La matita naturalistica di Talami e Biglia si rivela preciso e puntuale veicolo di una storia che è tra le più belle della serie. Lo sguardo che i due disegnatori ci permettono di cogliere è quello della vita nel suo fluire più organico, ora drammatica, ora quotidiana, ora anche onirica. La lettura che se ne ottiene è sommessa ed armonica anche nelle sequenze più d'effetto, più concitate e frenetiche, eppure ricondotte con naturalezza ad una raffigurazione documentaria degli eventi. A questo si affianca la grande cura nel rendere i sentimenti profondi dei personaggi, la cui espressività è non solo notevole per la finezza dell'analisi psicologica, ma anche per l'evocatività: si viene letteralmente immersi nella vita delle praterie, sembra di essere lì, di poter guardare negli occhi Hanno-paura-di-lei o Aquila Bianca. E' una pellicola che scorre, che impressiona la retina e vi lascia le immagini di persone reali – devono essere vissuti, non è possibile, accettabile, che si tratti solo della fantasia dell'autore - a farcele conoscere nei loro segreti, nei loro pensieri, nel loro amare, soffrire, lottare.






