dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

29 febbraio

Martin Mystère n.216

pubblicato
10.04.2000
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3 minuti
Copia anastatica dell’originale
: voto originalescala 1–7
Soggetto3/7
Sceneggiatura3/7
Disegni3/7
globale36%
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  1. Testi
  2. Disegni
  3. Globale

Testi

... come si sarebbe chiamato, considerando che gli stessi non avevano le "Calende"? Quesito interessante da porre al BVZM.

Hmmm... Molta carne divulgativa al fuoco di questo albo, ma in mezzo a tanto fumo, di arrosto ce n'è poco.

Il soggetto è perfettamente inseribile nell'universo mystèriano, ma non possiede, a mio parere, un grande spessore.
La storia, pur essendo ben strutturata e perfettamente amalgamata con le "lezioni" sui calendari, è deboluccia (l'ennesima setta esoterico/magica, l'ennesimo rituale per acquisire un "controllo", stavolta sul Tempo invece che sul Mondo...) e non riesce ad appassionare veramente il lettore.

Ritengo una valida attenuante l'evidente difficoltà nel reperire nuovi mysteri in cui cimentare il BVZM, ma dopo la conclusione non propriamente entusiasmante del countdown biennale che doveva portare alla "Fine del Mondo", e dopo il mezzo passo falso dell'episodio sulle sette ufologiche (nn. 214-215) mi sarei aspettato che qualcosa di più "succoso" uscisse dalla penna di soggettisti e sceneggiatori.

Nulla più della sufficienza, quindi, per il soggetto così come per la sceneggiatura. La quale, va detto, scorre benissimo, inserendo alla perfezione e senza alcuna pedanteria tutte le disquisizioni sui calendari. Mancando, però, di una solida base di testo secondo quanto scritto sopra, non riesce a salire oltre il "3".

Forse qualcuno, notando il "finale aperto" della storia, foriero di nuove avventure per il nostro Detective dell'Impossibile, avrebbe attribuito punteggi maggiori, ma personalmente dopo i due anni del "countdown" conclusi nel modo già descritto preferisco sospendere il giudizio e vedere come veramente andrà a finire la vicenda.

Disegni

Hmmm... A parte l'evidente omaggio a Tacconi (Cfr. la Scheda) nel rappresentare Jean e Mike, ho trovato eccessiva la mancanza di uniformità stilistica nella rappresentazione dei personaggi.

Martin, Diana, Java e Jerry sono sufficientemente alessandrinici, e si integrano bene con la "scenografia", ma tutti gli altri personaggi "parlanti", a partire dalle vittime dei sacrifici per finire con Sarah Moss sembrano pescati da altri fumetti ed inseriti, ma certamente non amalgamati, nelle tavole (a proposito di Sarah, Fabrizio Gallerani faceva notare il "debito" di Romanini verso il grande esponente della "scuola argentina" Ernesto Garcia Seijas...).

Le illustrazioni sono ben realizzate, il tratteggio ed i bianchi e i neri "pieni" sono utilizzati con perizia ed ottimi risultati, ma l'impressione ricavata globalmente è che siano intervenute almeno tre-quattro "mani" diverse: un po' di Magnus (Rupert, Harris e John S. Young III in alcune illustrazioni), Garcia Seijas, il "citato" Tacconi e, naturalmente, Romanini...

Se a questo sottraiamo le incongruenze, a mio parere gravi (Vedere, di nuovo, la Scheda), raggiungiamo ma non superiamo il giudizio, sempre positivo, di sufficienza.

Globale

Hmmm... Una storia perfettamente in linea con lo "stile Mystère": didascalica quanto basta, avventurosa quanto basta, mysteriosa quanto basta, ma nulla di più. Niente di particolarmente degno di nota, ma solo una collaudata, perfetta, routine.

Mi sarei aspettato, molto volentieri, qualcosa in più della sensazione di "...va be'. E adesso?!" che la lettura di questo albo mi ha lasciato, ed è per questo che da sfegatato fan del BVZM non posso che dare come punteggio globale quello "0" che esprime al meglio la "medietà" del risultato.

La Redazione

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