Legami con l'aldilà, certo, ma soprattutto con i fantahorror di serie zeta e con l'arte alta, con la musica, il teatro e la televisione. Legami che dieci anni fa ci hanno legato alla sua irriverente banda di scovaspettri e, non ultimi, legami con ciò che oggi è Magico Vento...
Come sono nati i Ghost Finder? Quale fu l'input di partenza?
Italia Uno (la rete televisiva) aveva acquistato i film dei Ghostbusters e da qui era nata l'idea di una serie televisiva italiana sullo stesso tema. Poi però il progetto venne abortito e mi restarono in mano cinque o sei sceneggiature inutilizzate. Casarotti, il boss della Dardo, mi propose di trasformarle in fumetto e la cosa mi interessò subito: i fumetti non hanno problemi di costo e di effetti speciali e lì avrei potuto esprimermi più liberamente. I personaggi fondamentali restarono quelli (pur cambiando nomi, ambientazione e "taglio" delle storie) e cioè: Gordon Link , un cacciatore di spettri vanesio e un po' yuppie, la sua ex moglie Jessica, ( poliziotta sexy e aggressiva che nella serie televisiva avrebbe dovuto essere interpretata da Alba Parietti, non ancora famosa) e i suoi tre collaboratori e amici che rappresentavano tre diversi modelli "giovanili": il maniaco dei computer e della tecnologia, un'improbabile segretaria dark e decisamente svanita, e un simpatico "palestrato" . Poi c'era Kalimba, una pianta carnivora, ispirata alla Piccola Bottega degli Orrori di Roger Corman, e Puki un animaletto buffo che sembrava un Critter. Il tono, nella versione a fumetti, divenne molto più demenziale e esplicitamente trash (anche se questa definizione all'epoca non era ancora "codificata"): l'immaginaria città di ambientazione (Hinterland) era praticamente una discarica a cielo aperto, i fantasmi erano dei residuati industriali, nuvole di smog materializzate o "mostri" partoriti dalla televisione.
(c) 1991 Dardo Editore
Le citazioni mischiavano riferimenti "alti" (per esempio a Dalì, o ai "Cadaveri squisiti" dei Dada) a rivisitazioni di spassosi film di serie Z tipo "Pomodori Assassini" ("Attack of the killer tomatoes" di John De Bello). Col tempo, capii che questa piega decisamente umoristica (tra l'altro particolarmenta adatta a Della Monica che era cresciuto alla scuola di Alan Ford) non poteva avere un grosso pubblico, perchè i lettori dei fumetti subivano l'affascinante influsso di Dylan Dog e preferivano storie più drammatiche. Cercai così una maggiore varietà di toni e sfumature, ma ormai i nostri lettori erano calati a venticinquemila, il che non era affatto disprezzabile, senonchè l'editore non si trovava più nelle condizioni di continuare, anche perchè la serie (tra speciali e supplementi) era molto onerosa.
Chi incoraggiò maggiormente l'operazione? Tu, Casarotti, Della Monica o chi altri?
Casarotti sostenne l'operazione con grande entusiasmo, del resto i primi eccellenti risultati di pubblico, gli diedero ragione. Però avremmo dovuto aspettare qualche tempo prima di uscire in edicola. Invece ci presentammo subito ai lettori con un solo numero pronto che restò in edicola un paio di mesi per permetterci di completare il secondo, e poi così, di corsa, mese per mese, nello sforzo di essere puntuali con le uscite. In queste condizioni era molto difficile garantire un alto livello di qualità: al principo Della Monica era l'unico disegnatore a disposizione, e la casa editrice aveva due soli redattori che si occupavano anche di altre serie e dunque non ce la facevano a correggere le tavole e tantomeno a farsi carico delle rubriche.
"Uscimmo con un solo numero pronto, un disegnatore e due redattori... io dovevo occuparmi di tutto!"
Io dovevo occuparmi di tutto e con pochissimo tempo a disposizione, scrivendo le sceneggiature al volo. Della Monica, che aveva nel frattempo presentato un suo progetto di serie "gialla" a Casarotti e poi era stato dirottato su Gordon Link, era costretto a lavorare a ritmi davvero impossibili, per sfoderare una storia al mese, quindi disegnando una tavola completa al giorno! Le cose migliorarono quando si aggiunse Emilio Cecchetto, un disegnatore dal segno affascinante e di una rapidità veramente marziana. Purtroppo però venne a mancare, improvvisamente, da un giorno all'altro.
(c) 1991 Dardo Editore



