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Mio fratello Tex e i miei figli di carta

pubblicato
11.08.2005
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Copia anastatica dell’originale

Dall'intervista a Sergio Bonelli di Giorgio Ieranò su Panorama del 11/8/2005:

“Zagor l'ho scritto che avevo una trentina d'anni. Allora mi divertivo di più, avevo più tempo, la casa editrice era piccola, i lettori pochi. Zagor è un po' l'anti Tex, è più ironico e fiabesco. Mio padre (Gianluigi Bonelli) aveva un gran senso epico, era influenzato dal grande romanzo popolare ottocentesco, dai Dumas, dai Conrad, e aveva un grande rispetto per la tradizione del western. A me invece piace scherzare, così ho affiancato a Zagor una spalla comica, Cico. Mio padre ne era un po' infastidito. Quando doveva finire una storia di Zagor che io avevo iniziato, metteva subito Cico in prigione o all'ospedale per liberarsi di lui."”

“E ora è tornato a scrivere, dopo molti anni, per raccontare l'ultima storia di Mister No. "Eravamo arrivati a 130mila copie, ma ora sono solo 25mila. Anche l'amazzonia è cambiata (..)"”

"Dylan Dog è stato un successo clamoroso. Eppure stranamente solo italiano. Chissà perchè. Certo l'autore (..) ha intercettato qualche umore profondo dei giovani italiani."

“Nei fumetti Bonelli si gioca spesso con il misterioso, col paranormale. Quello che continua a mancare è forse l'erotismo. Perchè? "Personalmente sono un appassionato di pornografia, potrei rispondere a qualsiasi domanda su un film hard: attori, registi, scene clou. Eppure nei miei fumetti mi infastidiscono le scene di sesso. Controllo personalmente il lavoro dei disegnatori e censuro tutte le tette. Poi magari li chiamo e chiedo loro una tavola erotica solo per me. (..)"”

Lunedí, 8 Agosto 2005

GG
Giovanni Gentilitutti i suoi articoli