Testi
Gabriella Cordone e Alberto Lisiero realizzano per questo Agenzia Alfa una storia introspettiva e assolutamente "fantastica", che ha la sola pecca di rivelarsi già da subito come totalmente impossibile: il lettore sa perfettamente che quello che sta leggendo non può essere accaduto (perché nella serie regolare non c'’ nulla del genere), perciò si aspetta da un momento all'altro una rivelazione di questo tipo: È tutto un sogno, oppure si tratta di una dimensione parallela, oppure è il racconto di qualcuno, oppure...
Ma a parte questo inevitabile handicap, la storia conquista e intriga, ed è ottimamente congeniata. Pur non essendoci nessuna sconcertante idea di base (si tratta solo dell'ennesima mente che si perde nel cyberspazio), la sceneggiatura tratteggia con delicatezza i sentimenti di Sigmund in primis e poi di tutti gli altri agenti. Dopo la morte di Reiser (vedi n.106), Sigmund era rimasto appartato, e le sue sensazioni non erano mai state svelate: quest'albo approfondisce l'animo del geniale polacco, e vela l'intera storia con un pizzico di malinconia.
Quello che più conquista di questa storia è l'assoluta plausibilità del futuro che viene tratteggiato. A parte la morte di Nathan, tutto il resto potrebbe accadere: Darver potrebbe ritirarsi perché logoro nell'animo, Legs potrebbe morire, May potrebbe reagire in quel modo, Sigmund potrebbe perdersi dietro ad una chimera. Il pregio dell'albo sta nella creazione di stati d'animo sinceri, naturali, e da una storia imperniata su Sigmund, che non può sconvolgere la continuity della serie di Nathan, è quanto di meglio si possa ottenere.
Disegni
Jacomelli si dimostra ancora una volta un abilissimo disegnatore. La fisionomia dei personaggi è precisa ed estremamente espressiva: malinconia, dolore, rabbia...la gamma di sensazioni è vasta e ben curata. I corpi, colti sia in posture statiche che dinamiche, sono sempre proporzionati e curati nei gesti. Complessivamente, quindi, un lavoro molto ben realizzato.
Globale
Una storia senza dubbio anomala rispetto alle altre, perché Sigmund non offre molti appigli ed essendo uomo sedentario difficilmente può affrontare una sparatoria alla Legs o un inseguimento in primissima persona. Tuttavia, i due autori sfruttano quel poco che Sigmund offre e delineano un personaggio sofferto, dubbioso, malinconico, che -purtroppo- spesso è messo in disparte nella serie regolare.




