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L'aspetto probabilmente più interessante dello spin-off Agenzia Alfa “ la possibilit” di vedere salire alla ribalta i comprimari di Nathan Never o Legs Weaver che, generalmente, hanno poco spazio sulle rispettive serie regolari.
Questo nuovo malloppone di pagine non viene meno a questa regola, e si rivela particolarmente stuzzicante per il presentare un episodio che, oltre ad eguagliare il record di lunghezza per una storia di Nathan, si avvale della contemporanea presenza dei due nemici più temibili degli Agenti Alfa (la famiglia Skotos e Mr.Alfa) senza neppure l'ombra dei pilastri storici dell'Agenzia (Nathan, Legs e Sigmund). Questo, una volta ogni tanto, non può che fare piacere, data la forte coralità che da anni contraddistingue la testata e la necessità di dare uno spessore ai personaggi con cui Nathan lavora a stretto contatto, in attesa degli episodi che tra circa un anno cambieranno il volto della testata (come annunciato dagli autori a Lucca, vedere report).
Il soggetto, pur nella sua ricchezza e complessità, difetta di vere novità per il lettore della testata. Ci piace pensare che Vietti e Mister Alfa siano, in realtà, la stessa persona: entrambi rimescolano sapientemente aspetti già noti (la manipolazione genetica, i mutati, i mutanti e le origini dei tecnodroidi) e aggiungono qualche ingrediente (telepati e alcune rivelazioni) al solo fine di osservarne, incuriositi, le conseguenze. Del resto, un grande autore come Giancarlo Berardi sostiene spesso che i propri personaggi, dopo qualche tempo, sfuggono ai limiti imposti dal loro creatore e si evolvono da soli. ;-)
Nel complesso, la vicenda dei mutati e delle loro origini non riesce ad appassionare e a sorprendere. Il numero di personaggi è infatti eccessivo (ne abbiamo contati ben 37, li trovate tutti nella scheda della storia) ed appesantisce la trama. Alcuni compaiono solo per avere un maggior ruolo in futuro (i tecnodroidi Fobo e Neos), mentre altri non arrivano alla fine dell'albo (con l'eccezione di Kay, muoiono tutti i mutati creati per questo episodio, compresa Mistral, a lungo coprotagonista ed uscita di scena in maniera "sporca", anche se realistica). Non si vedeva la necessità di presentare ad hoc i compagni di Navarra, dato che alla prima missione sono eliminati. Persino i riferimenti ad avvenimenti di un lontano passato risentono del "vizio" di dover trovare per forza un personaggio specifico con un nome: per esempio, le citazioni a pag.61, con tanto di dettagli specifici (del tutto ininfluenti ai fini narrativi) di un certo Molok oppure, a pag.302, del primo ideatore del progetto dei mutati e delle stazioni orbitanti già nella nostra epoca, tale Samuel Rowe (tra l'altro, quanto narrato è incongruente con la cronologia ufficiale dell'universo neveriano, vedere la scheda della storia).
I momenti veramente sorprendenti e autentici climax di questa lunga avventura, a nostro avviso, sono al di fuori della vicenda dei mutati e riguardano:
pag.268-269: il monologo di Aristotele Skotos di fronte a un incredulo ed allibito Kal (vedere la frase). Il monolitico avversario storico di Nathan “ frustrato per aver avuto la conferma che esiste qualcuno (Mr.Alfa, di cui ignora persino l'identit”) con un potere superiore al suo e decide di non entrare più in competizione con lui per concentrarsi sulla sua missione (purificare il mondo con i tecnodroidi), mostrando visibili segnali di delirio.
pag.316-318: l'intervento di Mr.Alfa che, da distaccato osservatore degli avvenimenti dal suo piedistallo ipertecnologico, si muove in prima persona per salvare Andy dalla sua malattia con una finalità che ancora non ci è nota (vedere la frase). Una scena magnifica ed emozionante pur nella sua implausibilità (nessuno degli agenti fuori dalla stanza di Andy lo nota perché in quel momento non guarda nel corridoio).
Il grado di coinvolgimento dei membri dell'Agenzia Alfa è buono e migliora il giudizio sul soggetto. La sceneggiatura ’, infatti, convincente nella gestione dei protagonisti, in particolare nei loro rapporti interpersonali e nella loro caratterizzazione:
Branko: ha, finalmente, un ruolo di primo piano. Dopo il suo ingresso in Agenzia le sue origini mutate erano state pressoché ignorate, e Branko era diventato un semplice forzuto che doveva rimpiazzare il vuoto lasciato da Jack O'Ryan, disperso nello spazio con l'Asteroide Argo. Logico, quindi, che per il tema dell'episodio non poteva che essere Branko l'agente Alfa protagonista. Branko ricopre adeguatamente il ruolo, ha una forte motivazione ed “ determinato e granitico nella sua ricerca della verit”. Scoperta quest'ultima, anche il monolitico Branko ha un momentaneo cedimento e la sua determinazione si scarica improvvisamente in disperazione (vedere la frase).
Andy: il personaggio “ gestito bene e riacquista parte della dignit” persa nelle avventure della serie regolare, in cui l'agente cinico e "carogna" delle prime apparizioni era diventato una macchietta utile solo per lamentarsi, per battutine prevedibili o per essere preso in giro dai colleghi. Davvero magistrali i suoi dialoghi con Janine ("Tu saresti pronta ad aiutarmi, lo so... Sei specializzata in uomini afflitti! Hai sostenuto il povero Nathan per molto tempo, no? E come ringraziamento ti ha scaricata senza pensarci due volte... ora cerchi di nuovo di fare l'assistente sociale?", pag.36) e con May ("E da quando in qua ti preoccupi di qualcosa che non sia la tua dieta?", pag.86, oppure "Se sei così pudica, potresti evitare le tutine attillate che indossi sempre!", pag.90). L'Andy che ci piace di più è comunque quello del dialogo cinico e politicamente scorretto con May di pag.89-90 e quello che, saputo da Janine che la sua malattia non “ pi” un segreto, le urla in faccia la sua rabbia, minaccia di vendicarsi e, soprattutto, toglie dalla sua mano quella di lei.
Janine: recupera un ruolo di un certo rilievo che non ricopriva dall'episodio della rottura con Nathan (Agenzia Alfa 2), anche se questa volta sembra mossa da pietà ed egoismo nei confronti di Andy (vedere il bel dialogo con il prete a pag.80-82) e non da amore (almeno per ora... visto che un bacio occasionale c'’ scappato).
La nostra speranza è di poter assistere alle conseguenze di quanto narrato (in particolare, tra Andy e Janine), anche se in passato situazioni simili non hanno lasciato grandi segni nelle storie.
Altri aspetti della sceneggiatura hanno convinto un pò meno, dandoci l'impressione di costituire dei riempitivi necessari per coprire il numero di pagine (la simulazione cerebrale di Fobo e l'evasione di Navarra).
Per ulteriori dettagli ed informazioni, rinviamo alla scheda della storia.
Disegni
Una prova molto convincente quella di Andrea Cascioli per questa lunga avventura.
Ottima l'espressività e i primi piani di tutti i personaggi (per esempio, Janine a pag.194, seconda vignetta, e Aristotele Skotos a pag.269, prima vignetta), molto buoni anche gli elementi architettonici (vedere le pag.50-55, con le strutture dei laboratori di Mr.Alfa e con la sua sala del piedistallo, una gioia per gli occhi).
Il disegnatore si dimostra un professionista nell'uso dei retini elettronici, con i quali impreziosisce le sue tavole di effetti speciali molto gradevoli dal punto di vista grafico (vedere, per esempio, l'effetto del fumo alle pag.194-198, ma anche tutte le luci ed i riflessi su vetro e armi che abbondano nell'episodio).
Segnaliamo anche alcune tavole, in sequenze d'azione, che si caratterizzano per un'organizzazione delle vignette molto diversa da quella classica bonelliana in riquadri rettangolari regolari (pag.139, pag.182-183, pag.236-240 e pag.246-252).
Il giudizio sui disegni non raggiunge il massimo perché le inquadrature sono troppo ordinarie e mancano tavole dal forte impatto che gridano al capolavoro. Hell's Island, in particolare, non ispira il fascino da "zona proibita" delle sue precedenti apparizioni nel mondo di Nathan Never.
Alcune tavole dell'episodio sono disponibili in anteprime che Ubc ha dedicato a quest'albo (anteprima 1 e anteprima 2).
Globale
La copertina di Roberto De Angelis non è eccelsa ma ben rappresenta il plot principale dell'albo, con un Branko sconvolto e incapace di opporsi a Navarra (poco riconoscibile, a dire il vero) per aver scoperto una realtà troppo drammatica.
Un albo che diventa importante nella continuity di Nathan Never non tanto per il segreto dei mutati in sé (secondo noi non è tale da comportare conseguenze reali nelle storie) quanto per il ritorno in scena di Skotos e per quella sorta di "patto" tra Andy e Mr.Alfa. Anche la piccola Kay, di cui Branko ha deciso di prendersi cura, dovremmo rivederla.
In sede di globale il punteggio ’, comunque, abbassato per una serie di considerazioni che esulano dall'episodio preso come singola storia e che si richiamano proprio alla continuity neveriana.
Oltre ad alcune incongruenze cronologiche (vedere la scheda della storia) dispiace aver riscontrato, infatti, una scarsa continuità nella gestione di Hell's Island: per intenderci, non ci sono cenni alla guerriglia tra mutati e freaks che imperversava nell'isola nel Gigante 4 e nel n.96. Anche per i freaks che compaiono nell'episodio non sembra esserci continuità con quelli del passato: quelli che vediamo in queste pagine, oltre ad essere del tutto nuovi, sembrano più mostri degni di un b-movie piuttosto che le orribili e deliranti mutazioni a cui eravamo abituati.
Per ulteriori dettagli, vedere anche la scheda della storia






