dall’archivio di uBC · 1996–2016Anteprima

Dragonero

il primo romanzo a fumetti Bonelli

pubblicato
12.06.2007
lettura
11 minuti
Copia anastatica dell’originale
in questa pagina · 3 sezioni
  1. Genesi
  2. Personaggi
  3. Storia

Il 16 giugno, in edicola, debutterrà la nuova collana di albi a fumetti edita dalla Sergio Bonelli Editore:

Romanzi a fumetti.

Ma cosa saranno mai questi Romanzi di cui tanto stiamo sentendo parlare da più di due anni?!

Sicuramente possiamo affermare che si tratterà di una collana abbastanza atipica per vari motivi:

  • non presenterà un personaggio univoco come protagonista;
  • non ci sarà un unico genere narrativo, ma tanti generi diversi tra loro;
  • i vari volumi avranno foliazione e prezzo differenti;
  • le cover saranno "plastificate" con risvolti sia in prima che in quarta.

Per altre informazioni più dettagliate, abbiamo rivolto la medesima domanda a Luca Enoch & Stefano Vietti, i due autori che hanno dato il via all'iniziativa, a cui abbiamo anche chiesto di presentarci Dragonero, primo volume della collana.

Ringraziamo gli autori per la consueta disponibilità mostrata e ricordiamo a voi tutti di cliccare sulle immagini per ingrandirle.

Buona Lettura.

Genesi

“ENOCH

Il progetto di Dragonero nasce diverso tempo fa, ormai un decennio buono. Intorno al “96/97, Stefano Vietti e io ci baloccavamo con l’idea di una bella serie fantasy da proporre a Sergio Bonelli. Io scrivevo e disegnavo storie per Legs Weaver e lui sceneggiava Nathan Never; entrambi venivamo da esperienze come autori è io con Sprayliz e lui con Hammer “ ed entrambi sentivamo la necessit” di creare un personaggio che fosse interamente nostro.

La scelta cadde sul fantasy perché entrambi amavamo profondamente il genere e perché mancava come genere all’interno delle scuderia della Bonelli. Avevamo western, horror, fantascienza, avventura, poliziesco in varie salse ma niente fantasy.

Ovviamente io volevo propormi sia come autore che come disegnatore e quindi realizzai una serie di studi dei personaggi: Ian, il protagonista; Gmor, il fido compagno orco; Sera, l’elfa ed Ecuba, la monaca guerriera. Proprio quest’ultima era già nata in un progetto mai realizzato per una storia fantasy da pubblicare chissà dove e un suo studio, con muscoli ipertrofici, era apparso sullàannuario del fumetto di Fumo di China del 1995.

Ma, tra capo e collo, arrivò per me la lusinghiera proposta dell’editore di realizzare una serie semestrale interamente autogestita. Nacque Gea e Dragonero finì temporaneamente nel cassetto.”

disegni di Luca Enoch
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disegni di Luca Enoch
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disegni di Luca Enoch
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“VIETTI

Nel frattempo io mi ritrovai impegnato molto con Zona X, Nathan Never e Martin Mystere’ anche se, ragionando su progetti miei, mi si stava formando in testa l’idea di un nuovo format editoriale. L’idea era quella di scrivere albi a fumetti ’one shot“, come se fossero dei romanzi, composti da un numero di pagine elevato, e non fisso, da decidersi in base alla necessit” creativa, magari suddivisi in capitoli, con una copertina e una grafica stile libro.

Niente di particolarmente nuovo se si pensa alle graphic novels, lo riconosco, ma per la Bonelli si trattava di una novità. Inviai la bozza del format a Enoch con cui mi sentivo spesso per parlare dei nostri lavori e lui me la rimandò un paio di giorni dopo arricchita con le sue idee. Il rimpallo continuò per un poè, finché, dopo un mesetto, avevamo per le mani il progetto editoriale completo e pronto per essere presentato all’editore. Erano nati i ’romanzi a fumetti’.

Insieme al progetto, Luca ed io presentammo all’editore il soggettone di Dragonero, rivisto per l’occasione, in modo da fornire un esempio pratico di ciò che avevamo in testa. Sono passati tre anni dall’approvazione dei romanzi a fumetti bonelli, e oltre a Dragonero sono stati approvati e sono in fase di lavorazione altri romanziò c’’ da ritenersi soddisfatti.”

disegni di Luca Enoch
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disegni di Luca Enoch
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disegni di Luca Enoch
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“ENOCH

Inizialmente avremmo dovuto mettere in lavorazione una decina di storie ma alla fine rimasero solo le quattro che eravamo riusciti a produrre all’avvio dell’iniziativa e tante sono rimaste. La nostra idea era quella di creare all’interno di una casa editrice come la Bonellii, famosa per i suoi eroi sempiterni, una collana di storie autoconclusive con protagonisti non ricorrenti e ambientazioni sempre diversificate: storie ambientate in scenari di guerra, fantascienza stellare, romanzi storici, anche umoristici, perché no?

Inoltre si voleva coinvolgere quegli autori che in Bonelli erano impegnati in serie classiche ma che nel cassetto avevano una o più storie che avrebbero amato realizzare. Abbiamo avuto diversi riscontri positivi in questo senso, da autori e anche da disegnatori che desideravano un’escursione in territori grafici inesplorati. Sono felice di avere avuto la possibilità di produrre queste quattro storie ma ne avrei avute nel cassetto altre dieci, almeno!”

“VIETTI

Tornando a Dragonero, dopo l’approvazione del format che lo avrebbe contenuto, e del soggetto specifico, c’era da trovare un valido disegnatore che fosse innanzitutto appassionato come Enoch e me di Fantasy, e poi che fosse capace di stupirci, perché avevamo, giustamente, grandi aspettative per il nostro primo romanzo a fumetti!

Consegnammo a diversi autori alcune tavole di prova scritte apposta per metterli in difficoltà, sia dal punto creativo che grafico e devo dire che tutti hanno fatto un buon lavoro, ma quando ci arrivarono davanti le tavole di Giuseppe Matteoni, capimmo che avevamo trovato la persona giusta. C’erano, in quelle tavole dalla linea pulita e decisa, una grande creatività, una ricerca dell’inquadratura e una narrazione visiva che non solo valorizzavano la sceneggiatura, ma la arricchivanoè e di molto!”

disegni di Giuseppe Matteoni
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disegni di Giuseppe Matteoni
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Personaggi

“ENOCH

Veniamo adesso alla storia vera e propria. Come prima escursione ufficiale bonelliana nel territorio della Fantasy, si è voluto scrivere una storia tutto sommato classica, con la compagnia eterogenea di protagonisti impegnata in una Cerca di fondamentale importanza per la vittoria del Bene sul Male.

Campi ben contrapposti, quindi; un manipolo di characters facilmente riconoscibili: l’eroe, il mago, l’orco, l’elfa, la monaca guerriera, il mago rinnegatoè C’’ una lunga barriera, il Vallo, che divide fisicamente l’ecumene dove sorge l’Impero, dalla Terra dei Draghi che, sulla mappa, “ un po” come scrivere: ’Hic sunt leones’.

Ci siamo presi qualche libertà nel tratteggiare i personaggi, che altrimenti sarebbero sembrati un poè stereotipati.

Ian è un “eroe riluttante”, costretto ad affrontare un passato che avrebbe preferito lasciare sepolto.

Gmor “ un orco non ortodosso; vive in una citt” degli uomini, anche se isolato, ama cucinare e leggere libri, per cui a volte lo si vede indossare degli incongrui occhialetti da intellettuale.

Alben è un mago burbero e brontolone, che soffre di vertigini e odia le grandi altezze.

Sera è un’elfa botanica, totalmente priva di spirito bellico; per tutta la storia non alzerà un dito su nessuno.

La figura di Myrva, la sorella di Ian, è forse quella meno legata allo stereotipo fantasy; è un’appartenente alla gilda dei Tecnocrati e rappresenta il lato progressista e tecnologico della magia, facendo da contraltare alla magia classica del mago.

Fornendo a Matteoni i miei vecchi studi, lo abbiamo lasciato libero di interpretare questi personaggi come meglio voleva.”

disegni di Giuseppe Matteoni
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Storia

VIETTI

Soggetto alla mano, è tempo di sceneggiare. Innanzitutto, visto che il romanzo è suddiviso in capitoli, ognuno di noi sceglie quelli che preferisce raccontare. Non è difficile e siamo subito d’accordoè io mi sento più vicino ad alcuni personaggi, Luca ad altri, per cui, eccezion fatta per l’ultimo capitolo che scriviamo suddividendoci addirittura le scene, si parte decisi.

Al completamento di ciascun capitolo, ci rimpalliamo via mail la sceneggiatura, così da rileggere ciascuno quella dell’altro e dare suggerimenti per eventuali ritocchi ai dialoghi, alle sequenze, agli stacchiò lasciando, invece, a Matteoni, la più ampia libertà di gestire le tavole come meglio crede, in quanto a inquadrature, impostazioni sceniche e movimento delle vignette. Con grande sorpresa di Luca e mia, è un lavoro felice. Rispettandoci molto come autori, ciascuno ascolta di buon grado i consigli dell’altro, sapendo che hanno sempre una ragion d’essere e che tutti stiamo lavorando sodo nell’interesse del nostro romanzo.

ENOCH

Certi personaggi mutano in corso d’opera; del resto “ fisiologico in un lavoro di questa corposit” e che ha portato via tanto tempo per la sua realizzazione. Si lavora sulla psicologia del protagonista e sulle relazioni con i comprimari, anche se definire protagonisti e comprimari in una storia corale come questa è ben difficile. La sceneggiatura di un autore offre spunti di riflessione all’altro e nascono nuove idee per i dialoghi e le scene di azione.

Man mano che l’azione si definiva e le ambientazioni diventavano via via più dettagliate, nascevano anche le mappe che aprono ogni capitolo della storia. Non c’’ racconto fantasy senza una bella mappa che ti dica: ’Qui ci sono i cattivi, qui i buoni e qui chissà che c’’’! Mi sono egoisticamente ritagliato uno spazio personale per questo e ho voluto realizzare io le minuziose mappe che illustrano il mondo di Dragonero e i posti dove man mano si svolge l’azione dei vari personaggi.

Ovviamente quando si fanno delle mappe si esagera sempre; io ho già pronto un vero e proprio mappamondo per ipotetiche storie future in continenti esotici e inesplorati. E insieme alle mappe nasceva l’esigenza di nominare i posti che queste raffiguravano. Con che lingua, divenne subito un problema. “Mare della Brezza” suonava già bene ma Awrashure [auras’re] suonava meglio! In altre parole, perché non inventarsi un piccolo glossario estratto da una Lingua Antica, che avrebbe costituito il substrato mitico del mondo di Dragonero? Mentre la Lingua Elfica di tolkeniana memoria aveva le sue radici negli idiomi scandinavi e anglosassoni, la lingua che mi sono immaginato ha le sue nel latino, anche se abilmente camuffate.

disegni di Luca Enoch
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disegni di Luca Enoch
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disegni di Luca Enoch
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VIETTI

Con un attento riesame della narrazione, infine, in base alle tavole disegnate, si è fin dall’inizio riusciti a correggere il tiro ove necessario. Matteoni si rivela una sorpresa anche a livello di regiaè e più d’una volta ha dato a Luca e a me preziosi consigli su come meglio gestire certe scene.

Giunti alla fine del romanzo, conoscendo ormai bene i personaggi, Luca ed io abbiamo riletto tutto correggendo i dialoghi per dare una coerenza a ciascun character e abbiamo messo la parola fine al tutto.

Il passo successivo è stato quello di riesaminare il lavoro completo post-lettering e poi preparare eventuali idee di grafica, titoli, contenuti speciali. Mentre per Matteoni, una volta terminati i disegni, “ arrivata invece la fase di studio della copertina. Che lavoro, per un solo albo, che poi viene letto in poche ore! Speriamo solo che Dragonero, essendo corposo, e diviso in capitoli, duri almeno per qualche giorno” magari sul comodino della stanza da letto, proprio come un vero libro.

RG
Roberto Giammatteotutti i suoi articoli