Rodolphe Töpffer presents "The Adventures of Obadiah Oldbuck" di Rodolphe Töpffer
(Edizioni Napoli COMICON) albo spillato di pagg.40 (più 5 più 3 di Martin Mystère) in b/n, euro 7,00
Plif e Plof di Wilhelm Busch (curato da Elisabetta Dell'Anna Ciancia)
(Adelphi) albo cartonato di pagg.26 in b/n su carta gialla, euro 9,00
La fantascienza è ufficialmente "nata" nel 1926, quando Hugo Gernsback, un lussemburghese emigrato negli Stati Uniti, iniziò a curare la rivista Amazing stories, sulle cui pagine pubblicò storie di una forma letteraria alla quale aveva dato il nome di scientifiction (che poi attraverso varie trasformazioni divenne science fiction, il nome inglese ufficiale della nostra "fantascienza"). Con il nome, Gernsback diede a questa forma letteraria una sorta di autoconsapevolezza, la possibilità di riconoscere il simile a sé, anche se poi la definizione di cosa appartenga alla fantascienza si è dimostrata impresa impossibile quanto altre mai. Prima del vecchio Hugo e delle sue Amazing stories, tuttavia, vi era già chi scriveva fantascienza, senza ovviamente immaginare di farlo, visto che di essa non esisteva neppure il nome. Evitando di risalire fino ad antenati nobilitanti francamente poco attinenti, come Omero e Luciano, le radici della moderna fantascienza come la intendiamo oggi sono da ricercare nell'Europa del XIX secolo, principalmente - ma non solo - nelle opere di Jules Verne e Herbert George Wells, che scrissero avendo coscienza dell'importanza dei cambiamenti scientifici, tecnologici e sociali sulla vita degli uomini e delle donne.
Il fumetto ha una storia molto simile a quella della fantascienza. La sua "nascita" come forma di intrattenimento seriale, realizzata con criteri "industriali" può essere fatta pacificamente risalire al 1895, alla prima apparizione dello Yellow Kid di Richard F.Outcault. Anche il fumetto, però, preesisteva come medium artistico a questa nascita ufficiale, incosciente di cosa fosse, ma certamente cosciente di essere espressione artistica e letteraria; e ancora una volta senza voler ripercorrere la storia degli antenati fino alle pitture rupestri della preistoria, è all'Europa del XIX secolo che bisogna principalmente volgere lo sguardo per trovare le radici già ben formate e riconoscibili della forma artistica che verrà.
