dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Giustizia ad ogni costo

Tex Willer n.544-545 “Intrigo nel Klondike” · se Tex e Carson sono sulle tue tracce, inizia a pregare!

pubblicato
12.04.2006
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2 minuti
Copia anastatica dell’originale

Discreta storia di Mauro Boselli e Miguel Angel Repetto, in cui Tex e Carson sono impegnati in una lunga trasferta in terra canadese, e incontrano immancabilmente il colonnello delle Giubbe Rosse Jim Brandon.

Per quel che concerne soggetto e sceneggiatura siamo molto lontani dai vertici mostrati da Boselli nella serie, a dimostrazione probabilmente di un suo riavvicinamento al personaggio, per cui non scrive più solo i capolavori come "Il passato di Carson", ma storie minori e di passaggio come questa.

La storia tocca alcuni elementi centrali dell'immaginario western e texiano, in maniera però inconsueta: i fuorilegge statunitensi siamo più abituati a vederli espatriare in Messico, piuttosto che in Canada, e anche la figura dell'Eskimo ribelle Ayaklut è abbastanza innovativa, seppure solo accennata.

Jim Brandon è ben calato nell'azione, come nelle storie di Guido Nolitta, e non si limita come in passato a chiedere aiuto ai due pards, tanto che il suo scontro con Ayaklut costituisce la miglior scena della storia.

Fulmini scatenati · Tex 545, pag.24 · (c) 2006 SBE

Tex e Carson sono molto decisi, come da tempo non si vedeva nella serie, tenaci nel loro inseguimento dall'Arizona ai confini dell'Alaska e pronti a tutto pur di fare giustizia.

La storia, come è consueto per Boselli, è piena di comprimari ed avversari, questa volta meno memorabili e delineati che in altre occasioni e in effetti il duo di criminali Bones e Pollard “ quasi indistinguibile da Roscoe e Muffin che li accolgono in Canada. In questo caso a nuocere allo sviluppo delle personalit” dei protagonisti può essere la scelta ormai consueta, da un paio di anni a questa parte, di prevedere le storie di Tex in due soli albi. I fuorilegge di Boselli sono come al solito cattivissimi al limite dell'incredibile, e compiono crudeltà gratuite per le quali sono immancabilmente puniti.

Il segno di Repetto, sporco e cupo, non si sposa perfettamente alla sceneggiatura, rallentando il tempo di lettura della storia, illustrata forse con uno stile un po' "demodè". L'autore argentino perdipiù compone tavole ricche di particolari e di dettagli curati, ma alcune volte fatica a delineare con continuità i primi piani dei personaggi, specialmente con Tex.

Nel complesso si tratta di un'avventura che pur piacevole a leggersi non lascia particolari ricordi.

Massimo Cappellitutti i suoi articoli