Testi
Un'avventura di Dampyr dedicata ad una leggenda popolare come quella di re Artù era quasi scritta nel destino. In realtà, più che il ciclo arturiano, la storia doppia firmata da Boselli narra i fatti che precedono le vicende della Tavola Rotonda, ricostruite in maniera accurata, tramite personaggi ed eventi storici, come Magno Massimo, il generale che si ribellò a Roma, si mise alla testa delle truppe britanniche e si fece incoronare Imperatore d'Occidente.
La trama è poco più che un pretesto per introdurre il 'piatto forte': la ricostruzione delle guerre tra Britanni e Sassoni a cavallo tra il V e il VI secolo, viste attraverso gli occhi di Amber, che quegli eventi li ha vissuti in prima persona, partecipando attivamente.
La storia si dipana su più livelli, addirittura tre: le vicende che portarono Amber a stregare Massimo e a dare inizio alle guerre sassoni, la storia dell'archeologo Matthew Shady che inconsapevolmente infrange il sigillo che teneva il popolo dei Tyltwyth Teg fuori da questo mondo, e infine la battaglia che Harlan e i suoi conducono contro la strega Black Annis.
Nonostante la vicenda sia alquanto complessa, Boselli riesce a dipanarla senza che diventi troppo macchinosa.
Buonissimo l'approfondimento psicologico dei personaggi, anche di quelli secondari. La figura di Amber deve affascinare particolarmente Boselli, che la rende personaggio a tutto tondo, e ci fa sperare di rivederla presto.
Note negative: il modo un po' troppo semplicistico con cui viene risolta la battaglia finale, e il continuo, e un po' stucchevole, ricorso a toni da sofisticated-comedy nei dialoghi fra Harlan e Tesla, che si amalgamano poco con il tono della vicenda.
Disegni
Il tratto elegante di Laurenti si adatta particolarmente a questa avventura. I corpi sono colti nella loro vitalità e nel pieno movimento, conferendo ai personaggi una recitazione molto efficace. Il ricorso (parsimonioso) allo sfondo bianco porta i personaggi a 'bucare' la pagina. Le scene di battaglia, quasi degli affreschi pieni di personaggi, sono la parte più riuscita.
Forse il risultato sarebbe stato ancora più apprezzabile se il disegnatore avesse adoperato un tratto differenziato a seconda dei diversi periodi storici rappresentati.
Alcuni personaggi andavano però caratterizzati maggiormente. Soprattutto gli interpreti secondari si assomigliano troppo, in particolare i due trekkers Mark e Alex spesso sono difficili da distinguere, e non è l'unico caso: anche la barista Gwen in certe pose è troppo simile ad Amber.
Globale
Nel complesso, abbiamo a che fare con una storia pienamente riuscita. Il compito è stato svolto in maniera impeccabile da Boselli, anche se si ha l'impressione che, mettendo meno carne al fuoco, e magari approfondendo la ricostruzione storica, il risultato sarebbe stato anche migliore.
Molti elementi fanno pensare che questa storia rappresenti un trampolino per avventure che toccheranno più da vicino Harlan, visto che è annunciato l'arrivo di un nuovo nemico.
Le copertine di Riboldi sono come al solito interessanti dal punto di vista del colore, anche se poco significative. In particolare, meraviglia la totale assenza (nella sua forma umana) della co-protagonista Amber.
Vedere anche la scheda della storia.





