dall’archivio di uBC · 1996–2016Recensione · Eroi Bonelli

L'uomo che non cambiò la storia

pubblicato
24.11.1998
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2 minuti
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: voto originalescala 1–7
Soggetto4/7
Sceneggiatura6/7
Disegni6/7
globale75%
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Testi

Forse nessuno sentirà la mancanza del buon Robinson con la prossima chiusura di Zona X. Beh, almeno chi scrive ne sentirà la mancanza. Forse Robinson hart non ti sorprende mai perchè il plot alla base delle storie di questa miniserie è sempre quello: un fulmine temporale, una persona a far danni in un epoca non sua, Robinson "ci penso io" Hart a metter pezze sui paradossi.

Ma le sceneggiature di Mignacco non sono mai banali, il ritmo e i dialoghi sono sempre di buona qualità. Il fascino dei viaggi nel tempo è inesauribile e le situazioni storiche in cui pescare non mancano di certo. Con le sue sceneggiature, Mignacco ha sostenuto questa miniserie riuscendo a sfruttare i punti di forza dei viaggi nel tempo e a sopperire alla mancanza di originalità di fondo. In un periodo che vede il lancio di tanti nuovi personaggi, sorge spontanea una domanda: a quando una serie, vera, tutta sua?

Robinson non tradisce mai: svolge sempre il suo compitino, il suo dovere di intrattenimento. E questa volta ci regala anche qualcosa di più della media: un uomo ha effettuato un cambiamento importante nel passato e la nostra realtà non è più la stessa. Forse il caso più difficile affrontato finora da Robinson.

Non è il caso di cercare di valutare la logicità dei paradossi temporali: la storia nel complesso regge. Il punto di svolta scelto è molto interessante: cosa sarebbe successo se Napoleone non avesse perso la battaglia di Trafalgar? divertente la francesizzata realtà alternativa risultante.

Veramente tanti i personaggi, ben caratterizzati, coinvolti in questa storia: una vera Magic Patrol del soccorso temporale.

Disegni

La storia è narrativamente divisa in due parti che sono state realizzate da due disegnatori diversi. Come è consuetudine per la miniserie, la realizzazione grafica è di alto livello.

La prima parte è illustrata da Fabrizio Russo: curati i particolari, buonissimo l'uso del bianco e del nero, unico neo è forse la non continuità nella caratterizzazione uniforme dei personaggi. Bellissime le classiche tavole alla Robinson Hart con i passaggi attraverso il tempo grazie ai fulmini neri.

Se di Russo abbiamo parlato bene, di Alberto Castiglioni non possiamo che parlar meglio.

I disegni di Castiglioni possono apparire molto statici, ma questo è il prezzo da pagare se pensiamo alla qualità del dettaglio e del tratteggio. Le sue tavole sembrano a volte in stile anni '50, ricordano il Dan Dare di Frank Hampson. Simpatica anche la firma in tutte le tavole.

I disegni di Castiglioni sono molte volte affascinanti e le tavole hanno sempre una composizione equilibrata. Nel realizzare i volti, Castiglioni ha un tratto realistico sicuro e raggiunge buona espressività.

Globale

Molto bella, anche nella scelta non convenzionale dei colori, la copertina di Alessandrini con l'ipotetico mondo alternativo.

GG
Giovanni Gentilitutti i suoi articoli