dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Se non ci si aiuta tra telepati. . .

Legs Weaver n.112 “Al termine della notte”

pubblicato
31.03.2005
lettura
2 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto3/7
Sceneggiatura4/7
Disegni3/7
globale47%

Siamo ormai al n.112, ovvero il settimo del nuovo corso (esclusi i due avvincenti albi di transizione, LW104, che introducono il nuovo mondo di Legs) e ancora rimangono delle enormi lacune in quanto promesso da Stefano Vietti in quei due albi: il passato di Legs è ancora avvolto nel mistero, i poteri di Janet rimangono un deus ex machina altalenante, il rapporto tra le due donne è vago e inspiegato... insomma, siamo ancora a quanto ottimamente descritto dal collega Gallaurese nella sua recente recensione.

Quest'albo, quindi, appartiene ancora al mucchio amorfo di storie di transizione, semplici riempitivi in attesa (si spera) dei chiarimenti previsti per quest'estate (Stefano Vietti è al lavoro, insieme a Davide Perconti, su una storia ad alta continuity - vedi l'intervista per maggiori informazioni). Il compito di Stefano Piani, essenzialmente, è sempre immutato: creare storie godibili, di mestiere, che si lascino leggere e accompagnino il lettore mese dopo mese. Niente di eclatante o di strettamente inserito nella continuty, ma comunque albi piacevoli.

Proprio per questi motivi "Al termine della notte" compie il suo dovere egregiamente: Piani confeziona una storia completa, che ha un inizio d'impatto, uno svolgimento ricco d'azione e una fine compiuta, e che ha anche il pregio di far riapparire, anche se per un breve attimo, la telepate Shandra vista in azione sia su Legs Weaver sia su Nathan Never.

Certo, ci sono passaggi decisamente poco chiari e a tratti forzati (come il fatto che Legs disponga di attrezzature così sofisticate, oppure che non ci sia un briciolo di spiegazione su chi ci sia dietro la base segreta), e anche una leggerezza (vedi le incongruenze nella scheda) che denota come la testata sia abbandonata a se stessa, tuttavia nel complesso l'albo ha un buon ritmo, dialoghi snelli ed efficaci e regala anche un paio di scene ad alta tensione (la lotta tra Madoc e l'orso e il flashback sul passato di Skiller).

I disegni di Piernicola Gallo tendono a far discutere i lettori e possono piacere o meno, a causa dell'eccessiva essenzialità dei tratti, specie nelle anatomie e nelle espressioni. Tuttavia, questa prova merita la sufficienza proprio grazie a quelle due ottime scene descritte prima, ricche di pathos ed estremamente efficaci.

Complessivamente, quindi, un albo nella media, senza infamia e senza lode, sempre in attesa di tempi migliori.