Sabato 2 aprile 2005, abbiamo incontrato a Torino Comics Michele Gelli e Gualtiero Cannarsi, rispettivamente Direttore Editoriale e Responsabile delle Edizioni video della Shin Vision. Con loro abbiamo parlato della loro decennale esperienza nel campo dei manga, della loro ultima avventura editoriale e del panorama fumettistico italiano e mondiale. Ecco cosa è venuto fuori da un ora e mezza di chiacchierata.
Dopo i saluti e le presentazioni, una battuta sull'intervistatore "digital-retrò" che si fa prestare la macchina fotografica dagli intervistati ci porta subito su di un tema di interesse.
Michele Gelli: Io sono per formazione ed estrazione un informatico. Per il mestiere che faccio, io mi sento "digitale". Ma non per quanto riguarda il fumetto. Il fumetto per me deve essere qualcosa di "materiale". Quando sento sotto mano la carta, l'inchiostro, percepisco il valore del pezzo unico, artigianale. Anche se è una produzione industriale, il volume non è replicabile infinitamente come un file. C'è anche un aspetto feticistico in questo, nel voler possedere un pezzo di storia. Del resto il feticismo è focalizzato sul materiale.
Gualtiero Cannarsi: La realtà è analogica. Almeno per come l'uomo la percepisce. Il digitale non è "reale": non è che un'immagine della realtà, un riflesso. Non importa quanto piccoli possono essere i gradini di una scala, non importa se sono impercettibili all'occhio umano: quello che vediamo non è comunque un piano inclinato continuo, resta una scala. Anche il fumetto è analogico, certo, ma anche il cinema: l'idea originale era di proiettare tante diapositive in sequenza rapida abbastanza da salire sopra la soglia per cui le si avvertono come immagini in movimento. Ma la fotografia, la pellicola, la proiezione... non era forse analogica?
Shin Vision
il sito ufficiale della casa editrice