uBC ha contattato Luca Raffaelli in occasione del decennale della sua nascita, e ha posto a lui (come ad altri noti esponenti del mondo del fumetto) una serie di domande per analizzare questi 10 anni appena trascorsi, e provare ad immaginare insieme i prossimi 10.
1) 1996-2006... pensando rapidamente agli ultimi dieci anni come è cambiato il fumetto e il suo mondo editoriale (in Italia e/o all'estero)?
Cambiamento: ecco la parola. Il mondo cambia velocemente e quello del fumetto non cambia neppure così velocemente quanto il resto. Il fumetto sta perdendo certi suoi lettori (quelli che leggono solo fumetti) e sta acquisendo altri lettori. Tutto questo può essere visto come deprimente o elettrizzante, a seconda che si guardi il cambiamento da dentro o da fuori. Io sono molto più elettrizzato che depresso.
“Il consiglio che io potrei fare agli autori è quello di guardare negli occhi chi li ama o li critica.”
2) Finito il boom di Dylan Dog si è iniziato a parlare di crisi del fumetto italiano. Ma la cosiddetta "crisi" oggi c'’ veramente? In caso di risposta positiva, direbbe che la crisi riguarda principalmente quale tra le seguenti ipotesi?
- a) l'età media dei lettori
- b) il numero di copie vendute
- c) le idee degli autori
- d) il coraggio degli editori di fare nuove proposte
- e) il fumetto come medium
La crisi c’’ se il fumetto italiano non sa guardare al nuovo che avanza e non sa creare collegamenti con web, videogiochi e industria audiovisuale. Direi che si parte dalla causa "d" per arrivare all’effetto "c" e alla conseguenza "b".
3) A questo proposito la recente tendenza (in Italia) di allegare ristampe di fumetti a quotidiani o riviste come va valutata?
Mi pare entusiasmante, e perfettamente in linea con quanto si diceva.
4) Immaginiamo di andare a cercare un fumetto nel 2016. La prima cosa che mi viene in mente ’...
- a) mi vedo andare in edicola come oggi
- b) me lo scarico in un qualche tipo di dispositivo digitale mobile
- c) mi vedo da un antiquario specializzato
In giro per la rete
Luca Raffaelli
una breve biografia
Treccani.it
un'intervista a Luca Raffaelli
Nonostante tutto, scelgo la "a".
5) Qual “ oggi il rapporto del fumetto con gli altri media come cinema, videogiochi”?
Un rapporto conflittuale. E dunque sbagliato.
6) A metà degli anni '80 abbiamo opere come Watchmen o Dark Knight Returns che influenzano schiere di autori. Nel periodo considerato esistono opere (non solo italiane) dall'impatto equivalente o comunque significativo?
Altroché. Il fatto è che Moore o Miller smuovevano anche il mondo degli appassionati. Gipi, Mattotti, Thompson o Joe Sacco no.
7) Sono ormai quasi vent'anni che i manga vengono pubblicati in Italia.
Ci hanno influenzato come autori o come lettori? E in termini positivi o meno?
Una domanda molto complessa. Mi limito a confermare la mia assoluta ammirazione per certo buon fumetto giapponese che ha saputo conquistare un pubblico dimenticato dal fumetto italiano.
8) Italia / Francia: fuga di cervelli (e matite) o possibili sinergie editoriali per cambiare anche il mercato italiano?
Il fumetto italiano deve aprirsi a nuove esperienze editoriali, cercando di mediare anche con l’editoria francese.
9) Nel 1995 inizia a diffondersi internet come fenomeno di massa. Nel 2001 appaiono nella rete italiana i primi esperimenti di "fumetto elettronico" (nato per il web e non trasposto dalla carta).
Nel 2006 la giapponese NTTSolmare dichiara che in un mese vengono scaricati a pagamento nei cellulari "3 milioni di manga digitali".
I cosidetti webcomics sembrano però ancora cercare una propria identità e molti autori sembrano tuttora non riconoscergli una vera dignità.
C'’ futuro per questa particolare forma di fumetto?
E si può parlare di fumetto senza carta?
Certo. Certo.
10) Le fanzine cartacee dalla incerta diffusione e certissima passione dei produttori sono scomparse. Al loro posto le varie web-zine. Abbiamo perso o guadagnato qualcosa nel cambio?
C’erano qualità e passione prima, ci sono qualità e passione ora. Piuttosto, sarebbe bello mettere online le vecchie fanzine.
11) Internet pone un'altra domanda: quale rapporto tra autori e "forum di discussione"? L’interazione tra autore e lettore non “ mai stata cos” facile e pubblica come oggi. Fermo restando il diritto di ognuno di scegliere la propria “politica” in questo senso, se doveste consigliare un collega, suggerireste come Clifford D.Simak al neoscrittore Asimov: "Isaac, ora che sei dall'altra parte della barricata non puoi più battibeccare con i lettori sulla pagina della posta delle riviste"?
Il dibattito su Internet vive solitamente su una comunicazione nervosa ed eccessiva. Il consiglio
“Cambiamento: ecco la parola. Il mondo cambia velocemente e quello del fumetto non cambia neppure così velocemente quanto il resto.”
che io potrei fare agli autori è quello di guardare negli occhi chi li ama o li critica. Ma poi dipende sempre dal proprio carattere (e anche dalla voglia di farsi del male).
12) Uno sguardo al passato. Recentemente è stato finalmente ristampato il Commissario Spada. Ci sono altri fumetti italiani immeritatamente sepolti di cui le ultime generazioni di lettori non hanno potuto usufruire?
È stato ristampato anche Buzzelli ("Annalisa e il diavolo"), che a Romics ha vinto il Gran Premio. E Mattioli (Pinky), che ha vinto il Premio come miglior fumetto italiano. Altroché se c’’ da ristampare.
13) Uno sguardo al futuro. Tra i nuovi autori italiani pubblicati negli ultimi 10 anni, salta in mente qualche nome come possibile nuovo Hugo Pratt / Bonvi / Caprioli / Sergio Bonelli...?
Ce ne sono, e alcuni nomi li ho già fatti. Ma saranno diversi, perché il tempo cambia autori e lettori.
14) 2006-2016... pensando ai prossimi dieci anni che linee di tendenza si possono vedere nel futuro dei fumetti (in Italia e/o all'estero)?
Le linee del futuro sono in parte tracciate dal presente. A parte le sorprese. Non vedo l’ora.