In un articolo sul Messaggero, Goffredo Fofi si dichiara sostenitore de Lunga vita al romanzo a fumetti:
“MI chiedessero quali sono a parer mio i campi espressivi e artistici più vitali oggi nel mondo non avrei esitazioni, e risponderei, certo scandalizzando qualcuno: il romanzo a fumetti, che è diventato comune chiamare ora "graphic novel", e il cinema documentario. Perché? La letteratura è sempre più soggetta alle pressioni del mercato detto globale, massificato e omogeneizzato, e lavora soprattutto sui sentimenti e sui generi, sempre più velocemente e sempre più superficialmente. (..) il graphic novel può sperimentare in tutte le direzioni, come meglio aggrada ai suoi autori. Il mercato è ristretto e selettivo, i lettori preparati ed esigenti, e non si sforna certo un "romanzo a fumetti" con la velocità con cui si sfornano oggi quelli di parole (..) Decisamente il graphic novel non ha nulla da invidiare alle arte arti, e sarebbe anzi giusto che accadesse il contrario.”


