dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

La strage degli innocenti?

Nathan Never n.142 “Il prezzo del potere”

pubblicato
29.04.2003
lettura
2 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto2/7
Sceneggiatura2/7
Disegni2/7
globale14%

Sembrava che la qualità media delle storie di Nathan Never fosse riuscita a raggiungere un buon livello e, leggendo l'editoriale di questo nuovo albo in cui si dichiara l'ispirazione al romanzo giallo "Una dolce eternità", era confermata la speranza di trovare una nuova vicenda intrigante. Invece ci ritroviamo a dover parlare di un'improvvisa ed inaspettata battuta d'arresto.

Un intreccio inesistente e piuttosto deludente fa da sfondo ad una serie di fatti di cui sinceramente non si capisce l'utilità: episodi di violenza gratuiti, vaghi accenni a vicende antecedenti su cui Piani non scende in dettaglio, il comportamento dei personaggi piuttosto banale e scontato sono tutti gli ingredienti di un albo che ci ha lasciato alquanto interdetti. Nessun protagonista dimostra di avere "smalto": i dialoghi smozzicati, seppur originali nel modo in cui vengono proposti, non riescono ad affrontare in maniera adeguata alcuni temi che forse dovevano essere maggiormente approfonditi per caratterizzare meglio le diverse personalità.

Nathan stesso – irriconoscibile: l'avevamo visto nei numeri precedenti farsi carico dei problemi di gente che neanche conosceva e lo ritroviamo ora che si affretta ad acquistare un libro, mentre gli stanno parlando dell'omicidio di due ragazzini. Una figura evanescente che non prende parte all'azione, se non per dovute forzature dell'autore: basti pensare al basso stratagemma usato da Piani per far "scorgere" a Branko le lettere di Sean Condrick.

E' un peccato vedere come il personaggio di Nathan sia ormai entrato nella spirale di un "multiverso" in cui ogni sceneggiatore della serie lo interpreta a modo suo: se “ vero in piccola misura questo accadeva anche in passato, ormai Nathan (e la serie) non hanno pi” una personalità e questo comporta alti e bassi disastrosi che spesso disorientano il lettore attento e lasciano insensibile quello occasionale.

In ogni caso il tema della droga sulle stazioni orbitanti poteva essere sfruttato per una storia più coinvolgente e, come spesso “ accaduto di recente, si ha l'impressione che anche questa storia sia solo una specie di antipasto ad un successivo sviluppo narrativo. Speriamo solo che questo qualcosa arrivi e al pi” presto, visto che continuare a gettare troppi ami rischierebbe di intrecciare troppe lenze in un lago senza pesci.

Sottotono l'apporto di Francesco Bastianoni: sempre attento ai particolari ma molto spesso viziato da imperfezioni di prospettiva. Da ricordare, in negativo, l'auto di pag.46. Anche la dinamica e l'espressività dei personaggi è spesso problematica.

MD