dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione

Maurizio Mantero, disegnatore e inventore di mondi

la raccolta delle opere di un disegnatore visionario

pubblicato
17.02.2009
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5 minuti
Copia anastatica dell’originale

Con la consueta cura che adotta per le sue pubblicazioni Renoir ci propone questo "Mondi Infiniti", di Mantero e Berardi.

Maurizio Mantero è noto ai più per essere uno degli sceneggiatori che affiancano Giancarlo Berardi su Julia. Ma Mantero è anche soggettista e disegnatore.

Il suo disegno, la sua francese ligne claire, o Linea Chiara, per dirla all'italiana, ovvero quel tratto che implica, pulizia, meticolosità, dettaglio e chiarezza, però non è stato, nel passato, ritenuto adatto al fumetto seriale italiano. Per questo l'arte di Mantero si è dirottata verso la sceneggiatura. "Temporaneamente" come ama ripetere. Anche se questa temporaneità è durata anni ed anni. Nonostante ciò qualcosa è pure riuscita a disegnarla. Quel qualcosa la troviamo quasi interamente raccolta in questo volume che raccoglie otto storie, alcune scritte e disegnate, altre solo disegnate da Mantero.

“Ogni racconto è preceduto da una presentazione storica e a conclusione Mantero ci regala una scheda in cui ci spiega le tecniche di realizzazione del disegno...”

È bene chiarire subito che non ci troviamo davanti ad una semplice raccolta di fumetti. Ogni racconto è preceduto da una presentazione storica e a conclusione Mantero ci regala una scheda in cui ci spiega le tecniche di realizzazione del disegno (anche se in alcuni casi è più corretto parlare di dipinto). Ma al di là dei vari contributi il volume acquisisce una vita e una propria personalità in qualche modo trasversale, esprimendo un significato complessivo che non emerge singolarmente dai racconti a fumetti o dalle presentazioni di Mantero e Berardi o dalle schede tecniche dello stesso Mantero. Tutto quel che appare nel volume si fonde armoniosamente come in un crogiolo al fine di testimoniare il percorso artistico e anche personale di Mantero. Compaiono in delicato rilievo anche aspetti umani, sempre delineati, però, con la delicata sobrietà che è segno distintivo delle personalità di Berardi e di Mantero. Scorrendo le pagine di questo volume intuiamo, ad esempio, il profondo rapporto di amore e amicizia che dovette legare Maurizio a suo padre, Anselmo, partigiano, intellettuale autodidatta, pittore e maestro nella vita e nell'arte del disegnatore. Così come scorgiamo, nelle frequenti riproduzioni, citazioni di aeroplani e di spazi aerei, la grande passione di Mantero: l'aviazione.

"Mondi infiniti" raccoglie otto racconti: due sono del tutto inediti, altri due, già pubblicati, sono stati rivisti. I rimanenti quattro sono invece riedizioni, piuttosto fedeli, di racconti pubblicati sulle riviste "Comic Art" e "Ken Parker Magazine".

Esaminiamoli dalla fine, iniziando quindi dal racconto che conclude il volume.

I racconti

"Algernoonia", scritto e disegnato da Mantero, è la ristampa a colori di "Papiloonia", pubblicata in bianco e nero sul n. 5 di "Ken Parker Magazine", nel 1992. Il racconto è un volo della fantasia tra cimiteri di aeroplani, transatlantici fluttuanti nell'aria e postini su bici volanti. La sequenza logica è l'ultima delle preoccupazioni di Mantero che si preoccupa di offrirci suggestioni narrative sospese tra la realtà e il sogno.

"Mil Yarniq - Prologo". Viene pubblicato il prologo di una lunga storia ideata da Mantero nel 1993 destinata alla pubblicazione su "Ken Parker Magazine", che non vide mai la luce per la chiusura della rivista. Il fumetto è in bianco e nero. Le pagine d'esordio ci fanno appena intuire le potenzialità che la storia poteva avere. Ancora di più solleticano la nostra fantasia i bozzetti pubblicati in chiusura della storia che ci presentano un mondo extraterrestre popolato da essere intelligenti metà umani e metà bestie.

"Camera mobiliata", disegnato da Mantero con testi di Berardi, è stato pubblicato per la prima volta su "Comic Art" n.74, dicembre 1990. Il soggetto di Berardi è, come spesso avviene per le opere dell'autore genovese, elegante e struggente. Il disegno di Mantero si avvale di una tecnica che impreziosisce la parte visiva e bene si adatta ai toni della narrazione.

“Non c'è flusso narrativo coerente in questa straordinaria avventura ma solo la sconfinata potenza della fantasia dell'autore che si compiace e si avvale di una propria intimistica emotività.”

"Capitolo XXXIV - John il mozzo", disegnato da Mantero con testi di Berardi, è stato pubblicato nel n. 66 di "Comic Art", aprile 1990. Il racconto inventa un capitolo mai scritto de "L'isola del tesoro" di Robert Stevenson. Il capitolo si perita di narrare un episodio della vita di Long John Silver accaduto prima delle vicende narrate ne "L'isola del tesoro". Berardi inventa una storia che lascia il lettore sospeso fra verità e finzione. Il percorso narrativo si muove sfiorando le corde dell'indignazione, quindi, muovendo le leve dell'ironia e puntando sull'ambiguità morale del personaggio di Stevenson, abbandona il lettore in una divertita incredulità.

"Lucky", disegnato da Mantero con testi di Berardi, è stato pubblicato nel numero 62 di "Comic Art", dicembre 1989. Il racconto inserisce un drammatico episodio di fantasia nei concitati giorni dell'aprile 1975, quando Saigon, caduta oramai in mano dei Vietcong, viene frettolosamente abbandonata dagli americani rimasti e dai vietnamiti compromessi con il vecchio regime.

"Cavalleria", disegnato da Mantero con testi di Berardi, è stato pubblicato nel n. 58 di "Comic Art", agosto 1989. Narra di un episodio di romantica cavalleria tra due piloti, un tedesco e un austriaco, ambientato nel quadro tragico della Prima Guerra Mondiale.

"I piloti non sanno ballare", scritto e disegnato da Mantero, è inedito. Lo abbiamo lasciato per ultimo perché in questa avventura l'artista si abbandona completamente nella libera espressione di sé stesso. Ritornato alla primitiva vocazione della Linea Chiara, Mantero esprime la propria fantasia realizzando un mondo in cui il proprio immaginario sprofonda.

La prima tavola de I piloti non sanno ballare · disegni di M.Mantero · (c) ReNoir Comics

Come in un mosaico caleidoscopico le tavole si confondono, incastrandosi, tra passato, presente e futuro, seguendo un flusso temporale che disorienta, sino all'ultima tavola che dà l'illusione di spiegare il tutto. Il destino dei protagonisti sgocciola nerastro come il minuscolo blob che accompagna tutte le tavole e incombe inquietante attraverso un percorso narrativo che si chiude in se stesso, quando evoca il ricordo del passato, evidenziato anche cromaticamente dal buio, e si apre nella luce di un fantastico presente, quando proietta aerei della Seconda Guerra Mondiale a sorvolare sterminate praterie ove brucano imperterriti straordinari dinosauri.

Non c'è flusso narrativo coerente in questa straordinaria avventura ma solo la sconfinata potenza della fantasia dell'autore che si compiace e si avvale di una propria intimistica emotività.

"Mondi infiniti" di Maurizio Mantero con Giancarlo Berardi, 2007, Renoir, colori e b/n, 112 pagine, 16,00 euro

: la storia
Mondi infiniti
Autori
Maurizio Mantero con Giancarlo Berardi
Colore
a colori e in bianco e nero
Editore
Renoir
Pagine
112 pagine
AT
Antonio Tripoditutti i suoi articoli