dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Codice Zero!!

Nathan Never n.138 “Codice Zero”

pubblicato
29.12.2002
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3 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto5/7
Sceneggiatura6/7
Disegni6/7
globale81%
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Testi

Dopo i fasti della storia tripla, che ha visto l'agente speciale Alfa alle prese con un potentissimo mutante e con vicende personali che hanno modificato radicalmente le sua vita quotidiana, compito di Stefano Vietti era quello di far risorgere Nathan dalle sue ceneri, gettandolo nuovamente nella mischia furibonda della Città, privo però di quel tocco romantico che Hadija aveva inserito nella sua vita. Eppure, nessun accenno a quanto accaduto, nessun istante in cui Never si isoli dal mondo per riflettere sulla sua vita recente e sugli eventi che gli sono accaduti. E forse “ anche meglio cos”, ma per la sua fama di musone ci aspettavamo almeno un vago riferimento, se non altro per dare un senso di continuità più marcato alle vicende che l'hanno investito.

Che dire della storia? Una classica avventura metropolitana, che risulta perfettamente organizzata dall'autore. Buoni i colpi di scena (siamo rimasti senza parole al gesto finale di Neva), quel pizzico di inseguimenti che non guasta mai, attimi di attenta indagine (sempre con una strizzata d'occhio alla tecnologia - non passa inosservato l'uso del robot all'interno della casa di Feroza per proiettare gli ologrammi sulla ricostruzione dell'omicidio fatta dalla scientifica), il tutto ordinatamente disposto senza assolutamente permettere al lettore di capire chi si nasconda dietro la verità.

Assolutamente degno di nota il contrastato rapporto fra senso dell'onore e corruzione: Vietti gioca con questi due ingredienti, distribuendo in modo sorprendente il primo a coloro che "dovrebbero" essere i malviventi, il secondo invece ai tutori dell'ordine pubblico. Diversi i personaggi interessanti della storia, su tutti però spicca la bella e complessa figura di Neva Slevich: all'apparenza una donna dolcissima, Neva convoglia questi due aspetti in sé, dando la soluzione, col suo gesto finale, alla loro unica possibile equazione di coesistenza.

Aggiungiamo, infine, che è stata un'insolita e piacevolissima sorpresa ritrovare Nathan nei panni di un poliziotto: l'autore ha saputo muoverlo benissimo, dimostrando come l'agente Alfa conosca ancora il fatto suo.

Gigi Simeoni

Disegni

Ottima la prova di Gigi Simeoni che si mantiene all'altezza della sua fama dopo i fasti del Maxy Gregory Hunter. Forse ci aspettavamo dei disegni più scanzonati, abituati alle sue precedenti realizzazioni grafiche, ma considerando l'ambientazione di questo poliziesco neveriano non c'’ davvero nulla da eccepire nell'interpretazione dei personaggi.

Dettagliatissimo, come al solito, sempre attento ai particolari dell'ambiente in cui gli attori si muovono. Moderatamente dinamico nelle, a dir la verità poche, scene movimentate (la gara di auto ed il breve inseguimento che vede Legs alle prese con uno dei "cattivi") e infine abilissimo a sfruttare le prospettive e le viste dall'alto.

Globale

Nonostante la storia sia fondamentalmente incentrata su un'omicidio e Nathan partecipi poco alle azioni ad alto rischio, risulta piacevole vederlo come unico "direttore responsabile" delle indagini. Il duo Vietti/Simeoni dimostra di essere veramente affiatato, facendo levitare a loro favore il giudizio globale di questa storia.

Bella la copertina di Roberto De Angelis: nonostante tragga in inganno sul reale tema della storia (se si esclude la divisa indossata da Nathan), i toni molto cupi e i colori scuri ci aprono una finestra sullo spaccato metropolitano in cui è costretto ad agire il nostro agente speciale.

MD