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Divertissement
Anche per Waid, come per Jenkins su Spider-Man, è il momento dei saluti. Dopo tre anni di storie non esaltanti ecco un episodio piacevole, fresco e gradevole, senza pretese particolari e dal finale leggermente retorico ma che affronta, dopo tanto tempo, il tema del senso di colpa di Reed Richards nei confronti di Ben Grimm, La Cosa.
Non c'’ limite all'avventura
" ...i poteri dei quattro protagonisti migrano da un individuo all'altro..."
A seguito della saga "Rising Storm" (Fantastic Four 520-523 - Marvel Comics, su Fantastici Quattro 252-255 - Panini Comics) i poteri dei quattro protagonisti migrano da un individuo (ma anche gli animali sono coinvolti in questa follia) all'altro scatenando il panico per Manhattan. Solo il contatto, tramite un guanto particolare costruito da Reed, con la persona "posseduta" dai raggi cosmici può restituire i poteri ai legittimi proprietari. Le situazioni sono divertenti e lentamente Reed, Sue e John riprendono il loro ruolo consueto.
L'unico che non riesce ad acchiappare i propri raggi cosmici – Ben, il quale ben presto comprende come tutto ciò non sia casuale, nonostante Reed stia tentando di sacrificarsi per riuscire finalmente a guarire il suo migliore amico.
Fuori sintonia
Waid, nonostante non sia mai riuscito a regalarci avvenimenti epocali, condisce le proprie storie di trovate veramente azzeccate che si inseriscono
"Perché Waid condisce le proprie storie di trovate veramente azzeccate..."
perfettamente nelle dinamiche del gruppo. Un gap questo che lo rende fuori sintonia quel tanto che basta da porre la serie a un livello leggermente inferiore alle aspettative. Siamo in ogni caso lontanissimi dalle atroci gestioni degli anni ottanta stile Steve Englehart.
In ogni caso il gap di cui sopra non tocca la storia in questione che scorre bene, ha un'atmosfera giocosa come promette il titolo e diverte grazie all'originalità dell'idea centrale: i raggi cosmici scorrazzano per la città colpendo indiscriminatamente a destra e a manca, trasformando i malcapitati passanti in torce umane, esseri allungabili, invisibili o di roccia. I dialoghi, esclusa qualche battuta felice, purtroppo non sono sempre all'altezza (in alcuni casi addirittura ridondanti) e i personaggi ne risentono.
Ligne claire
Un Wieringo in splendida forma ci dona un gioiellino di composione e tratto pulito degno della miglior scuola di linea chiara. I volti dei personaggi, al limite della caricatura nelle sequenze d'azione, sono ben definiti. Inoltre è l'unico disegnatore, oltre Arthur Adams, a rendere la Cosa senza spigoli, fluida e monumentale allo stesso tempo.
Follia passeggera
L'amicizia è il fulcro di questa avventura. Finalmente Reed potrebbe mettere una toppa al disastro che ha cambiato la vita al suo migliore amico. Eppure alla fine non solo non riesce nell'intento ma si convince che le cose non devono cambiare. In un tripudio di buonismo e salamelecchi comprendiamo che nulla mai potrà modificare lo status di questa fantastica famiglia. L'ultima vignetta vede la nave dei Fantastici Quattro in volo nel Microverso. Non male come addio. L'ultima tavola è anche un saluto personale dei due autori alla serie ed è bello constatare quanto faccia bene agli autori Marvel assecondare di più il loro istinto e concedersi un po' di "follia passeggera" (tanto per citare Ben mentre parla a una delle sfortunate vittime dei raggi cosmici).
Fantastici Quattro 256 - Febbraio 2006 (Fantastic Four 524 di Waid & Wieringo - Maggio 2005) Panini Comics - 17 x 26 cm, spillato, colore, 3 – - mensile



