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Recensione
La finestra di Orfeo
il nuovo manga dell'autrice di Lady Oscar
Scheda
Lady Oscar (Versailles no bara)
manga creato da Ryoko Ikeda, pubblicato tra il 1972 e il 1974, la protagonista, Oscar, vive le drammatiche vicende della Francia rivoluzionaria
Riyoko Ikeda
la scheda dell'autrice
La Yamato Edizioni prosegue nella collana Personaggi storici a fumetti, presentando un profilo romanzato di Elisabetta I, regina d'Inghilterra nel Cinquecento, che non mancherà di soddisfare gli appassionati di shojo manga a sfondo storico.
Dietro questa biografia a tratti rigorosa, a tratti romanzata, c'’ infatti la penna di Riyoko Ikeda, inventrice dello shojo d'appendice ed autrice di vere e proprie opere di culto quali Versailles no Bara, Lady Oscar in Occidente, e Orpheus no Mado, La finestra di Orfeo.
Con l'aiuto dell'allieva Erika Miyamoto, Riyoko Ikeda ricostruisce in maniera sfarzosa ed appassionante l'ennesima vita travagliata di un personaggio femminile forte, arricchito nei secoli seguenti da un alone di leggenda che forse ha cancellato in parte i difetti e le zone d'ombre della sua vicenda umana, svoltasi in uno dei periodi più bui ma nello stesso tempo più fecondi di stimoli della storia europea.
Lo stile della Ikeda e della Miyamoto, che realizza i disegni su impronta della maestra, è sempre simile a quello del passato, grande cura di scenografie e costumi, qui decisamente accurati e fedeli ai quadri d'epoca, personaggi idealizzati e a tratti androgini, tavole elaborate ed ipercariche. Non ci sono gli eccessi barocchi e dark di Versailles no Bara Gekishoo, le storie fuori serie dedicate al celebre personaggio, e il soggetto storico, come sempre nelle mani di Riyoko Ikeda diventa appassionante come un romanzo d'avventura.
Se per Versailles no Bara l'idea di base della sceneggiatura era stata la celebre biografia di Maria Antonietta di Stephen Zweig e se per Jotei Ekateina, manga biografico su Caterina di
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Russia ancora inedito da noi, Riyoko Ikeda aveva attinto al monumentale saggio di Henry Troyat, qui cambia mezzo narrativo e si ispira al bel film del 1998 Elizabeth, diretto dal regista indiano Shekhar Kapur e interpretato dalla brava e bella Cate Blanchett, al suo primo ruolo importante.
Un film di fronte al quale non pochi storici hanno storto il naso, pur riconoscendogli parecchi meriti, e che Riyoko Ikeda segue fedelmente, raccontando la storia di Elisabetta Tudor, figlia di Enrico VIII e dell'infelice Anna Bolena, destinata fin dall'infanzia ad un destino di solitudine e emarginazione, salvo poi diventare regina d'Inghilterra a 25 anni e governare per quasi cinquant'anni rendendo il suo Paese, in rovina al tempo della sua ascesa al trono, la più grande potenza militare ed economica d'Europa dell'epoca. Riyoko Ikeda si sofferma su due punti, l'infelice amore Elisabetta e Robert conte di Leicester, non tragico come altri di sue storie ma sufficientemente tormentato ai fini della vicenda, e la scelta di Elisabetta di non sposarsi mai, per dedicarsi anima e corpo al suo Paese, controcorrente all'epoca, ma che desta comunque ancora stupore oggi.
Pubblicato nel 1999 in Giappone, Elisabetta non “ senz'altro l'opera migliore di Riyoko Ikeda, oggi impegnata a tradurre in manga la monumentale tetralogia del Mare della Fertilit” di Yukio Mishima, ma non mancherà di entusiasmare chi ha amato le sue opere e le sue eroine fuori da ogni schema preordinato, spiriti liberi in balìa del vento della storia.
Elisabetta I di Riyoko Ikeda e Erika Miyamoto
Yamato Edizioni, 200 pagine in b/n - 15,00 euro




