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Anteprima
Dossier Volto Nascosto
in guerra e in amore, tutto è lecito!
Volto Nascosto
...storia d'amore e morte, in 14 puntate!
Recensione
Volto Nascosto, la fine
cala il sipario sulla miniserie storica di Manfredi
Scheda
Gianfranco Manfredi
la scheda dell'autore
Una nuova miniserie, la terza...
Quando esce una nuova serie, pare che i francesi comprino il primo numero per scoprire la novità, il secondo per apprezzare meglio i disegni e il terzo per decidere se continuare o meno con l'intera collezione.
Invece, per entrare pienamente nello spirito di questa nuova collana estremamente made in Italy, abbiamo preferito comprare i primi due numeri, leggerli e rileggerli uno dopo l'altro, e solamente dopo interrogarci sulla serie, sui personaggi, su quel che Gianfranco Manfredi ha saputo creare.
Volto Nascosto aveva una grande responsabilità ancora prima di apparire in edicola: terza miniserie bonelliana, aveva l'arduo compito di rilanciare il progetto dopo le precedenti idee, Brad Barron e Demian, che pur con i loro innegabili pregi, non hanno certo lasciato presagire uno sfavillante e scoppiettante futuro per le miniserie.
In un momento di grande fermento (basti vedere le molte nuove uscite Bonelli di questo periodo, da "Gli occhi e il buio" a Sezione Eurasia, fino all'annuncio della misteriosa LEI di Luca Enoch), si percepisce tuttavia anche una certa stanchezza, con un Bonelli sempre più ripiegato e sempre più restio a spingere nuovi progetti.
Tenendo conto di ciò, Volto Nascosto partiva forse un po' svantaggiato, pur godendo d'ufficio dell'eccellente fama del suo fratello maggiore, lo strepitoso Magico Vento.
Da qui nasce forse la voglia di Manfredi di sottolineare come, a differenza delle due precedenti miniserie, la sua sarà basata su una stretta continuity, tanto che l'autore ha usato anche il termine "romanzo a puntate". E proprio quindi come in un romanzo, abbiamo letto i primi due capitoli e poi messo un segnalibro tra le pagine.
“...un prodotto qualitativamente molto valido, curato, innovativo per molti aspetti, pur restando nella classicità Bonelli, impegnato ed elegante.”
Capitoli 1 e 2 di 14
Potremmo ora fare un elenco didascalico di "cosa piace" e "cosa non piace" della serie, concentrandoci su dettagli forse irrilevanti, ma questo non renderebbe merito alla bravura di Manfredi e alla classe della sua storia.
Classe, e non potenza, perché Volto Nascosto non “ un'opera (al momento) dirompente, bens” un'opera estremamente elegante. C'’ eleganza nel periodo storico scelto, un innovativo fine '800 finora piuttosto inesplorato e molto ricco di potenzialità. C'’ eleganza nell'ambientazione, un bacino mediterraneo, tra Roma e l'Africa, che ha un forte impatto emotivo perché ci può mostrare zone a noi vicine. C'’ eleganza nei personaggi, italiani, che si possono permettere il lusso di chiamarsi Ugo e Vittorio, sebbene Ugo possa suonare quasi banale, abituati come siamo a Dylan, James e William vari.
C'’ quindi tutto un raffinato lavoro di documentazione storica, ambientale, psicologica, che permette a Manfredi di realizzare un prodotto di altissimo livello, partendo proprio dalla scelta della location e arrivando poi allo sviluppo di una storia che dopo questi primi due numeri ha ottimi presupposti.
Il legame tra il (momentaneo) protagonista, Ugo Pastore, e il misterioso Volto Nascosto è stato appena introdotto, ma “ gi” il perno intorno a cui gira tutta la serie. Una serie che può permettersi il lusso di essere dedicata ad un personaggio che, ad oggi, sarà apparso sé e non in una decina di tavole, segno della sicurezza e della libertà espressiva dell'autore. Attorno a loro, già molti personaggi ben tratteggiati, alcuni storicamente esistiti, altri totalmente inventati, ma comunque tutti veritieri e da scoprire albo dopo albo.
“Volto Nascosto aveva una grande responsabilità ancora prima di apparire in edicola: terza miniserie bonelliana, aveva l'arduo compito di rilanciare il progetto dopo Brad Barron e Demian...”
A contorno di tutto, la Storia, quella vera, che collega i punti e gli spazi e che merita una nota speciale, perché non “ facile scegliere un periodo storico cos” scottante per l'Italia e decidere di renderlo così protagonista della propria nuova serie.
Ne risulta un prodotto qualitativamente molto valido, curato, innovativo per molti aspetti, pur restando nella classicità Bonelli, impegnato e impegnativo, ma mai noioso o ostico. Ci piace ripeterlo, in una parola: elegante.
Andando ad osservare più nel dettaglio i singoli albi, il secondo appare meno incisivo e più diluito rispetto al primo, nel quale “ emersa con pi” forza la carica narrativa e l'abilità di Manfredi come tessitore di storie ricche di Storia. Paradossalmente, il secondo albo assume le vesti di "numero 1" della serie, col difficile compito di presentare in maniera necessariamente più didascalica personaggi e ambientazioni: da qui forse la minore incisività dell'albo rispetto al primo, più asciutto e acceso. Il discorso vale anche per i disegni: più d'atmosfera e soffusi quelli di Massimo Rotundo (disegnatore romano scelto per rappresentare realisticamente la sua Roma), più vividi, come la forte luce d'Africa, quelli di Goran Parlov.
Due albi quindi molto diversi tra loro, che però sommati insieme mostrano già quasi tutte le caratteristiche di una serie che merita decisamente di essere seguita con cura ed interesse: Roma, l'Abissinia, complotti di palazzo, quattro protagonisti (i già noti Ugo e Volto Nascosto, insieme agli altri due romani Vittorio De Cesari e Matilde Sereni), ottimi comprimari, tensioni politiche e soprattutto Lei, la Storia, la protagonista più fedele di Manfredi.





