dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

Mamma, gli Zumbi!

Mister No n.316 “I dannati della miniera”

pubblicato
novembre 2001
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3 minuti
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: voto originalescala 1–7
Soggetto3/7
Sceneggiatura4/7
Disegni5/7
globale55%
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  1. Testi
  2. Disegni
  3. Globale

Testi

Masiero e Colombo sono gli autori di questa quarta storia doppia consecutiva di Mister No.

Ovviamente non si può inventare sempre nulla di nuovo e costruiscono una storia sicuramente buona, ma che si può benissimo dimenticare in fretta, non aggiungendo niente alla saga del nostro Jerry.

Questa volta Mister No, accompagnato da Esse Esse, svolge una missione umanitaria, dovendo consegnare dei medicinali in una zona ovviamente sperduta. Questi medicinali però sono destinati alla creazione di una droga sintetica utilizzata per sottomettere degli indios sfruttandoli per lavorare in una miniera a cielo aperto, di proprietà di un ricco fazendero.

Tutto ruota attorno alla parabola degli effetti sul corpo umano di questa droga, una parabola con la concavità rivolta verso il basso: individuo normale, individuo completamente privo di volontà, individuo di nuovo normale, ma leggermente alterato per quello che ha subito. E questo accende la miccia che fa esplodere la situazione, rivolgendosi contro il suo mentore, il fazendero Marcelo Santos.

La storia ha come detto un soggetto normale, una buona sceneggiatura, cinematografica quanto basta per farla leggere volentieri.

Disegni

Questo storia guadagna sicuramente dai disegni. La coppia Bianchini-Santucci anche attraverso alcuni espedienti grafici, come l'uso della tecnica acquerellata dalla pagine 56 alla 58 del primo albo, conferisce movimento e spessore a questa avventura.

L'utilizzo di tecniche diverse per realizzare alcune pagine con input particolari (in questo caso un incubo di Mister No) è sempre più utilizzata sulla testata, segno che vi è forse un'attenzione in più rispetto al passato per quanto riguarda la parte grafica: la storia deve essere sostenuta non solo dai testi ma anche dai disegni.

Oltre a queste tre pagine, si notano vignette con approcci diversi dalle classiche sei vignette per tavola: tutto questo in funzione di un maggior movimento della tavola stessa, utilizzando inqudrature tipicamente cinematografiche, zoom avanti e indietro, che permettono di vedere le pagine come un succedersi di fotogrammi.

Diverse sono le tavole di impatto in entrambi gli albi, che si notano per il tratto particolarmente pesante (nel senso di profondo) dei contorni, suggerendo una tendenza supereroistica nella realizzazione di molti personaggi.

Globale

Come detto questa storia non aggiunge nulla di nuova alla saga di Mister No, è una storia dignitosa, che si fa leggere volentieri, sostenuta particolarmente dai disegni.

Quello che si può riscontrare è che l'inclinazione verso una maggior percentuale di violenza è sempre maggiore nelle pagine della serie; intendiamoci la violenza, il cattivo, è sempre stato proprio della serie, ma mentre prima c'era ma non si vedeva, adesso il discorso è molto più esplicito (penso alla scena di pagina 14 dell'albo n.316), discorso sostenuto anche da disegni il cui tratto è abbastanza diverso da quello del passato.

Per quanto riguarda alcuni dettagli della storia stessa il discorso dell'assedio alla fazenda ricorda molto l'assedio subito da Mister No e altri nella storia Juanito il ribelle, la ribellione degli indios ricorda molto, tra l'altro, l'avventura Acque pericolose.

Infine voglio ricordare la bella tavola di apertura dell'albo n.317, con la nuvola a forma di demone che nella pioggia incessante si approccia ad attanagliare la casa della fazenda: anche questo però non è nuovo e ricorda molto la scena dell'apparizione della nuvola a forma di diavolo nello speciale n.1, Magia nera..