E' vero che mi commuovo facilmente, ma non posso non commuovermi quando leggo Ken Parker. Sia ben inteso, questo non succede con ogni albo, devo essere sincero, ma spesso la scena, le parole, gli sguardi entrano dentro di me in modo così gentile ma nello stesso tempo cosi' prepotente, che gli occhi si allagano e le lacrime scendono copiose, senza vergogna. Allora, aspetto che l'ultima lacrima si sia asciugata, chiudo l'albo ed inizio a sognare ad occhi aperti: io divento Ken nell'anno 2002 e scopro che non sono fuori posto; mi rendo conto che posso essere Ken Parker anche nel secondo millennio, perchè l'amore, il rispetto e l'onestà sono vitamine indispensabili per l'uomo di Frontiera come lo sono per l'uomo moderno. Ancora una volta, grazie, Ken.



