Alla fine la censura ha avuto la meglio su Dragon Ball. Dopo la recente richiesta di sequestro del mensile sull'intero territorio nazionale, con l'accusa di incitamento alla pedofilia, da parte della procura di Perugia, la Star Comics ha ritenuto opportuno operare, nel primo numero della nuova ristampa, fedele nel formato all'albo al tipico tankobon giapponese, una censura preventiva, alterando dialoghi e disegni proprio della sequenza oggetto della denuncia. Nella versione censurata Bulma alza una gonna (ben più lunga di quella originale) per mostrare al vecchietto eremita soltanto... il colore delle sue mutandine (nell'originale si scopriva invece, tra lo stupore generale, che si era dimenticata di indossarle). Tutta le successive espressioni di imbarazzo risultano fuori luogo e così la sequenza fallisce inesorabilmente l'obbiettivo comico che si proponeva.



