Testi
S’ i’ fossi foco, ardere’ il mondo,
S’ i’ fossi vento, il tempesterei.
Hogan come Nerone, incendia la città e gode; non canti, non folle poesia, non musica di cetra o lira che sia, ma bieca speculazione edilizia. La finzione incontra la realtà, il fumetto si fa Storia, si insinua nelle pieghe del mistero, del non detto e del mai saputo, abbatte il muro di gomma e fornisce la sua spiegazione fantastica: l’incendio di Chicago non fu un caso, e questo lo dicono anche i libri, ma ci vogliono i fumetti per spiegarci che sotto la cenere covava il signor Hogan. Altro che la mucca: è stato Hogan a incendiare Chicago, e forse se Prometeo lo avesse saputo non avrebbe rubato il fuoco agli dei...
Ma chi gioca col fuoco brucia se stesso, e Hogan arde di follia: chi è Ned per lui, e lui per Ned? Affronta i tuoi fantasmi, signor Hogan, perché la notte è lunga, e fa ancora caldo: è il Vento che alimenta la Fiamma, ma se il Vento è forte la Fiamma si spegne. Ma sarà spenta veramente? Ned augura a Hogan un buon viaggio all’Inferno, ma forse dimentica che l’Ade è pieno di zolfo, e il fuoco è ignifugo per natura: non era fumo quello che usciva dalla diligenza su cui è caduto Hogan? E dove c’è fumo... Brucia, Hogan, brucia, e passa per il camino. Ned-Edipo ne ha ucciso un altro, forse.
Disegni
Barbati e Ramella sono i disegnatori di Magico Vento che hanno realizzato più numeri; ma qui, anche loro, fanno fuoco e fiamme . Mai bravi come in questo numero, per il quale si sono documentati tantissimo, sui luoghi originari, col repertorio di foto d’epoca, benché sfuocate dal tempo. Ma ci pensano loro a mettere a fuoco le immagini, e il rosso fiamma si fa magico bianco e nero, ovviamente disegnato col carboncino (tanto per dire). Impressioni al levar del sole. Ti accendono. E a nessuno dei lettori può venire in mente che da grande vuole fare il pompiere...
Globale
Prima copertina di Pasquale Frisenda. La prima impressione, a caldo , è che realizzare copertine è molto difficile, non è come disegnare una storia, è un altro tipo di immagini quello che si deve cercare. E bisogna stare attenti a non mettere troppa carne al fuoco : forse la copertina in questione è eccessivamente ricca: la città che brucia, Magico Vento in primo piano, Hogan sulle scale; su cosa focalizzare la nostra attenzione? Proponiamo sull’insieme, che resta splendidamente equilibrato, e con un contrasto luce-ombra affascinante. E si può solo migliorare. Scura, la copertina, eppure illuminante. E dalla valutazione positiva del globale non possono rimanere esclusi i mille rimandi interni alla saga, che ancora una volta si incastrano perfettamente nel mosaico, con riferimenti a episodi passati, con il ritorno di personaggi già amati, come Dick Carr, qua in panni inediti. Un caloroso grazie a chi ci regala tutto ciò.





