dall’archivio di uBC · 1996–2016Approfondimento · Eroi Bonelli

Un romanziere in Bonelli

la carriera letteraria del creatore di Magico Vento

pubblicato
20.11.2010
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  1. In giro per la rete
  2. Un talento eclettico
  3. I primi romanzi
  4. Dopo Gordon Link
  5. Un Vento Magico inizia a soffiare
  6. Nuovi romanzi

In concomitanza con la chiusura di Magico Vento, la sua serie a fumetti più nota, e l'uscita del nuovo romanzo, Tecniche di resurrezione, si è deciso di soffermarsi sulle opere romanzesche di Gianfranco Manfredi, come omaggio a uno dei principali sceneggiatori della Sergio Bonelli editore. Può essere interessante poi anche rileggere l’ampia produzione narrativa dell’autore milanese, ponendola a confronto con le sue creazioni fumettistiche, cercando di evidenziare tematiche e chiavi di lettura comuni.

In giro per la rete

Gianfranco Manfredi
sito ufficiale dell'autore

Gargoylebooks
sito ufficiale della casa editrice

Un talento eclettico

Marchigiano di nascita ma milanese d’adozione, Gianfranco Manfredi, figlio del pittore e professore d'orchestra Enzo Manfredi e dell'insegnante di pianoforte Gina Mauri Paolini, ha sempre espresso il proprio multiforme talento attraverso vari mezzi espressivi nel mondo della narrativa e delle spettacolo.

Negli anni '70 si è occupato principalmente di musica, come cantautore vicino al movimento dell'Autonomia, con una decina di dischi all'attivo e altri 12 realizzati come autore per altri cantanti, tra cui le collaborazioni con Ricky Gianco, realizzatore di colonne sonore e critico musicale.

Negli anni '80 ha messo il suo talento di narratore al servizio del cinema, come autore, con 7 sceneggiature accreditate, e anche come attore, per esempio nel film di Massimo Troisi, Le Vie del signore sono finite, della televisione, con la creazione di due telefilm, tra cui la riduzione televisiva di Valentina e del teatro, come autore, di testi e musiche, regista e attore. Tutti ruoli rispetto ai quali il suo impegno come sceneggiatore di fumetti arriva, cronologicamente, per ultimo, nel 1991, con la serie Gordon Link, dell'Editoriale Dardo, per poi proseguire nel 1994 alla Sergio Bonelli editore, ove, dopo aver sceneggiato le serie Dylan Dog, Nick Raider, ha creato le collane di Magico Vento e Volto Nascosto e collaborato sporadicamente con Tex.

I primi romanzi

Dopo la pubblicazione nel 1978 del saggio filosofico L'amore e gli amori in Jean-Jacques Rousseau e dal 1978 al 1982 di alcune monografie di critica musicale, dedicate tra le altre a Battisti, Celentano e Jannacci, l’esordio nel mondo della narrativa avviene nel 1983 con Magia Rossa, edito dalla Feltrinelli, poi ristampato da Gargoyle Books nel 2006. Si tratta di un vero e proprio romanzo gotico, in cui sono intrecciate le pulsioni del presente con le tensioni di fine XIX secolo, con le lotte popolari italiane del 1898, il marxismo e la scapigliatura. Gli influssi horror e fantastici presenti rimandano forse più alle atmosfere inquietanti che l’autore riprenderà durante la sua collaborazione a Dylan Dog, piuttosto che al western horror di Magico Vento, o a quello più farsesco tipico di Gordon Link. Si trovano in questa prima opera alcuni elementi che diverranno tipici nella narrazione di Manfredi, come l'accurata ricostruzione storica e la narrazione di più vicende in parallelo.

Con il suo secondo romanzo, Cromantica, edito nel 1985 sempre da Feltrinelli nella collana L'Avventura, Manfredi ci introduce, riprendendo alcuni personaggi minori del suo primo lavoro, nella Cromantica, la sapienza magica all'origine di 6 quadri neri, resistenti al fuoco e agli agenti naturali, che compaiono misteriosamente in un'importante mostra d'arte a Milano. Il campo è favorevole all'indagine di un Art Detective, Massimo Gluck, in un pastiche letterario in cui si ritrovano numerosi elementi già presenti nel primo lavoro: la letteratura nera e gotica, ma anche la detective story, con vicende storiche proiettate sulla realtà postmoderna. Anche in questa occasione l'autore presenta delle vicende che interessano differenti epoche, sviluppandole in parallelo, attraverso memorie, diari ed epistolari, utilizzando per ognuno di questi registri linguistici diversi. Le vicende presentate rimandano a conflitti religiosi, alle rivolte napoleoniche nei Grigioni in Svizzera alla fine del 1700, all'epopea partigiana e ai furti d'arte commessi da tedeschi e americani nel nostro paese. Il potere particolare che risiede in determinati manufatti artistici è presente in due storie di Magico Vento, il n.11, L'Incubo in Cornice, e il n.28, La Maschera del Dio Cannibale.

Cromantica, copertina del romanzo di G. Manfredi · particolare di Der Grosse Richter di James Ensor, 1898 · (c) 1985 Giangiacomo Feltrinelli editore

Nella sua terza opera, Ultimi Vampiri, uscita nel 1987 nella collana I Narratori della Feltrinelli, ristampato da Gargoyle Books nel 2009 con l’aggiunta di due racconti e tre saggi sull’argomento, Manfredi rappresenta uno dei miti della narrativa moderna, presentando, in una vera e propria epopea vampiresca, intesi come i diversi per eccellenza, i perseguitati, gli sconfitti, e producendo di fatto un pamphlet contro l'intolleranza. E' di nuovo la Storia la protagonista assoluta delle vicende, con differenti epoche rappresentate attraverso i momenti e i luoghi cruciali, in vicende narrate dagli stessi vampiri, utilizzando differenti registri narrativi, con ricchissimi riferimenti storici, folkloristici e letterari. Si passa dalla Controriforma e dalla cultura zingara, alla costruzione di Versailles, dalla schiavitù coloniale a Waterloo, fino a giungere alla culla dei mitologia moderna, Hollywood con personaggi come Tod Browning, Lon Chaney, Bela Lugosi. I vampiri, nelle loro varie manifestazioni, sono tornati nelle storie di Manfredi in Magico Vento nel n.21 L'uomo dei Gatti, nei n.102-104, Il ritorno di Aiwass, e nel n.107, Vampiri Cinesi, mentre in Dylan Dog abbiamo incrociato il Masticatore di Sudari, nell’albo gigante n.6.

Con Trainspotter, edito da Feltrinelli nel 1989 nella collana I Narratori, c'è un ritorno dell'autore al romanzo unitario, con un racconto nero, molto cupo, in cui si narra l’incontro/scontro tra un fanatico studioso di treni e una coppia di serial killer, contrassegnato dalla tipica narrazione in parallelo di Manfredi, che scruta e indaga nel passato dei suoi personaggi. Si intravede nella scabrosa vicenda una critica al rampantismo capitalistico tipico del periodo, in grado di produrre esclusivamente alienazione e perdizione, attraverso la descrizione anche della violenza metropolitana che condiziona il passato dei protagonisti.

Gordon Link esce nel 1991, sulla scia del successo di Dylan Dog, con un'operazione che capitalizza il lavoro preparatorio già svolto da Manfredi per una serie televisiva, la cui produzione è stata interrotta. L’impegno fumettistico sembra limitare in qualche maniera la produzione romanzesca dell’autore milanese, contraddistinta anche da rapidi cambi di casa editrice. La prima opera, Il Peggio Deve Venire, edito da Arnoldo Mondadori nella collana Omnibus nel 1992, si rivela come un allucinante romanzo d'azione on the road ambientato in una dittatura prossima ventura, in una Transilvania di fine millennio, con un tono e uno stile di scrittura simile alla produzione precedente. Un attentato fallito apre il racconto del narratore senza nome, che, in fuga, deve affrontare una strada che vive di vita propria, e il proprio passato, legato alle tradizioni ebraiche. Sono due gli aspetti tipici presenti della narrazione dell’autore milanese: il ricorso a temi fantastici e neri, e il racconto del passato del protagonista che emerge nel corso della narrazione.

La fuga del Cavallo Morto, uscito per Anabasi nel 1993, unica collaborazione con la casa editrice milanese, rappresenta invece un repentino cambiamento di stile all'interno della produzione romanzesca di Manfredi, quasi una parentesi in cui si dispiega la sua vena umoristica, in omaggio alla scrittura comica del cineasta tedesco Ernst Lubitsch, alla ricerca del suo famoso "tocco". Il breve romanzo rappresenta l'illustrazione del mondo della comicità televisiva, raccontato attraverso le vicende di un autore televisivo che, come Tom Sawyer, assiste al proprio funerale, consentendo a Manfredi di mettere in scena in maniera brillante e grottesca i difetti e i pochi pregi di una pletora di personaggi in cui non si fa fatica a riconoscere i divi dell'epoca, ancora adesso popolarissimi. Per la prima volta l’autore fa riferimento a un mito degli indiani d’America, con la storiella del cacciatore Navajo che gira in tondo per seguire le proprie tracce, realizzando che è impossibile raggiungere se stessi.

Un Vento Magico inizia a soffiare

Magico Vento arriva in edicola nel 1997. L'impegno costante che la cura della propria serie personale richiede sembra rendere ancora più rarefatta la produzione letteraria di Manfredi, anche se in un secondo momento è chiaro che la visibilità mensile di Magico Vento consente all'autore di raggiungere un nuovo pubblico, molto interessato anche alle sue opere romanzesche. Il romanzo successivo, Una fortuna d'annata, esce di conseguenza solo nel 2000, per i tipi di Marco Tropea Editore, e vede Manfredi rientrare nel territorio Noir, con una black comedy che narra le vicende di un giornalista, trasferitosi da Milano a Bergamo sulle tracce del vincitore della lotteria di fine anno. Si tratta di un’ampia riflessione sulla fortuna, in un periodo in cui in Italia la mania del gioco attanagliava gran parte della popolazione, ma che consente anche di dare uno sguardo alle vicende dei trent'enni dell’epoca. Si intuiscono gli influssi di Magico Vento in una cerimonia Sioux rappresentata in una libreria New Age.

Copertina di "Una fortuna d'annata" · illustrazione di Beppe Giacobbe · (c) 2000 Marco Tropea editore

Con Il Piccolo Diavolo Nero, edito da Tropea nel 2001, Manfredi riapproda al periodo storico forse a lui più congeniale, il passaggio tra il XIX e il XX secolo, epoca che ritroviamo sia in Magico Vento che in Volto Nascosto. Nel romanzo si trovano le peripezie anarco-ciclistiche di un gruppo di giovani milanesi, impegnati a seguire le gesta di uno dei primi campioni del pedale, Romolo Bruni, nel momento in cui l'emergere della modernità si scontra con le resistenze del passato. Il ciclismo diventa allora la democrazia del pedale, l'anarchia degli spostamenti, anche e soprattutto rispetto ai cavalli utilizzati dal falso Buffalo Bill, e dal sanguinario Bava Beccaris, durante i moti del pane a Milano. Sono molto incisive le descrizioni di Milano e di Parigi, in un romanzo d'avventura e di formazione, basato su una rigorosa documentazione storica e di costume.

Con Nelle Tenebre Mi Apparve Gesù, sempre edito da Tropea, nel 2005 Manfredi fa il punto della sua esperienza di narratore e di quelle della sua generazione, attraverso una serie di "incontri impossibili" in un’altra dimensione con personaggi celebri come i protagonisti del mondo dello spettacolo, della scienza e della cronaca degli ultimi due secoli, che avvengono nel delirio di uno scrittore in crisi creativa. Le parti più riuscite del romanzo sono soprattutto nel racconto delle gesta degli sceneggiatori della serie televisiva Ai Confini della Realtà, con preziose riflessioni sull’arte della narrazione, e la fine dell'innocenza dell'epoca Hippie, rappresentata dalle nefandezze commesse da personaggi come Charles Manson e, insospettabilmente, John Holmes. Numerosi i punti di contatto con la produzione fumettistica recente di Manfredi, soprattutto per quel che riguarda le avventure di Carry A. Nation, suffragetta proibizionista lungo la frontiera americana, argomento affrontato anche nel n.34 di Magico Vento, I cancelli dell'inferno.

Nuovi romanzi

Ho Freddo, edito dalla Gargoyle Books nel 2008, rappresenta una svolta per la carriera letteraria di Manfredi. Da un lato inizia la collaborazione con la casa editrice romana, specializzata in narrativa dell'orrore, che porta alla ristampa di alcune opere precedenti; in più avviene la costruzione attorno alla pubblicazione dei suoi romanzi di un sistema pubblicitario multimediale alquanto innovativo ed interessante, con la realizzazione dei book trailer, per esempio. Con Ho Freddo Gianfranco Manfredi riprende, ampliandoli, temi, vicende e personaggi già presentati nella serie a fumetti Magico Vento, nella storia già citata contenuta nei n.102-104, Il ritorno di Aiwass, costruendo un curioso quanto inedito connubio tra le sua più conosciuta creazione fumettistica e un’opera romanzesca. Nella trama del romanzo i due giovani fratelli gemelli francesi Aline e Valcour de Valmont devono afforntare la peste vampirica del 1796 in Rhode Island, in un riuscitissimo incrocio tra Storia e Leggenda, rappresentato in chiave decisamente gotica.

Il connubio tra fumetto e romanzo prosegue anche con la miniserie a fumetti Volto Nascosto, rispetto alla quale Manfredi riferisce di una genesi inziale romanzesca, che solo in un secondo momento porta alla realizzazione della miniserie a fumetti, più efficace a parere dell'autore nel raggiungere visivamente le persone; l'idea di costruire un fumetto seriale riprende in più la tradizione ottocentesca del feuilleton e del romanzo d'appendice.

La collaborazione con la casa editrice romana porta anche alla riedizione di Ultimi Vampiri, la raccolta di racconti dedicata ai succhiasangue, nella cui riedizione si aggiungono 2 nuovi racconti e 3 saggi. Il racconto lungo Summer of love è una peculiare e molto ben riuscita rilettura del mito dei vampiri, ambientato in piena epoca Hippie, rappresentata in maniera invero molto cupa.

L'ultima fatica letteraria di Gianfranco Manfredi, Tecniche di resurrezione, riprende i protagonisti di Ho freddo, i fratelli Valcour, con un'operazione tipicamente "fumettistica", che difatti si ripeterà con la pubblicazione della nuova miniserie a fumetti Shangai Devil, prevista per il 2011, con Ugo Pastore, già uno dei protagonisti di Volto Nascosto. Nel nuovo romanzo i fratelli Valcour si trovano di fronte alle inquietudini del periodo, con gli effetti della Rivoluzione Francese e dell'affermarsi di Napoleone, ma anche legate ai progressi della medicina dell'epoca, nel consueto affresco Noir, sempre più efficace.

Copertina di Tecniche di Resurrezione · fotografia di Luca Viggiani · (c) 2010 Gargoyle Books

Anche in una trattazione così breve delle opere romanzesche di Manfredi, che esclude per di più i suoi lavori cinematografici, teatrali e televisivi, è possibile isolare alcuni elementi che possiamo considerare caratteristici del suo modo di narrare, presenti per di più anche nelle sue opere a fumetti. Il primo aspetto a risaltare è un'indubbia capacità di ricostruzione storica, con un continuo intreccio della storia più generale e delle vicende dei protagonisti, e con una narrazione in parallelo dei vari avvenimenti. I temi scelti, al di là di una sotterranea, ma sempre presente, vena umoristica, fanno riferimento a vicende fantastiche e nere, mai slegati però dalla rilettura di avvenimenti contemporanei, sociali e politici. Altro aspetto interessante da sottolineare, anche in chiave seriale, è il fatto che alcuni personaggi siano presenti in più opere, magari trasformandosi da comprimari in protagonisti dei romanzi successivi. E' definibile poi come mobilità del codice comunicativo il fatto che determinati soggetti siano trasposti in fase di progettazione cambiando medium narrativo, passando da quello romanzesco al fumetto a quello televisivo piuttosto che cinematografico. Particolarmente significativo il fatto che per definire questa capacità di Manfredi di utilizzare vari medium narrativi si inizi a parlare in termini di romanzo totale piuttosto che di letteratura globale.

Una formazione narrativa così particolare, unita ad un'esperienza letteraria così variegata, non può che rendere peculiare l'apporto di un autore come Gianfranco Manfredi all'interno della Sergio Bonelli Editore.

Massimo Cappellitutti i suoi articoli