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Il papà di Asterix in guerra con la figlia: è manipolata dal marito

pubblicato
03.02.2009
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Copia anastatica dell’originale

Continua la guerra per Asterix in casa Uderzo dopo le notizie dei giorni scorsi [cfr. news del 15 gennaio 2009 e del 13 gennaio 2009] tra Albert Uderzo e la figlia Sylvie.

Di seguito un estratto dall'articolo apparso su Il Messaggero:

“Per la prima volta, il creatore di Asterix spiega, nell'intervista a «Le Figaro» i motivi della vendita della casa editrice Albert-Renè al gruppo Hachette e risponde alle invettive della figlia, che a metà gennaio ha accusato il padre di aver «svenduto» la sua creatura a fumetti per vile denaro, rinnegando i suoi ideali di libertà e di indipendenza.

Albert Uderzo definisce Sylvie «acceccata» dal denaro e ritiene che la figlia non sia «più padrona delle sue decisioni», in preda com'è ai «desiderata» di suo marito, che il disegnatore definisce «Iznogoud», con un gioco di parole all'inglese che sta per «non buono». Uderzo accusa tra l'altro suo genero Bernard Boyer de Choisy di aver venduto delle tavole originali di Asterix che gli aveva regalato per il matrimonio per fare un'affare, lucrando almeno 60.000 euro.

(..)

Così, non fidandosi più della figlia e del genero, Albert Uderzo ha deciso di vendere il controllo della sua casa editrice Albert-Renè ad Hachette per «eternizzare» il personaggio di Asterix da lui creato con Goscinny nel 1959. «Inizialmente pensavo che Asterix sarebbe morto con me. Ma poi questa scelta mi è sembrata un po' idiota. Alla fine mi sono reso conto che Asterix è più forte di me e che mi sopravviverà. Così ho voluto assicurare il futuro al mio personaggio», afferma nell'intervista. E per impedire che alla sua morte l'archivio privato possa cadere nelle mani del genero, Albert Uderzo ha confidato: «Sono dell'idea che donerò tutti i miei disegni originali alla Biblioteca Nazionale di Francia per mettere al sicuro tutte le avventure di Asterix. Io non voglio che dopo la mia scomparsa i miei disegni vengano disseminati o venduti ai collezionisti!» Nella stessa pagina in cui Le Figaro pubblica l'intervista a Albert Uderzo, il giornale ospita anche una replica del genero. «Mio suocero vive in una bolla», afferma Bernard, che rivendica la sua buona fede e ritiene che Albert sia «manipolato».”

Pierfilippo Dionisio

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