dall’archivio di uBC · 1996–2016Intervista

Intervista a Stefano Tamiazzo

pubblicato
31.08.2004
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2 minuti
Copia anastatica dell’originale

Risponde ai microfoni di uBC uno dei "tesori" italiani esportati all'estero.

Quando hai partecipato a UmbriaFumetto 2000 ti hanno descritto come il disegnatore che i giapponesi ci invidiano. Tu cosa ne pensi? Puoi darci una presentazione su chi è Stefano Tamiazzo? Sei un autodidatta o hai imparato da qualche parte o da qualcuno?

Sono un autodidatta "mio malgrado"... questo ha i suoi pro e i suoi contro. Sei costretto ad importi un autodisciplina ferrea, devi imparare ad essere "cattivo" se non vuoi arenarti e fare sempre le stesse quattro cose a vita.

Il fumetto mi piace perchè ti costringe ad essere molto di più che un semplice disegnatore o uno sceneggiatore...sei scenografo, costumista, direttore della fotografia, tecnico del suono, etc.

Ci sono infinite possibilità di imparare ogni giorno qualcosa di diverso e questo è un aspetto fondamentale, almeno per quanto mi riguarda, vista la mia facilità nell'annoiarmi.

Che fumetti hai letto o leggi attualmente che ti hanno particolarmente colpito?

Una tavola dal numero 1 · (c) 2001 Bande Dessinée

Il mio "colpo di fulmine" è arrivato a 14 anni con un volume della collana Un uomo n'avventura: L'uomo dello Zululand di Gino D'Antonio... sono rimasto folgorato!!! Un fumetto con l'aspetto di un libro, di grande formato, autoconclusivo, a colori, con un montaggio delle vignette diverso e affascinante e che parlava delle guerre tra Zulù e inglesi. Fantastico!!!

Mia madre mi dava 5000 lire alla settimana, il sabato andavo in città e ne compravo uno; quando non avevo i soldi lo rubavo! Volume dopo volume ho avuto la grande possibilità da adolescente di "incontrare" Pratt, Toppi, Battaglia, Tardì, Bilal,Comes, Micheluzzi, Corben, Jimenez, Otomo, Miyazaki, Tezuka e tanti altri... ma non avevo nessuno con cui condividere questa mia passione, nessuno con cui discuterne e forse è stato meglio così... Il passo successivo è stato di mettermi a disegnare tutti i giorni come un ossesso.

A 17 ho lasciato la scuola dicendo ai miei che sarei diventato disegnatore di fumetti... mia madre piange ancora e non ha mai letto niente di quello che ho pubblicato; mio padre: "bravo, bravo...". Non mento quando dico che li ho sempre adorati!

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MD