"La Fine della corsa" era il titolo di un albetto di 20 pagine che rappresentò una novità assoluta nel panorama a fumetti italiano. Correva il mese di ottobre dell'anno 1992 e l'albetto segnò la nascita di quello che si dimostrò nel tempo il più longevo dei bonellidi: Lazarus Ledd. Quel Numero ZERO rappresentò, inoltre, l'antesignano di tanti altri Zero che da lì a poco invasero le librerie e le fiere negli anni successivi. Oggi, a distanza di 14 anni, durante la recente kermesse di Torino Comics, l'ideatore della serie Ade Capone ne ha annunciato la prossima chiusura. Ed è lo stesso Ade che spiegherà ai suoi lettori i motivi della decisione sulla posta del numero 148 in edicola a fine mese. Di seguito, ne riportiamo alcuni passi:
“...il conto alla rovescia verso LL n.150 è anche il conto alla rovescia verso la chiusura della serie. L’ultimo episodio sarà il n.151, che uscirà in novembre insieme all’Extra n.22. No, non sto scherzando. E’ proprio così. Con la conclusione dell’anno editoriale si concluderà anche la lunga galoppata iniziata esattamente quattordici anni prima, Lucca ‘92, LL n.0. Abbiamo sempre detto che LL avrebbe avuto un termine, come serie regolare...”
“...anche perché, inutile negarlo, la bimestralità - da me voluta - non ha funzionato. I conti sono peggiorati, e per invertire il trend negativo saremmo dovuti tornare alla mensilità. Perché il personaggio comunque continua a piacere, e i nuovi Extra (il n.21 uscirà in luglio) lo dimostrano. Ma, come dissi a suo tempo, la scelta della bimestralità era definitiva, e dunque lo è ora quella della chiusura. Proprio perché scrivere è la mia vita, non posso nè voglio dedicarmi anima e corpo in eterno allo stesso personaggio...”
“...E’ giusto, soprattutto, nei confronti di voi lettori. In questi quattordici anni ho cercato di dare a LL e dunque a voi lettori quanto più ho potuto. Per questo provo la stessa sensazione di quando uscì il n.1: quella di avere la coscienza a posto. Sì, sono davvero molto sereno e soddisfatto. E a scanso di equivoci: non ho proposto la gestione dell’albo ad altri autori nè intendo farlo. Sarebbe inevitabilmente un Lazarus diverso da quello che è stato in questi anni. E questo, in tutta sincerità, non mi sta bene...”


