Da Repubblica, venerdì 29 aprile 2005:
“Nell’Italia del fumetto c’è un prima e un dopo Linus. Prima le pagine a strisce sono fatte di humour e di avventura. Dopo, l’orizzonte cambia radicalmente. Prima di Linus la memoria corre alle strisce del Grande Blek, o al Tex Willer di Gianluigi Bonelli, l’albo che ha modellato il sogno di un’America maschia e leale. Ma quando nell’aprile del 1965 l’incompreso Giovanni Gandini, animatore della piccola editrice Milano Libri, riuscì finalmente a pubblicare il mensile di fumetti che aveva in mente, dopo avere inutilmente portato per mesi in giro per Milano un menabò che nessuno voleva vedere, fu subito chiaro che si trattava di una svolta autentica.”
Questo l’incipit dell’articolo di Edmondo Berselli nella sezione “Diario” del quotidiano, che ospita, nel quarantennale della nascita della mitica rivista Linus, inoltre, gli interventi di Umberto Eco, di Michele Serra, di Luca Raffaelli, di Stefano Bartezzaghi.



