dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Ai confini della fantasia

Dampyr n.57-58 “Il paese del sogno”

pubblicato
31.03.2005
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4 minuti
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: voto originalescala 1–7
Soggetto7/7
Sceneggiatura5/7
Disegni5/7
globale83%
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  1. Testi
  2. Disegni
  3. Globale

Testi

Un ragazzo scompare nel deserto del Nevada. Un investigatore privato parte alla sua ricerca ma finisce nei guai. Harlan e compagni sospettano il coinvolgimento di Ixtlàn e intervengono. Da qui ad un epico scontro con il Maestro il passo è breve e lungo allo stesso tempo. Insomma, un effetto valanga che porta il lettore di emozione in emozione fino al sorprendente finale.

Il soggetto mette assieme con grande maestria le storie di alieni che ruotano attorno all'Area 51 e le tematiche dampyriane, fondendole in quello che rappresenta di fatto un altro passo nella formazione dell'universo di Dampyr. Già in passato abbiamo messo in evidenza il modo ambizioso in cui Mauro Boselli rivisita la storia, anche recente, dandole un'interpretazione in chiave dampyriana. In questo caso la storia cede il passo all'attualità, all'immaginario collettivo, ma ancora una volta Boselli fa centro.

La bellezza di questo albo sta nel modo in cui l'autore lancia a briglia sciolta la propria fantasia, riuscendo nella non facile impresa di sorprendere il lettore pagina dopo pagina, tra colpi di scena e cliffhanger che compongono l'ossatura di questa vicenda.

Con una trama libera da condizionamenti storici e citazioni dotte, la sceneggiatura segue un impianto abbastanza diverso dal solito. I personaggi vengono mostrati in ogni loro aspetto e sentimento, tramite dialoghi che, a differenza di altre volte, non sembrano mai posticci ma, anche quando virano su toni ironici, rendono al meglio la drammaticità di alcune scene.

L'inizio è macchinoso, la necessità di illustrare sin da subito la situazione nell'Area 51 e i rapporti con il potere costituito fa sì che la storia vera e propria tardi ad ingranare e si perda in una serie di preamboli, mentre il lettore aspetta con trepidazione che accada davvero qualcosa. Ma l'attesa sarà ben ripagata. La parte centrale della vicenda, con il finto sbarco degli alieni, l'attacco degli aerei e l'incidente a Kurjak serve a creare un'atmosfera quasi epica in vista dello scontro finale che si fa, pagina dopo pagina, inevitabile. In questa ottica, oltre agli ostacoli incontrati dai nosti eroi, rientra anche la scena in cui Ixtlàn e Mardsen parlano del loro mondo perduto.

Raramente, in un fumetto seriale, si assiste ad un finale così carico di tensione e di incertezza sull'esito finale. Lo scontro finale tra Ixtlàn e Harlan ha, razionalmente, un solo esito possibile, ma Boselli costruisce il finale in modo tale da far dubitare di tutto. Ed è un peccato che, dopo un'attesa così spasmodica e una preparazione così epica, lo scontro si risolva in una sola vignetta.

Disegni

I disegni di Nicola Genzianella in questo albo sono particolarmente discontinui. Il disegnatore, che nelle prove passate si era segnalato per un tratto molto funzionale e costante, mostra in questo caso alcune differenze che potrebbero essere imputate al tentativo di cambiare stile.

Soprattutto nel primo albo, Genzianella disegna i personaggi con tratti marcatamente grotteschi, e questo si nota sia nei personaggi già visti (è il caso di Lenny Meyer, in certi casi quasi irriconoscibile) che per quelli 'nuovi', basti vedere il modo quasi caricaturale con cui vengono rappresentati Patty Denis o lo sceriffo Warren.

Andando avanti, il tratto si fa più costante e più vicino ai soliti standard, sebbene si noti una persistente discontinuità nei volti dei protagonisti, in particolare Tesla e Kurjak. Decisamente migliore la rappresentazione degli aerei, delle astronavi e della base segreta, così come la caratterizzazione di Ixtlàn e, in generale, il secondo albo. Genzianella dimostra, al di là dei difetti evidenziati, un grande senso della dinamicità, e una grande capacità di rendere 'viva' la pagina.

Globale

Una storia che mostra ancora una volta le potenzialità di questa serie e che arriva dopo alcune prove riuscite solo a metà o decisamente deludenti, che risultano ulteriormente sminuite rispetto a questa maestosa storia doppia.

Le copertina del primo albo riprende una scena dell'albo e cita il film 'Ultimatum alla terra', anche se la staticità delle figure e la colorazione troppo fredda (difetto riscontrato in quasi tutte le ultime cover di Enea Riboldi) non trasmettono sufficiente pathos. La seconda copertina mostra un Harlan abbastanza riuscito (ma leggermente strabico) ma, oltre alla raffigurazione quasi cartoonistica dei vampiri, quello che emerge è la scarsa, praticamente nulla, attinenza della cover con la trama. Ritrarre una scena dell'albo non sempre equivale a coglierne lo spirito.

Vedi anche la Scheda della storia.

GD