militare ottuso, ma una testa pensante da non sottovalutare nel momento in cui la sua traiettoria tornerà a incrociare quella dello scozzese.

Adam Wild conferma di essere davvero un gran bel personaggio, che tra la sue doti ha la consapevolezza: già, è ben conscio di non poter piacere a tutti. E non lo pretende, perché, in ossequio all'antica esortazione, conosce se stesso. Sa di apparire spaccone, di essere scorretto con gli avversari, di dover giocare sporco pur di conseguire i suoi nobili fini.
«Chi se ne fotte?», dice.

E va avanti, imperterrito, a eliminare schiavisti, a proteggere gli indigeni indifesi, a dissotterrare e distruggere le trame di Stati sovrani di giorno firmatari di trattati di diritto internazionale contro la schiavitù e di notte striscianti eserciti dediti alla distruzione di ogni prova dei loro criminosi traffici di carne umana; a respingere, come una sorta di sorridente Don Chisciotte, coloro che si avvicinano all'immenso vaso pieno di doni chiamato Africa con l'intenzione di continuare a depredarlo.

Sì, sa che a molti non potrà mai piacere, ma gli basta l'essere certo che risulterà gradito a chi ha compreso che se approfitta dell’ingenuità e dello stupore di centinaia di Zappo Zap di fronte al muso e alla musica della Gatling o se, più in generale, supera e ammazza un nemico in regime di bandiera bianca (come è accaduto nell’albo numero 3, I diari segreti di Livingstone) è solo perché fare altrimenti equivarrebbe a soccombere, perché partecipa a una corsa micidiale dove non esistono regole, ospitata da quel particolare circuito rispondente al nome di Africa Nera.

Vendetta! · Tavola di Antonio Lucchi, pag.72 · (c) 2015 Sergio Bonelli editore

Quando tace l'Oscura Signora

E quando tutto è concluso, quando i mille volti dell'Oscura Signora finalmente tacciono, quando sotto il cielo dello Stato Libero del Congo ancora graffia l’aria l’odore acre della polvere da sparo, del sangue e della terribile vendetta di Izori - lo stregone dei Kuba - nei confronti di Malumba, il racconto decelera, respira, virando sui delicati accenti dell’addio tra un padre e un figlio; dimostrando come anche un uomo del calibro di Adam avverta il bisogno di voltare le spalle alle tinte fosche dell’orrore e della violenza per trovare conforto nell’abbraccio di un amico.

Pace e guerra · Tavole di Antonio Lucchi, pag.22-23 · (c) 2015 Sergio Bonelli editore

Una prova magistrale

Splendidi i disegni di Antonio Lucchi. L'aver lavorato in digitale e in alta definizione ha consentito al suo tratto corposo, carico, denso e ai suoi effetti speciali - in barba alla trappola della carta per la stampa utilizzata dalla casa editrice - di mantenere integra la loro magnetica potenza espressiva. Le inquadrature mai banali, i suggestivi scenari, le fantastiche scene d'azione, l’eccellente raffigurazione della fauna del territorio, le impeccabili anatomie umane e l’appropriata recitazione dei protagonisti (un paio di piccoli svarioni a parte) compongono una prova magistrale.
Dopo Nespolino, Perovic e Laci - i cui straordinari disegni sono stati invece decisamente penalizzati proprio dal suddetto fattore -, un altro grande disegnatore per l'affascinante universo di Adam Wild.

Adam Wild n.5 - La terza luna - Febbraio 2015 - Sergio Bonelli Editore - 16 x 21 cm, brossurato, b/n, 94 pagine - 3,30 € - mensile

Fernando Congedotutti i suoi articoli